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Coronavirus, "Bonus Covid'' al personale sanitario? Tanta confusione e pochi soldi in busta paga. Degasperi: ''La Provincia dia delle spiegazioni''

Dopo i sindacati che avevano già sollevato la questione  ora è il consigliere provinciale di 'Onda Civica Trentino', Filippo Degasperi che con una interrogazione chiede di sapere tempi e criteri con cui viene liquidato il bonus Covid. Parliamo di circa 15 milioni di euro in tutto

Di GF - 29 ottobre 2020 - 17:58

TRENTO. Bonus covid per il personale sanitario? Una parte distribuito con criteri poco chiari e l'altra che nessuno ha ancora visto in busta paga. La questione è stata sollevata più volte dai sindacati ed ora è arrivata anche in Consiglio provinciale con un'interrogazione del consigliere di “Onda Civica TrentinoFilippo Degasperi.

 

Durante la prima fase della pandemia (ma anche oggi) nel bel mezzo di tutta questa confusione, medici, specialisti e infermieri hanno combattuto in prima linea per far fronte al drammatico momento. Da qui era quindi arrivata la decisione da parte della Provincia di Trento di mettere dei “bonus Covid” come forma di riconoscimento economico destinato al personale che è stato coinvolto nell’emergenza. La somma totale per i premi Covid stanziata a maggio ammontava a circa 15 milioni di euro in tutto.

 

La Provincia affermava che questi milioni, sarebbero stati erogati con un primo intervento da 10 milioni per i lavoratori direttamente impegnati nella gestione dell’emergenza Covid-19 e con un secondo intervento da 5 milioni per il resto del personale sanitario. Qualcosa, però, non sembra ora essere andata per il verso giusto e a chiedere delle spiegazioni alla Giunta provinciale è il consigliere Degasperi.

 

Le promesse sono state in larga misura disattese” dice il rappresentante di “Onda Civica Trentino” nell'interrogazione. Di quei 15 milioni, “meno della metà, circa 7,3 milioni, sono stati erogati nella prima fase – spiega - secondo criteri poco chiari ed iniqui; a fronte di chi ha ricevuto anche più di 2 mila euro, infatti, c'è chi tutt'oggi non ha ricevuto neanche un euro, pur essendo dipendente di Apss e pur essendo stato coinvolto, in qualità di specialista medico o di infermiere, direttamente nella gestione dei pazienti Covid”. All’interno di questo provvedimento, ritenuto esiguo e parziale dai vari sindacati, è difficile trovare criteri chiari con i quali questi premi vengono assegnati e distribuiti tra le varie categorie che sono state coinvolte nell’emergenza. Ma non è tutto: per chi nella prima fase era rimasto escluso, la Provincia ha più volte promesso l’erogazione di una seconda tranche di contributi.

 

Era stato infatti affermato che circa 7,7 milioni sarebbero stati assegnati a tutto il personale dell’Azienda sanitaria e delle Apsp non coinvolto nella prima fase, nonché ai medici convenzionati, ai dipendenti delle strutture private convenzionate e ad altre categorie. “I lavoratori – continua Filippo Degasperi - hanno atteso giugno, luglio, agosto, settembre e nella busta paga di ottobre, da quello che ci risulta, non hanno visto ancora nulla. Questo tipo di gestione ha creato non poche proteste tra i dipendenti”.

 

Una partita “Bonus Covid” non molto chiara e sulla quale la Provincia non è intervenuta con miglioramenti nemmeno dopo le proposte presentate dagli stessi sindacati per una redistribuzione delle risorse in maniera più equa. “Vien da chiedersi cosa succederà ora, che si sta ritornando nel pieno dell’emergenza sanitaria per chi non ha visto nessun riconoscimento prima e sarà certamente meno incentivato a mettere nuovamente a rischio la propria vita” ha concluso Degasperi.

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