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Bonus Covid, Segnana: ''Seconda tranche da 7,7 milioni di euro''. Pallanch: ''Risorse insufficienti e si deve rimediare a primo stanziamento pasticciato e parziale''

L'annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa per aggiornare la popolazione sulla situazione epidemiologica in Trentino. Giuseppe Pallanch (Cisl Fp): "Non si può risparmiare sulla sanità e sull'assistenza, settori fondamentali per i cittadini. Ricordiamo poi che i primi 20 milioni, già stanziati, sono stati prima sospesi e poi usati per l’emergenza della pandemia"

Di Luca Andreazza - 10 ottobre 2020 - 12:02

TRENTO. E' di circa 7,7 milioni di euro la seconda tranche del riconoscimento economico per il personale coinvolto nell'epidemia Covid-19. "Sono risorse che vengono erogate al personale meritevole di specifica remunerazione. A maggio - commenta l'assessora Stefania Segnana - abbiamo assegnato un primo riconoscimento ai professionisti della sanità impegnati a fronteggiare l'emergenza".

 

L'annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa per aggiornare la popolazione sulla situazione epidemiologica in Trentino. Questa fase dell'emergenza è particolarmente delicata, i contagi sono in costante aumento e i dati appaiono in peggioramento. Nella giornata di ieri, venerdì 9 ottobre, sono stati comunicati 39 nuovi positivi: 7 minorenni (4 sotto i 5 anni e gli altri 3 tra i 6 e i 15 anni) e 9 over 70 (Qui articolo). 

 

E' il focolaio della Rsa a Montagnaga di Pinè che viene monitorato in modo particolare, ma qualche positivo è emerso in altre strutture. Dopo aver riaperto il reparto Covid all'ospedale di Rovereto, prosegue la riorganizzazione dell'Apss per far fronte a un eventuale e ulteriore aumento dei contagi (Qui articolo). 

 

Preoccupa anche l'evoluzione dei contagi nel Comune di Cembra Lisignago dove, dall'inizio di settembre, sono stati registrati oltre una sessantina di contagi. Un focolaio ricollegabile a una festa di laurea ma ora il contagio si è esteso altrove e allora scattano obblighi, divieti e raccomandazioni (Qui articolo).

 

Da lunedì 12 ottobre il drive thorugh tamponi di Trento si sposta dalla attuale sede di via Briamasco 2 al parcheggio del PalaTrento in via Fersina. Il tendone viene allestito nella stessa area che ospita il drive through vaccinazioni antinfluenzali ma sul lato opposto del parcheggio.

 

"Nei mesi scorsi - aggiunge Segnana - è stata erogata la prima parte, mentre ora ripartiamo le risorse rimanenti rispetto ai 15 milioni impegnati a fine primavera, circa 7,7 milioni di euro che vengono assegnati a tutto il personale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e delle Apsp non coinvolto nella prima fase, così come medici convenzionati, dipendenti delle strutture private convenzionate e altre categorie. Un riconoscimento importante per i professionisti che si sono spesi durante la fase critica della pandemia con coraggio e dedizione, grazie di cuore a tutti loro".

 

Risorse però giudicate insufficienti da parte dei sindacati. "Le parti sociali - dice Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp - sono sempre pronte a prendersi le proprie responsabilità, ma la Provincia deve accettare un confronto serio e approfondito. Torniamo a ribadire che questa è una scelta unilaterale di piazza Dante e che le risorse sul tavolo non bastano. La platea di beneficiari è molto ampia e l'amministrazione deve correre ai ripari per una prima tranche del bonus assegnata in modo parziale e pasticciata".

 

Un bonus Covid che escluderebbe tante lavoratrici e tanti lavoratori. "La prima assegnazione è stata parziale e c'è stata una totale insensibilità verso gli orari ai quali sono sottoposti i lavoratoriSono poi state avviate alcune esternalizzazioni e siamo assolutamente contrari a questo modo di agire - evidenzia il segretario - la sanità pubblica ha dimostrato di saper reggere l'urto dell'epidemia coronavirus. Si vogliono seguire modelli che si sono dimostrati disastrosi in altre Regioni e questo meccanismo non può funzionare".

