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Gli infermieri trentini lanciano lo sciopero, Hoffer: “Ci mancano gli arretrati, la sanità pubblica sempre più in crisi e professionisti in fuga”

L’8aprile i sanitari trentini saranno in sciopero, Nursing up: “Contrariamente a quanto avvenuto in Alto Adige, Valle d’Aosta e sul territorio nazionale, la Provincia di Trento non ha ancora finanziato gli arretrati”

Di Tiziano Grottolo - 04 aprile 2022 - 09:54

TRENTO. “L’8 aprile sarà sciopero”, ad annunciarlo il coordinatore di Nursing up Trento, sindacato che difende i sanitari, Cesare Hoffer. “La sanità pubblica trentina è sempre più in crisi – spiega – mentre i suoi professionisti sanitari in fuga”. Per questo i sanitari chiedono un tavolo contrattuale, perché “servono risposte celeri e l’attivazione di un’area contrattuale specifica per i professionisti infermieri e sanitari, che finalmente garantisca loro la giusta valorizzazione giuridico-economica”.

 

Da tempo Nursing up sostiene la necessità di superare la contrattazione collettiva che penalizzerebbe i lavoratori del comportato “omologati con categorie di lavoratori che nulla hanno in comune con noi in termini di formazione e responsabilità”. Nel 1999 infatti gli infermieri sono diventati “professionisti sanitari” ma il contratto di lavoro non è mai stato adeguato al nuovo status giuridico, “siamo tra i peggio pagati in Europa – dice Hoffer – a fronte di un altissimo profilo di competenza”.

 

Da qui la volontà di lanciare uno sciopero che interesserà tutto il territorio nazionale. “Contrariamente a quanto avvenuto in Alto Adige, Valle d’Aosta e sul territorio nazionale, la Provincia di Trento non ha ancora finanziato gli arretrati del contratto 2019-21 e le indennità di specificità infermieristiche e per le professioni sanitarie”. Stando a quanto riferito dal sindacato per il momento la Provincia si sarebbe limitata a dichiarare un generico impegno per garantire dei finanziamento nel corso del 2022, ma a oggi non sarebbero seguite azioni concrete.

 

“È necessario individuare meccanismi virtuosi per attrarre e trattenere in nostri professionisti sanitari sul nostro territorio”, ribadisce Hoffer. “Invece vengono prese pericolose scorciatoie che prevedono la promozione sul campo di personale senza un’adeguata formazione”. In questo senso viene definita “preoccupante” la creazione delle figure professionali “ausiliari” nelle Apsp: “Personale formato con un corso di 68 ore, a fronte delle 1.400 necessarie invece per acquisire il titolo di Oss”.

 

Da Nursing up denunciano la “la sanità pubblica sempre più in crisi” che rischia di “degradare il servizio pubblico”, peraltro già duramente provato dai due anni di pandemia. “Il cittadino – conclude Hoffer – ha diritto ad avere un servizio pubblico di qualità ed essere assistito da professionisti motivati, presenti in numero adeguato e che beneficiano di un adeguato recupero psico-fisico”.

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