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| 16 feb 2021 | 20:50

Coronavirus, la giunta affida a Ruscitti un altro incarico (e lo stipendio aumenta), i sindacati: ''Quando arriva il turno dei lavoratori?''

Il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat prende così il 40% in più della figura che l'ha preceduto. Una scelta arrivata nel giro di nomine legato a quella di Pier Paolo Benetollo alla guida dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Cgil, Cisl e Uil: ''Per le figure apicali la Giunta Fugatti trova sempre tempo, mentre i lavoratori attendono ancora molte risposte dalla politica"

Coronavirus, la giunta affida a Ruscitti un altro incarico (e lo stipendio aumenta)
di Redazione

TRENTO. "Quando arriva il turno dei lavoratori?". Questa la domanda che Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) rivolgono alla Provincia. Negli scorsi giorni il presidente Maurizio Fugatti ha firmato una delibera per conferire temporaneamente a Giancarlo Ruscitti l'incarico di dirigente del Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza

 

Il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat prende così il 40% in più della figura che l'ha preceduto. Una scelta arrivata nel giro di nomine legato a quella di Pier Paolo Benetollo alla guida dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

"Annotiamo anche questo provvedimento preso dalla Giunta Fugatti. Certo, una decisione sembra giustificata dalla pressione che l'emergenza Covid esercita sulle strutture sanitarie - dicono Diaspro, Pallanch e Tomasi - così come sull'aumento di responsabilità e competenze per Ruscitti. Ma ci lasciano perplessi la solita solerzia e la tempestività nel riconoscere gli sforzi profusi dai vertici della catena di comando".

 

Questo provvedimento arriva a quasi un anno di distanza dall'aumento di stipendio riconosciuto a Ruscitti nel corso della prima ondata coronavirus. "Anche in questo caso sembra tutto legittimo - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - ma le figure apicali vengono sempre premiate, mentre gli operatori in prima linea aspettano ancora tantissime risposte. Da un lato qualcuno guadagna di più, dall'altro lato gli accordati 20 milioni per il comparto pubblico come il protocollo sul rinnovo del contratti collettivi 2019/2021 sono stati stralciati senza grandi pensieri".

 

Le parti sociali evidenziano le tante questioni ancora aperte e senza risposte, quali la richiesta di adeguate assunzioni di personale per garantire servizi in sanità, vaccinazioni, benessere organizzativo; rifinanziare e far ripartire la contrattazione; allargare la platea dei beneficiari del bonus Covid-19 e partecipare alle scelte nella riorganizzazione territoriale del comparto.

 

"Il tessuto economico e sociale - evidenziano i sindacati - si trovano in forte difficoltà per le restrizioni e la crisi innescata dall'epidemia Covid, la politica provinciale è lenta nel prendere decisioni e quelle poche azioni intraprese si dimostrano scarsamente attuabili e di respiro corto. La Provincia si chiude spesso nel silenzio e prende tempo per non affrontare nodi ancora irrisolti per valorizzare quel capitale umano ormai da quasi un anno impegnato in prima linea e senza soste. Eppure i riconoscimenti arrivano sempre per le stesse persone e figure".

 

Il problema non è il merito, quanto il metodo e le tempistiche delle decisioni della Provincia. "Siamo ancora in attesa di tantissime risposte, invece il tempo per gratificare i vertici si trova sempre. Forse una ragione di opportunità sarebbe potuta essere quella di non accentrare un'altra competenza nel dirigente, ma ricercare altre figure. Ricordiamo inoltre che proprio le strutture provinciali sembrano essere apparse impreparate a gestire anche la seconda ondata e la trasparenza non è mai stato un cavallo di battaglia della Giunta Fugatti", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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