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Per Ruscitti arriva un altro aumento di stipendio. Dopo quello voluto da Fugatti durante la prima ondata ora c'è una competenza in più

Una delibera di venerdì firmata da Fugatti ha conferito ''temporaneamente'' al dg salute della Pat l’incarico di dirigente del Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza con ''un’integrazione della retribuzione di posizione nella misura pari al quaranta per cento della retribuzione di posizione prevista per la struttura''. L'aumento arriva quasi esattamente ad un anno di distanza da quello che aveva scandalizzato molti perché concretizzatosi in un contesto difficilissimo per i sanitari, i cittadini e la società tutta costretta a sacrifici enormi (un po' come adesso)

Di Luca Pianesi - 16 febbraio 2021 - 05:01

TRENTO. Ancora un aumento per il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat Giancarlo Ruscitti. Lo ha deciso la Giunta Fugatti e, così, il presidente ha firmato venerdì una delibera corposa e articolata dove, però, in un passaggio, scrive proprio questo: ''Al dott. Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, è stato temporaneamente conferito anche l’incarico di dirigente del Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza, a decorrere dal 10 dicembre 2020. (...) Alla luce di quanto suesposto, in considerazione delle maggiori e rilevanti responsabilità e impegno connessi alla contemporanea direzione di più strutture dirigenziali, si ritiene di riconoscere al dott. Ruscitti un’integrazione della retribuzione di posizione nella misura pari al quaranta per cento della retribuzione di posizione prevista per la struttura di temporanea preposizione''.

 

Che vuol dire? Ruscitti prenderà il 40% di quanto prendeva chi lo ha preceduto, il dirigente Anselmo Andrea Maria che nel giro di nomine legato a quella di Benetollo a direttore generale dell'Apss aveva preso il posto di Rosa Magnoni in qualità di direttore amministrativo dell'Apss. Più ''potere'' e più ''soldi'' per quello che a tutti gli effetti sta diventando sempre più una sorta di ''mega direttore galattico'' della sanità trentina nonostante le gaffe, le dichiarazioni spesso contraddittorie nelle quotidiane conferenza stampa pubbliche e un sistema sanitario provinciale da lui diretto che non si può certo dire in questa fase storica goda di buona stampa.

 

Gli errori sono stati innumerevoli e uno dei più gravi è stato quello di ''sacrificare'' sull'altare della propaganda fugattiana proprio i dirigenti e i tecnici dell'Apss esponendoli a continue prese di posizioni pubbliche e trasformandoli nelle spalle di politici sempre in difficoltà anche solo a spiegare quello di cui dovrebbero occuparsi, come accaduto spessissimo con l'assessora competente Segnana e spesso anche con il presidente Fugatti, di fatto sostituendosi a loro e trasformandosi in figure semipolitiche.

 

Uno sbaglio enorme per la terzietà e l'istituzionalità che dovrebbe avere un ente di tutti qual è l'Azienda per i servizi sanitari. L'aumento di Ruscitti arriva a quasi un anno da quello che aveva fatto discutere e molto, giunto in piena prima ondata. Un aumento deciso sempre da Fugatti e soci. La delibera, in quel caso, era del 13 marzo (quindi post dpcm di Conte del 9 e dell'11 quelli che hanno, di fatto, chiuso l'Italia a casa) ma la decisione di Fugatti era del 5 (il giorno in cui su Facebook il presidente invitava gli italiani a venire a visitare il Trentino mentre la situazione era talmente grave che Conte chiudeva le scuole di tutto il Paese).

 

In quel caso si parlava di circa 10.000 euro in più per un totale di 130.000 euro di stipendio annuo proprio mentre tutti stavano facendo sacrifici, i cittadini erano a casa in lockdown senza sapere nemmeno se gli sarebbe arrivato lo stipendio eppure facevano donazioni su donazioni, per cercare di aiutare la straordinaria struttura sanitaria che già in quei giorni era sotto stress, travolta dalla prima ondata Covid. Era arrivato mentre scarseggiavano le mascherine, si cercavano i dpi, si richiamavano al lavoro medici in pensione e si convertivano reparti degli ospedali per far fronte al coronavirus chiedendo a tutti di fare la propria parte.

 

Oggi la situazione non è poi così diversa. E' passato un anno, il sistema si è abituato a convivere con la presenza del virus ma questo circola ancora, miete vittime, contagia centinaia di persone al giorno, sta mettendo in ginocchio imprese e lavoratori anche in Trentino e ora spaventa con le varianti tanto da far tornare a parlare di lockdown. E mentre i cittadini sono disperati e attendono ristori che non arrivano e chiudono attività su attività, a quanto ammonta l'aumento di quest'anno del ''dirigentissimo''? Questo era quanto prendeva Anselmo da dirigente quindi diciamo che riferendosi solo alla ''retribuzione di posizione'' questa volta in tasca a Ruscitti dovrebbero arrivare 12.500 euro in più all'anno.

 

Più potere, più responsabilità, più soldi. E qualcuno potrà anche dire che, in fondo, così si risparmia uno stipendio pieno. Ma in un momento tanto difficile e complicato non era meglio una competenza in più? 

 


 


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