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Coronavirus, la Cisl Fp: ''Bene le risorse stanziate per il Bonus Covid. Ma tanti nodi ancora irrisolti, soprattutto sull'organizzazione''

Giuseppe Pallanch, Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso (Cisl Fp): "Il provvedimento dell'anno scorso è stato pasticciato e parziale. Non si devono ripetere gli errori del passato. Inoltre è tempo di pianificare anche il futuro e rendere strutturali gli interventi della Pat per sostenere un comparto che tanto ha dato in questo periodo di emergenza sanitaria"

Pubblicato il - 10 aprile 2021 - 16:39

TRENTO. "Bene l'annuncio della Provincia. La promessa di stanziare 850 mila euro a favore di infermieri, ausiliari specializzati, personale Ausiliare e Oss. Professionisti che si sono spesi in prima linea per contrastare sul campo dell'emergenza Covid". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso che seguono il comparto per il sindacato di via Degasperi.

 

"Le costanti pressioni di questi mesi alla politica - prosegue la Cisl Fp - hanno portato a un primo risultati ma, aspettiamo  da tempo un confronto  per discutere in dettaglio con Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari per affrontare gli altri temi. Noi siamo sempre pronti e disponibili a fare la nostra parte con responsabilità".

 

Il sindacato mantiene comunque alta l'attenzione. "Il provvedimento dell'anno scorso è stato pasticciato e parziale. Non si devono ripetere gli errori del passato. Inoltre - aggiungono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso - è tempo di pianificare anche il futuro e rendere strutturali gli interventi della Pat per sostenere un comparto che tanto ha dato in questo periodo di emergenza sanitaria. E' necessario intervenire anche supportando tutto personale provato da questi lunghi mesi in prima linea. Registriamo, purtroppo, che ci si è già dimenticati dell’enorme sforzo profuso da tutto il personale in questo grave momento".

 

La Cisl Fp chiede poi un percorso comune perché la riorganizzazione del sistema sanitario non può prescindere dal coinvolgimento di chi lavora ogni giorno per garantire cura e assistenza sul territorio: "Servono innovazione organizzativa e professionale. Vogliamo - prosegue il sindacato - aprire una stagione di co-progettazione dei servizi e dei percorsi di salute. Dobbiamo ridisegnare un sistema sanitario che eviti una stagione di tagli lineari e che chiuda i contratto  di lavoro 2016/2018 con gli impegni presi e si avvii quello 2019/2021 con risorse certe e e che sappia già valorizzare i propositi futuri".

Un piano che deve guardare a 360 gradi. "Si deve revisionare un modello che non è più in linea con i nuovi bisogni di salute delle persone e della nostra comunità - continua il sindacato - alla luce del mutamento demografico che porterà il Trentino ad affrontare nei prossimi anni una fase di emergenza senza pari. Bisogna puntare sugli investimenti, sul riconoscimento e sulla crescita delle competenze delle professioni sanitarie e sulla valorizzazione della figura dell’operatore socio sanitario, senza dimenticare tutte le altre figure presenti  tecnico e amministrative che sono pilastri fondamentali per il comparto”.

Sono necessarie le  assunzioni. "E' sempre più urgente - concludono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso - quantificare dei fabbisogni di personale per tutte le professioni, progettare m modello nuovo che abbia il coraggio di reitenalizzare molto servizi che in passato  sono stati impropriamente e imprudentemente, contro ogni senso di economicità dati all’esterno".

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