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I sindacati sul ddl Fugatti-Spinelli: ''Manovra timida, squilibrata e poco efficace. Risorse insufficienti per la ripresa economica e per le famiglie colpite da crisi''

Critiche le funzioni pubbliche di Uil e Cisl. Giuseppe Pallanch, segretario della Fp del sindacato di via Degasperi: "Ora ci sono solo tagli e carenza di risorse: non è questa la considerazione che tantissime lavoratrici e lavoratori si aspettano dalla politica in questo difficile periodo. In molte altre Regioni i soldi sono già arrivati, il Trentino è in forte ritardo"

Di Luca Andreazza - 10 May 2020 - 21:42

TRENTO. "La manovra della Giunta Fugatti approvata dal Consiglio provinciale resta timida, squilibrata e poco efficace". Questo il giudizio di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "Vengono mobilitate risorse insufficienti per la ripresa economica e per i lavoratori più colpiti dalla crisi, le famiglie e le donne che lavorano".

 

I sindacati ritornano sostanzialmente a bocciare la manovra per fronteggiare la crisi economica causata dall'emergenza coronavirus. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio provinciale dopo circa 25 ore di discussione (Qui articolo). Un via libera arrivato con 30 voti favorevoli e 5 astenuti (Qui articolo).

 

"Questo provvedimento - aggiungono Grosselli, Bezzi e Alotti - non investe sulla sanità territoriale centrale per il riavvio delle attività economiche, distribuisce alle imprese contributi poco selettivi e che, oltre a essere inefficaci, rischiano di non tutelare l'occupazione, non garantisce stanziamenti adeguati a valorizzare il lavoro pubblico, a partire da quello degli operatori sanitari impegnati contro Covid-19, anzi elimina pure quelli esistenti che servivano a coprire l'indennità di vacanza contrattuale di cui godono tutti i lavoratori pubblici in Italia".

 

C'è stato qualche passo in avanti in sede di commissione e di Consiglio provinciale, ma il giudizio di Cgil, Cisl e Uil resta ancora negativo. Tra gli aspetti positivi c'è il pacchetto da 17 milioni di euro stanziati per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi economica e le famiglie attraverso Agenzia del lavoro e assegno unico provinciale

 

"Sugli interventi per il lavoro e per le famiglie chiediamo - proseguono Grosselli, Bezzi e Alotti - che si apra immediatamente un confronto con le nostre organizzazioni sindacali, per arrivare quanto prima alla definizione di misure specifiche che rafforzino la coesione sociale e che tutelino quelle lavoratrici e quei lavoratori, a partire dai precari e dagli stagionali, che non abbiano coperture sufficienti definite dagli interventi statali. Alla vigilia del nuovo decreto legge del Governo nazionale, abbiamo il tempo e il modo per mettere in campo interventi integrativi che valorizzino davvero le competenze della nostra Autonomia".

 

Qualche critica è arrivata dalle Funzioni pubbliche di Uil e Cisl. "Tra le richieste – ricorda Marcella Tomasi della Uil Fpl – c’è la ripartenza dei servizi educativi all'infanzia". In altre parole la riapertura dei nidi per i bimbi 0-3 anni e delle Scuole infanzia per i bimbi 3-6, questione che per ovvi motivi è molto sentita dalle famiglie trentine. "Ma non c'è stata alcuna risposta" (Qui articolo).

 

Resta la tensione anche sul comparto pubblico tra i tagli alla sanità e le risorse, già firmate e stanziate per il rinnovo del contratto, ma dirottate in modo unilaterale dalla Pat per coprire altri capitoli di spesa. Soldi che vengono a mancare anche al personale sanitario impegnato in questi due difficilissimi mesi in prima linea contro Covid-19. 

 

"Non c'è giustizia sociale - commenta Giuseppe Pallanch della Cisl Fp - questa manovra non sostiene realmente la comunità. I finanziamenti sono stati 'scippati' a tantissime categorie che sono quotidianamente impegnate in questa emergenza. Professionisti che non si risparmiamo e che chiedono un giusto riconoscimento, non soltanto a parole. Ora ci sono solo tagli e carenza di risorse: non è questa la considerazione che tantissime lavoratrici e lavoratori si aspettano dalla politica in questo difficile periodo. In molte altre Regioni i soldi sono già arrivati, il Trentino è in forte ritardo".

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