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Coronavirus, la Giunta stralcia 20 milioni di euro per scuola, personale sanitario e dipendenti pubblici e finanzia la manovra leghista. I sindacati: ''Inaccettabile''

Per trovare i 150 milioni necessari per finanziare la manovra che la Lega sponsorizza come sua (con buona pace degli alleati di governo se ancora esistono) l'assessore Spinelli conferma che ne sono stati recuperati 20 stralciando l'accordo siglato con i sindacati a gennaio: ''Abbiamo dovuto chiedere qualche sacrificio ad ogni categoria''. Nove segretari della Cgil, Cisl e Uil tuonano: ''Atto unilaterale. Da accordi avrebbero almeno dovuto discuterne. Intanto per il dirigente Ruscitti hanno già dato l'aumento''

Di Luca Pianesi - 29 aprile 2020 - 20:02

TRENTO. ''Il presidente Fugatti non può stracciare il patto sottoscritto solo tre mesi fa e agire unilateralmente. Così smentisce se stesso e viola l’accordo che lui stesso ha firmato''. Sembra incredibile ma anche in questo caso le cose sarebbero andate proprio così come la raccontano i sindacati, con Cgil, Cisl e Uil. E la conferma arriva dall'assessore Spinelli che risponde così: ''Per recuperare i 150 milioni di euro che mettiamo a disposizione delle imprese e del lavoro con il nuovo disegno di legge approvato dalla Giunta provinciale, per far fronte agli effetti del Coronavirus, abbiamo dovuto chiedere qualche sacrificio ad ogni categoria, compresa quella dei lavoratori del pubblico impiego''.

 

Uno dei problemi di questa vicenda, che fa saltare 20 milioni di euro destinati al pubblico impiego (e quindi anche agli insegnanti e al personale sanitario figure che in questa fase di emergenza non si sono certo risparmiate) per finanziare ancora non è ben chiaro cosa e perché con i provvedimenti della Giunta, si ''nasconde'' proprio nelle parole dell'assessore all'economia della Provincia che dice: ''Abbiamo dovuto chiedere qualche sacrificio''. Ma nessuno ha chiesto niente a nessuno. La manovra leghista, perché non si può più definire della Provincia visto che sono gli stessi consiglieri provinciali a sponsorizzarla con tanto di logo e post su Facebook, con buona pace dei colleghi di maggioranza, se ci sono ancora, di Progetto Trentino, Agire, Forza Italia, La Civica, Autonomisti Popolari, è stata calata dall'altro senza nemmeno interpellare le parti sociali e i rappresentanti dei lavoratori.

 

 


 

''Una decisione che Piazza Dante ha assunto in modo unilaterale - spiegano i sindacati - senza alcun coinvolgimento delle parti sindacali che hanno firmato quell’intesa''. ''Il Protocollo prevede la possibilità di rivedere gli stanziamenti se si verifichino condizioni impreviste e gravi con impatto sulla finanza pubblica, ma solo a fronte di un confronto con le organizzazioni sindacali e nella previsione che i sacrifici siano fatti da tutti, non solo dai dipendenti pubblici. E’ scritto che avremmo dovuto decidere insieme che scelte assumere. La giunta ancora una volta, con ostinata coerenza nell’escludere i sindacati, ha deciso di fare tutto da sola senza mai comunicare alcunché. Per noi è inaccettabile. Così si viola il patto di gennaio'', tuonano i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti con i segretari di Fp Cgil, Luigi Diaspro, Cisl Fp Beppe Pallanch, Uil Fpl Marcella Tomasi e Uil Sanità Giuseppe Varagone e quelli delle sigle della scuola, Cinzia Mazzacca Flc, Stefania Galli Cisl Scuola e Pietro Di Fiore, Uilscuola.

 

I sindacati puntano il dito anche contro l’incoerenza della giunta che solo poche settimane fa ha deciso di aumentare lo stipendio del dirigente della Sanità trentina Ruscitti come ha scoperto il Dolomiti (portandolo a 130mila euro) mentre lascia i dipendenti a bocca asciutta e al momento anche i medici e gli infermieri e tutti quelli che sono stati in prima linea nel combattere il virus (mentre nelle altre regioni sono già stati dati bonus e stanziate risorse). Confederazioni e categorie richiamano al rispetto degli impegni assunti. “Se abbiamo sottoscritto un accordo non è ammissibile che una delle due parti agisca come se quell’accordo non esistesse. E’ una questione di correttezza e rispetto. Proprio perché siamo nel mezzo di un’emergenza senza eguali, dobbiamo lavorare insieme per venirne fuori”.

 

I sindacati chiariscono inoltre che i 20 milioni di euro non sono un aumento, ma il pagamento di quanto non è stato riconosciuto in due anni di contratto scaduto. “Non possiamo accettare che oggi i dipendenti pubblici vengano trattati come se non contassero nulla. Tutti i dipendenti pubblici nel resto d’Italia e in Alto Adige hanno già ottenuto questa indennità. Perché i trentini no? Se poi si aggiunge il fatto che anche le risorse del premio agli operatori che hanno lavorato nelle strutture sanitarie colpite dal Covid-19 ad oggi risultano solo sulla carta e non nel bilancio di Apss, c’è di cui preoccuparsi. Se la giunta non tornerà su suoi passi, quindi, è certo che sindacati e lavoratori non resteranno a guardare. 

 

''Se poi bisogna fare sacrifici è tempo che li facciano tutti - concludono i sindacalisti - anche i politici locali e per primi i componenti della Giunta. Non ci risulta infatti che nessuno di loro abbia rinunciato ad alcuna delle laute indennità che percepiscono per gestire il governo del Trentino. Anche a loro tocca dare un segnale. Altrimenti a pagare saranno sempre i soliti''.

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