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Tagli, zero nuovi aiuti alle famiglie e nessun investimento su prevenzione sanitaria. I sindacati bocciano la manovra della Giunta Fugatti: ''E' schizofrenica''

C’è sconcerto tra i segretari di Cgil, Cisl e Uil che, durante l’audizione in prima commissione del Consiglio provinciale, hanno appreso che la manovra di fatto prevede tagli al bilancio provinciale per 100 milioni di euro sul 2020 e per 200 milioni di euro sul 2021

Di Giuseppe Fin - 12 luglio 2020 - 20:06

TRENTO. “Questa è una manovra schizofrenica che invece di portare sviluppo in Trentino alimenterà la recessione”. E' duro il giudizio da parte di tutti i sindacati sulla manovra di bilancio che vuole portare avanti la Giunta Fugatti e che prevede tagli che vanno dai 100 milioni di euro sul 2020 e il doppio, 200 milioni di euro per il 2021.

 

“Più che una manovra anticiclica in grado di traghettare il Trentino fuori dalla crisi economica, l’assestamento di bilancio è una manovra schizofrenica che da una parte alimenta il consenso a fine elettoralistici con una serie di micro-interventi sul territorio, e dall’altra prevede di ridurre la spesa pubblica complessiva” hanno spiegato i sindacati in occasione dell'audizione in prima commissione.

 

I tre leader sindacali trentini, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti puntano il dito contro il taglio di ricorse che andrà a cadere sulla testa di molti lavoratori ma anche di tanti imprenditori trentini. L’aspetto più grave secondo Cgil, Cisl e Uil è l’assenza di risorse per il lavoro.

 

“Di fronte ad una crisi economica che produrrà un impatto fortissimo sull’occupazione, ben oltre i 10mila posti già persi fino a questo momento – incalzano i tre segretari generali - questo assestamento di bilancio non stanzia risorse per stimolare il mercato del lavoro né per sostenere quanti oggi sono senza un’occupazione o rischiano di esserlo a breve. I fondi per la cassa integrazione sono in via di esaurimento e quando verranno sbloccati i licenziamenti sarà un bagno di sangue. L’Esecutivo sembra non averne coscienza”.

Tra le decisioni della giunta anche quello di esternalizzare i centri per l’impiego dell'Agenzia del Lavoro. Una decisione, questa, definita “inconcepibile” dai sindacati perché, spiega, invece di rafforzare gli organici in questa fase delicatissima, e investire sulla professionalità, si punta invece a portare all’esterno questi servizi.

 

Altro ambito a cui l’assestamento non risponde in modo efficace è quello dei bisogni delle famiglie, soprattutto quelle a rischio povertà. “Invece di ampliare la platea di famiglie che ottengono il sostegno dell’assegno unico, garantendo risorse aggiuntive, la Giunta si è limitata a spostare risorse ordinarie su una misura straordinaria. Nessuno stanziamento realmente aggiuntivo e maggiore iniquità usando quindi in modo inefficace le risorse stanziate con la legge provinciale 3. L’intervento sull’Assegno Unico va quindi corretto”.
 

Le tre confederazioni hanno chiesto interventi a sostegno dei redditi di lavoratori e famiglie, a cominciare dall’azzeramento dell’Irpef sotto i 20mila euro, ma anche risorse per rispondere ai problemi abitativi in cui versano molte famiglie.

 

C’è poi il capitolo opere pubbliche. Per i sindacati l'azione della giunta sembra avere come obiettivo quello di arrivare alla “parcellizzazione dei vecchi cantieri così da creare consenso sui territori in vista della prossima tornata elettorale”.

Nessuna risposta sul fronte dei rinnovi dei contratti pubblici e della scuola, su cui non ci sono stanziamenti sufficienti per affrontare la fase post emergenza ma a preoccupare è anche l’assenza di previsioni di spesa adeguate sul fronte della prevenzione sanitaria. “Di fronte alla possibile ripresa dei contagi spiegano i sindacati - in autunno, la giunta non ha un piano chiaro e condiviso né sembra avere la volontà di concordare le strategie di prevenzione. E’ ovvio che un aumento della trasmissibilità avrebbe effetti pesantissimi sulla salute pubblica e sull’economia locale”.

Resta, infine, la preoccupazione per la totale assenza di ogni progettualità. “Il Trentino ha bisogno di riforme, dalla pubblica amministrazione a quella istituzionale, ha bisogno di progetti per la scuola, la sanità. La Giunta però sembra non curarsene perseverando in una visione di corto respiro”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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