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''Zero risorse per famiglie e lavoratori. Sembra una farsa ma si gioca sulla pelle dei trentini'', stroncata la manovra anti crisi di Fugatti dai sindacati

Cgil, Cisl e Uil affossano il ddl che la giunta è pronta a presentare per fronteggiare la crisi. ''Sono pronti a mobilitare risorse tra 120 e 170 milioni di euro e non trovano nessuno spazio per dare risposte alle famiglie trentine e ai lavoratori, con redditi pesantemente ridotti a causa di cassa integrazione e disoccupazione. Come pensa la giunta di far ripartire l’economia e i consumi se le famiglie non avranno soldi da spendere?''

Di Luca Pianesi - 23 aprile 2020 - 19:49

TRENTO. E meno male che il presidente Fugatti ieri aveva parlato pubblicamente, in conferenza stampa, di manovra condivisa con tutti: dalle minoranze alle parti sociali. In queste ore, in realtà, è un susseguirsi di comunicati stampa di presa di distanze dal ddl targato Fugatti-Spinelli per rialzare il Trentino dalla crisi economica che sta attanagliando il sistema da quando è emerso il coronavirus. Una bocciatura totale sia da parte delle minoranze (QUI ARTICOLO), che da settimane fanno proposte e si sono messe a disposizione della maggioranza per costruire, insieme, qualcosa che permetta al territorio di riprendersi il prima possibile, ma che non vengono prese in considerazione, sia da parte dei sindacati.

 

''Non ci sono altre espressioni oltre alla profonda delusione per una giunta provinciale che si dimentica dei lavoratori dipendenti e delle famiglie trentine messe in difficoltà dagli effetti che il coronavirus ha prodotto sull’economia'', dichiarano con un misto di amarezza e sconcerto i segretari generali di Cgil Cisl Uil che oggi, nel confronto con il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli, hanno appreso che il disegno di legge che la giunta si appresta a varare contiene, spiegano, ad oggi risorse pari a “0” per il mondo del lavoro.

 

“Sono pronti a mobilitare risorse tra 120 e 170 milioni di euro e non trovano ancora nessuno spazio per dare risposte alle famiglie trentine e ai dipendenti, con redditi pesantemente ridotti a causa di cassa integrazione e disoccupazione – sottolineano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Ci siamo posti di fronte all’esecutivo con spirito costruttivo, cercando sempre il dialogo e dando credito in questa fase complessa. Abbiamo presentato una serie di proposte finalizzate a sostenere la domanda. Nessuna di queste è stata accolta. Tutto è caduto nel vuoto”.

 

La Giunta leghista, al momento, quindi si lamenta con Roma e chiede di non restituire le risorse previste per il risanamento del disavanzo nazionale (circa 430 milioni di euro all'anno) e, probabilmente avanzerà anche richieste di maggiore autonomia ma intanto lascia allo Stato l'incombenza di aiutare i trentini. Al momento infatti dal bonus alimentare, ai 600 euro per lavoratore, ai 13 milioni di euro arrivati per la sanità è stata Roma ad aiutare i trentini mentre l'amministrazione provinciale al momento si è mostra in balia di una gestione dell'emergenza che è stata tra le più confuse d'Italia incapace di arginare il contagio, incapace di gestire i rapporti con gli ordini dei medici, degli infermieri, con le Rsa e le strutture assistenziali, con il mondo della scuola lasciato a sé stesso, quello del turismo messo sotto attacco da una riforma delle Apt che in questo momento sembra quanto di peggio si possa immaginare mentre ancora non si sa se i turisti potranno tornare in Trentino, come e quando

 

Ora arriva il capitolo economico e si annuncia un altro caos vista la totale incapacità di condividere qualsiasi tipo di iniziativa di questa classe politica e spaventa la distanza dell'amministrazione provinciale dalle competenze e dalle figure competenti nei diversi campi (si pensi, in tempi di pace, a quanto accaduto con l'Università quando si discuteva della facoltà di medicina, o, più recentemente, l'attacco all'ordine dei medici perché avrebbero consigliato troppo tardi alla Giunta di cambiare strategia e fare, finalmente, i tamponi). Ma d'altronde Fugatti e i suoi sono quelli contro ''gli scienziatoni'' e ''i professoroni'' e ora che si scopre che le competenze servono la narrazione di prima del voto si fa claudicante e si palesano limiti e criticità. Il problema è che di mezzo ci stanno andando i cittadini sia dal punto di vista della salute che economico. 

 

''Le uniche misure che la Giunta ha previsto sono la possibilità di integrare con risorse provinciali il bonus alimentare e il Fondo di Solidarietà del Trentino - proseguono i sindacati compatti -. Ma senza stabilire ancora gli stanziamenti minimi. Quindi le risorse ad oggi sono pressoché zero. A ciò si aggiunge l’impegno a dare garanzie alle banche affinché possano con più facilità anticipare ai lavoratori le indennità di cassa integrazione. Per il resto non ci sono soldi per allargare l’assegno unico e sostenere così le famiglie alle prese con difficoltà economiche e problemi enormi di conciliazione; non ci sono soldi per i lavoratori e le lavoratrici stagionali del turismo che hanno subito una chiusura anticipata della stagione invernale, una disoccupazione dunque più bassa e che non sanno se e quando potranno ricominciare a lavorare; non ci sono soldi neppure per sostenere le famiglie per il pagamento degli affitti e delle spese per i propri alloggi; non ci sono soldi per i tantissimi lavoratori dipendenti di tutti i settori che stanno tirando la cinghia nel tentativo di farsi bastare l’assegno di cassa integrazione (quando arriverà)''.

 

''Come possa la Giunta pensare di rilanciare l’economia - si domandano Grosselli, Bezzi e Alotti - senza sostenere la capacità di acquisto delle famiglie colpite dal calo dei redditi è davvero un mistero. Così il rischio è che quando le attività economiche riapriranno, dopo poche settimane saranno di nuovo costrette a chiudere. Questa volta, definitivamente''.

 

Ma, per i sindacati, è sul capitolo dei sostegni al reddito che la giunta ha superato sé stessa: se da un lato non sostiene il reddito dei lavoratori dipendenti e delle loro famiglie, prevede uno stanziamento di ben 7-8 milioni di euro per garantire una sorta di indennità di disoccupazione agli imprenditori che falliranno. ''Ad oggi - continuano i sindacalisti - queste sono le uniche risorse che si aggiungeranno al bilancio di Agenzia del lavoro. Ma saranno dedicate solo agli imprenditori. Il tutto senza alcun controllo sulle sue condizioni economiche e patrimoniali e senza saper ad oggi se questa misura sarà cumulabile con quelle statali e con gli altri interventi della Provincia (accesso al credito agevolato, contributi a fondo perduto, etc)''.

 

''In assenza di risposte concrete alle nostre proposte,  - concludono i sindacati - saremo costretti ad irrigidire la nostra posizione, a partire da quella sulla ripresa progressiva delle attività di lavoro. Se la situazione non fosse drammatica penseremmo che si tratti solo una grande farsa, ma qui si gioca sulla pelle delle persone. Lo ribadiamo: come pensa la giunta di far ripartire l’economia e i consumi se le famiglie non avranno soldi da spendere? Confidiamo in un celere ravvedimento della giunta fin dalle prossime ore".

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