 

La richiesta dei sindacati è quella di venire coinvolti nei processi decisionali nel settore della sanità. "Non si può risparmiare sulla sanità e sull'assistenza, settori fondamentali per i cittadini. Ricordiamo poi - prosegue Pallanch - che i primi 20 milioni, già stanziati con la finanziaria provinciale 2020 per il rinnovo dei contratti pubblicisono stati prima sospesi e poi usati per l’emergenza della pandemia. Quelle risorse servivano a 'coprire' poco più dell’indennità di vacanza contrattuale, regolarmente erogata a livello nazionale fin da aprile 2019. In generale la riorganizzazione del sistema ospedaliero e territoriale deve essere riscritta con il nostro contributo in quanto vogliamo essere parte attiva e i professionisti impegnati in prima linea devono essere ascoltati".

 

In base al provvedimento, a tutto il personale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (circa 5.330 unità) e a tutto il personale delle Apsp (circa 3.330 unità) non coinvolto nella prima fase, che abbia lavorato almeno 15 giorni anche non consecutivi nel periodo dal 17 marzo al 31 maggio, viene riconosciuto un compenso lordo forfetario una tantum da un minimo di 200 euro a un massimo di 700 euro, diversificato secondo criteri concordati con le organizzazioni sindacali. Questo bonus è riconosciuto anche al personale che, a seguito di contagio, ha trascorso presso il proprio domicilio periodi di malattia da Covid-19.

 

Il valore massimo di 700 euro può essere elevato fino a 1.200 euro per quel personale dell’Apss, non tecnico/amministrativo, che pur non essendo stato a contatto con pazienti contagiati è stato impegnato in misura particolarmente significativa per contrastare la pandemia e fronteggiare l’emergenza in particolare per quelle attività di diagnosi, sorveglianza, prevenzione o monitoraggio la cui soglia di attenzione è da mantenere alta indipendentemente dal grado di diffusione della pandemia.

 

Al personale già coinvolto nella prima fase al quale sia stato corrisposto un compenso inferiore (massimo 700 euro), viene riconosciuta la relativa differenza economica; in ogni caso è riconosciuta almeno la quota di compenso a saldo necessaria al raggiungimento di 200 euro.

 

Questo il dettaglio del bonus Covid-19:

- Ai medici di assistenza primaria, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale e medici specialisti ambulatoriali e professionisti ambulatoriali, in servizio nel periodo dal 17 marzo 2020 al 31 maggio 2020, in ragione dell’impegno e del coinvolgimento richiesto nell’ambito delle procedure e dei percorsi definiti per prevenire e fronteggiare il rischio da pandemia da Covid-19 è riconosciuto un compenso lordo forfetario una tantum di 700 euro.

- Ai dipendenti delle imprese/cooperative/enti pubblici esercenti attività socio/assistenziali che hanno prestato servizio durante il lockdown presso l’APSS e le RSA lavorando a contatto con i pazienti contagiati è riconosciuto il compenso orario di 8 euro.

- E’ riconosciuto un compenso fisso lordo forfetario una tantum di 300 euro, al quale la Provincia comparteciperà per il 50%, anche il personale addetto ai servizi di pulizia appaltati da APSS e dalle APSP che ha lavorato nel periodo dal 17 marzo 2020 al 31 maggio 2020.

- Ai dipendenti delle strutture ospedaliere private accreditate convenzionate con il servizio sanitario provinciale e con le residenze socio-sanitarie per anziani e disabili gestite da enti privati che hanno lavorato a contatto con i pazienti contagiati è riconosciuto il compenso orario di 8 euro; rispetto alla ricognizione effettuata per circa 52.000 ore, la Provincia comparteciperà nella misura del 50%.

 

Complessivamente le risorse di 7,7 milioni di euro del Bonus Covid sono ripartite in questo modo: 4,1 milioni di euro per i dipendenti di Apss; 2,4 milioni di euro per i dipendenti delle Apsp; 1,2 milioni di euro per i dipendenti delle imprese/enti socio-assistenziali, per i dipendenti delle imprese di pulizia, per i dipendenti delle strutture/RSA private e per il fondo di riserva.

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