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Coronavirus, “Il conto della crisi non va fatto pagare ai sanitari”, Fenalt e Nursing up contro i tagli della Giunta

I sindacati del settore sanitario insorgono contro la Giunta Fugatti: “Il bonus coronavirus rimane solo sulla carta, in compenso arrivano i tagli ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego”. L’affondo di Nursing Up: “I politici facciano il primo passo riducendosi le loro indennità”

Di Tiziano Grottolo - 01 maggio 2020 - 13:46

TRENTO. La scelta operata dalla Giunta Fugatti di stralciare gli accordi presi in precedenza tagliando di fatto circa 20 milioni di euro destinati al pubblico impiego proprio non è andata giù ai sindacati, che sul tema stanno dando battaglia.

 

Questa volta è il coordinatore di Nursing up Trento, Cesare Hoffer, a prendere parola: “Il disegno di legge Fugatti-Spinelli sta creando grande sconcerto e preoccupazione nei professionisti sanitari.  Il presidente della Pat – osserva – non vuole più rispettare il patto sottoscritto nel gennaio 2020 con le confederazioni sindacali, agendo in maniera unilaterale e senza nessun confronto sindacale”. Se il ddl venisse approvato così com’è i sanitari perderebbero un adeguamento contrattuale che aspettano da oltre 2 anni, peraltro già garantito a tutti i dipendenti pubblici in Italia e nella vicina Provincia autonoma di Bolzano.

 

Dello stesso avviso anche Maurizio Valentinotti della Fenalt: “Disapproviamo nel modo più assoluto il tentativo di far pagare il conto di questa grave crisi ai lavoratori pubblici. La scelta della Giunta – prosegue – porta ad una diminuzione del potere di acquisto di 35.000 lavoratori, con conseguenze per tutta l'economia trentina che è già in grande difficoltà”. Per la Fenalt restano lettera morta anche le continue rassicurazioni sulla necessità di valorizzare il personale del settore sanitario e Apsp “che si è scoperto ora essere una risorsa fondamentale proprio in questa grave epidemia”.

 

“Ironia della sorte, per talune categorie si prospettano i tagli stipendiali, per alcuni dirigenti provinciali gli stipendi invece si aumentano”, rincara la dose Nursing up che poi fa notare come a proposito del bonus per i sanitari venga solo fatto riferimento di riserva del bilancio dell'Apss “benché non vi sia nessuna chiara previsione relativa allo stanziamento di risorse economiche aggiuntive”. Detto questo il sindacato si spinge addirittura oltre suggerendo alla politica di fare il primo passo per dare l’esempio, “magari riducendosi le ricche indennità”.

 

Infatti professionisti infermieri e sanitari sono stati in prima linea nella gestione dell’emergenza: “Vogliamo ricordare che sono oltre 240 dipendenti dell'azienda sanitaria che sono risultati contagiati dal virus, di questi circa il 40-45% sono infermieri e tanti altri colleghi si sono ammalati nelle Apsp – afferma Hoffer che poi aggiunge – se non avremo concrete risposte, preannunciamo fin d'ora che apriremo una stagione di mobilitazione, non si può penalizzare ancora il vero baluardo della sanità pubblica e nei servizi socio-sanitari nella recente pandemia”.

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