Circoli e associazioni “dimenticati” dal ddl, Zanella: “La Giunta blocca la ripartenza del mondo associativo”
Bocciata la proposta di Futura per consentire di riaprire all’aperto anche ai circoli dell’associazionismo. Zanella: “Resta l’amarezza, la mancata possibilità di autofinanziarsi renderà ancora più difficile per le associazioni ripartire in tempi brevi”

TRENTO. In questi giorni in Consiglio provinciale si sta discutendo il disegno di legge 96 con le misure di sostegno connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In tal senso
Futura Trentino ha presentato un emendamento alla variazione di bilancio per cercare di venire incontro ai circoli ricreativi come quelli di pensionati, alpini, Acli e Arci, solo per fare alcuni esempi. Nel provvedimento targato Futura si puntava a concedere la possibilità di somministrare cibo e bevande ai soci all’esterno dei circoli, su suolo pubblico, per attività di autofinanziamento.
A quanto pare però la maggioranza si sarebbe messa di traverso. Come ricostruisce il consigliere Paolo Zanella “l’emendamento verrà respinto perché secondo l’assessore Spinelli questa misura avvantaggerebbe le associazioni che farebbero concorrenza agli esercizi che hanno subito ben altro impatto dalla pandemia”. Alla base del diniego anche alcune motivazioni tecniche ma che secondo il consigliere provinciale di Futura si sarebbero potute superare proprio in virtù del periodo emergenziale e qualora ci fosse stata la volontà politica.
“Si fanno impugnare una legge sì e una anche e non si poteva fare questa mini forzatura, una deroga per un periodo limitato”, domanda sarcastico Zanella. “Forse l’assessore non sa che anche le associazioni hanno subito un contraccolpo pesantissimo dalla pandemia, perdendo soci e volontari e pagando spese fisse per oltre un anno e senza entrate. E forse si conosce ancora meno il ruolo cruciale che il tessuto associativo ha per il benessere del nostro territorio”.
Ad ogni modo Futura ha strappato l’impegno per sostenere il settore con un nuovo bando di contributi dedicato alle associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato. “Resta però l’amarezza – commenta Zanella – la mancata possibilità di autofinanziarsi renderà ancora più difficile per le associazioni ripartire in tempi brevi”.














