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“Organici inadeguati e una Giunta poco attenta” il 2 novembre infermieri in sciopero, Nursing up lancia la mobilitazione sindacale

L’allarme dal sindacato Nursing up che lamenta scarsa attenzione da parte della Giunta verso gli infermieri: “Temiamo che molti possano decidere di abbandonare la professione, il silenzio delle istituzioni trentine è ormai assordante e tutti i nodi irrisolti sembrano ora venire al pettine”

Di T.G. - 24 ottobre 2020 - 13:21

TRENTO. “Da troppo tempo non siamo ascoltati e il silenzio delle istituzioni trentine è ormai assordante, tutti i nodi irrisolti sembrano ora venire al pettine e temiamo che molti infermieri possano decidere di abbandonare la professione”. È questo l’allarme lanciato da Cesare Hoffer, coordinatore Nursing up Trento che spiega: “Se a livello Europeo sono presenti mediamente 9 infermieri ogni 1000 abitanti, in Italia ed in Trentino questo numero arriva a stento a 6”.

 

Secondo quanto riporta il sindacato è mancata la volontà di investire seriamente nel settore, con la sanità pubblica che in questi anni ha subito molti tagli che sono inevitabilmente ricaduti sulle spalle del personale. “Dobbiamo purtroppo evidenziare la scarsa attenzione di questa Giunta – commenta Hofer – che non ha ancora erogato l’indennità di vacanza contrattuale per i contratti del pubblico impiego scaduti da due anni e non ha ancora formalmente stanziato adeguate risorse economiche per rinnovarli”.

 

Tanti i nodi irrisolti, con Nursing up che denuncia come “il disinteresse della nostra Provincia stia impatta negativamente sulla motivazione dei professionisti infermieri e sanitari, già fortemente provati dalla prima ondata Covid e che ora sono costretti ad affrontare la recrudescenza dell’infezione con organici inadeguati”. Fra le questioni sollevate dal sindacato anche c’è anche l’aspetto psicologico: “Ogni giorno riceviamo telefonate di nostri colleghi in difficoltà, che sono in burnout o che soffrono della sindrome post-traumatica, per questo abbiamo chiesto all’azienda sanitaria la riattivazione del servizio di supporto psicologico aziendale”.

 

Il problema di fondo, rilevato dal sindacato, è la scarsa attrattività del Trentino rispetto ai professionisti di altre regioni: “Avevamo richiesto con forza a questa Giunta e anche alle precedenti, l’adozione di tutta una serie di azioni per valorizzare i professionisti infermieri e le professioni sanitarie del comparto, compresa una politica legata ai benefit invece nulla è stato fatto e ora è tardi chiudere le porte della stalla quando i buoi sono scappati”.

 

In segno di protesta, per il prossimo 2 novembre, è stata indetta una giornata di sciopero in tutta Italia: “Dalla Giunta ci aspettiamo un segnale, tramite l’adozione di una delibera che preveda direttive e fondi specifici per la valorizzazione di infermieri e professionisti sanitari. Tantissimi colleghi, contattati per l’assunzione da Apss, stanno rinunciando, tanti altri lavorano già nelle Apsp e se si spostano in azienda sanitaria, lascerebbero paurosi vuoti di organico in un settore già in crisi e duramente colpito dalla pandemia. È necessario attrarre professionisti da altre regioni – conclude Hofer – per mantenere aperti gli ospedali periferici e garantire condizioni di lavoro ‘umane’ per i nostri colleghi”.

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