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Coronavirus, la giunta affida a Ruscitti un altro incarico (e lo stipendio aumenta). Zeni: "Non c'è nessun altro in Provincia che possa farlo?"

Dopo la scelta da parte della Pat di affidare la carica di Dirigente del Servizio politiche sanitarie al Direttore generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti, la questione finisce in Consiglio provinciale. Luca Zeni: "Non c'è altra soluzione?"

Di Davide Leveghi - 16 February 2021 - 11:47

TRENTO. Più soldi e più competenze per il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia di Trento Giancarlo Ruscitti, e la questione finisce sui banchi del Consiglio provinciale. La firma di una delibera da parte del presidente Maurizio Fugatti con cui il capo della task force si vede attribuire “temporaneamente” il compito di dirigente del Servizio politiche sanitarie, con tanto di “integrazione della retribuzione di posizione nella misura pari al 40% della retribuzione di posizione prevista per la struttura di temporanea preposizione”, fa discutere.

 

In particolare, più che l'aumento in sé – l'ennesimo dopo quello deciso lo scorso marzo nel bel mezzo di una delle fasi più critiche della pandemia – a sollevare più di un interrogativo è la scelta di puntare ancora su Ruscitti. A dirlo è il consigliere del Partito democratico Luca Zeni, ex assessore alla Salute della giunta Rossi. “Per quali ragioni si è scelto di affidare l'incarico di Dirigente del Servizio politiche sanitarie 'ad interim' al Dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali per un così lungo periodo di tempo?”, chiede nell'interrogazione depositata sul tavolo del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

 

La scelta di Ruscitti, infatti, finisce per concentrare ulteriori responsabilità su una figura al centro delle critiche per la gestione trentina dell'emergenza. “Da un esame attento di tale deliberazione risulta che la deliberazione disponga l'assegnazione dell'incarico temporaneo di 'Dirigente del servizio politiche sanitarie all'attuale Dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, corrispondendo quindi retroattivamente, a decorrere dal 10 dicembre 2020, allo stesso un'integrazione della retribuzione prevista nella misura pari al 40% della retribuzione di posizione prevista per un Dirigente di servizio della Provincia”, esordisce il testo dell'interrogazione.

 

Sotto la lente, quindi, tempi e modalità della nomina. “Dal 10 dicembre 2020 infatti, il precedente Dirigente del servizio in oggetto svolge un diverso incarico presso l'Azienda sanitaria e non è stato ancora individuato un sostituto – prosegue – la situazione molto complessa che sta vivendo la sanità trentina, tra pandemia e necessità di garantire tutti gli altri servizi, necessiterebbe di una struttura operativa al massimo grado e l'assenza proprio di una figura apicale come quella del Dirigente del servizio politiche sanitarie grava ulteriormente sulle spalle del Dirigente generale, il quale già concentra nelle sue mani tutte le decisioni e le scelte”.

 

Appare strano come non sia stato possibile individuare, nell'intera struttura della Provincia, un'altra figura avente le qualifiche idonee per assumere l'incarico di sostituto dirigente del Servizio politiche sanitarie e che quindi si sia dovuti ricorrere alla nomina ad interim del Dirigente generale, il quale peraltro, oberato com'è dalla massa dei problemi aperti dalla pandemia in atto, forse non potrà destinare le attenzioni necessarie al buon funzionamento di un Servizio strategico nel quadro del sistema sanitario provinciale”.

 

Non tanto sulla retribuzione - “la legge in vigore prevede tale possibilità”, si legge nell'interrogazione – quanto sulle scelta, Zeni interroga la giunta. Oltre che sulle ragioni di questa decisione, il consigliere dem chiede lumi “sulle valutazioni tecniche” che hanno portato a puntare su Ruscitti, non individuando “altra soluzione, posto che sembra strano non esistere in Provincia nessuna figura idonea a ricoprire quest’incarico”. In conclusione, considerando che l'incarico è stato affidato “ad interim”, Zeni interroga la giunta per saper “quali tempi e modalità si prevedono per individuare un nuovo Dirigente del Servizio politiche sanitarie”.

 

 

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