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“Bonus ai sanitari negato al 70% del personale”, stato di mobilitazione proclamato da Nursing up

Il sindacato Nursing up lamenta l’esclusione “di circa il 70% dei sanitari” dal bonus provinciale previsto per chi ha lavorato in prima linea: “Se non ci saranno adeguate risposte ed in assenza di un serio confronto istituzionale apriremo una dura stagione di lotta”  

Di Tiziano Grottolo - 17 luglio 2020 - 10:46

TRENTO. Torna a far discutere il bonus per i sanitari stanziato dalla giunta Fugatti per coloro che hanno lavorato a stretto contatto con i malati colpiti da coronavirus. A destare perplessità sia i criteri fissati per individuare gli aventi diritto (per molti troppo restrittivi) che la provenienza dei fondi, quando ancora in aprile la Giunta stralciò 20 milioni destinati al pubblico impiego (sanitari compresi).

 

Ora, arriva un’altra dura presa di posizione da parte di Cesare Hoffer coordinatore del sindacato Nursing up: “A riconoscimento del grande lavoro sin qui svolto dagli operatori sanitari dall’inizio dell’emergenza Covid-19, con nostra specifica nota avevamo chiesto alla Giunta che in Apss l’incentivo economico fosse rivolto in primis agli operatori che avevano svolto la propria attività nei reparti Covid ed a tutti i servizi di front-line”. Cioè pronti soccorsi, reparti per le cure primarie, il servizio di 118, il servizio di igiene e sanità pubblica. “L’azienda sanitaria ha dato seguito ai dettami previsti dalla prima fase della delibera ma già nell’applicazione della prima fase dobbiamo purtroppo segnalare alcune criticità nell’applicazione dell’incentivo coronavirus”.

 

Fra le problematiche riscontrate da Nursing up il fatto che, in certi casi, all’interno dello stesso servizio il personale medico sarebbe stato incentivato mentre quello infermieristico sarebbe stato escluso dal riconoscimento economico. Inoltre in molti ospedali, i coordinatori del personale “benché abbiano prestato la propria attività nell’organizzazione dei reparti Covid, profondendo grande impegno nella gestione dell’emergenza” sarebbero stati esclusi dall’incentivo. “Molti altri professionisti non sono stati assolutamente presi in considerazione – accusa Hoffer – per esempio infermieri delle cure primarie, i professionisti del servizio igiene e sanità pubblica e le ostetriche. Eppure anche loro sono stati impegnati in prima linea”. Insomma molti professionisti che sono stati impegnati nell'assistere pazienti positivi o sospetti, non otterranno il bonus.

 

“Spiace inoltre ancora una volta constatare che da parte Aziendale ad oggi non ci è stato fornito alcun chiarimento in merito al personale coinvolto”, ricorda Hoffer che poi aggiunge: “Ci auspichiamo venga fin da subito dato al personale il giusto riconoscimento, dopo la disponibilità ed il grande impegno dimostrato, ma purtroppo da quanto abbiamo percepito ancora una volta circa il 70% del personale verrà escluso”.A questo punto, il sindacato Nursing up Trentino, visto le continue e “ripetute richieste rimaste inascoltate” ha deciso di dichiarare lo stato di mobilitazione dei professionisti sanitari: “Se non ci saranno adeguate risposte ed in assenza di un serio confronto istituzionale apriremo una ancor più dura stagione di lotta a livello provinciale”.

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