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La giunta porta Salvini a festeggiare la Pro loco con tanto di comunicato stampa ufficiale. Ormai è campagna elettorale perenne

Se vengono toccate le Pro loco come sistema all'interno di un dibattito televisivo, le realtà trentine reagiscono, se invece si muovono singolarmente l'approccio cambia e diventa libera scelta. Una massiccia presenza di esponenti politici che diventa un buon modo per fare un po' di propaganda

Di Luca Andreazza - 04 novembre 2019 - 13:19

PINZOLO. "Ogni Pro loco interpreta il proprio mandato come meglio reputano, alcune realtà mantengono linee trasversali e apolitiche, mentre altre invece sono più schierate". Così Enrico Faes, presidente della Federazione delle Pro loco, nel commentare la presenza dei massimi vertici provinciali e dell'ex vice premier Matteo Salvini alla festa annuale della Pro loco di Mavignola, frazione del comune di Pinzolo.

 

Insomma, sembrano esserci due pesi e due misure. Se vengono toccate le Pro loco come sistema all'interno di un dibattito televisivo, chiaramente senza intenti offensivi, le realtà trentine reagiscono, se invece si muovono singolarmente l'approccio cambia e diventa libera scelta. Una massiccia presenza di esponenti politici che diventa un buon modo per fare un po' di propaganda. A poche settimane dalle affermazioni di Renzi (QUI ARTICOLO), Salvini prende parte alla festa a Pinzolo e piazza Dante confeziona pure una nota ufficiale per ribadire come "la forza del volontariato - ha detto Fugatti - mantiene vitali i nostri paesi di montagna, difende identità e tradizioni. Dobbiamo impegnarci per non far venire meno questo spirito".

 

Preferisce non prendere posizione la Federazione. "E' prestigioso avere figure pubbliche alle proprie manifestazioni - dice Faes - ma le Pro loco sono associazioni private e agiscono come meglio credono. La Federazione svolge azioni di rappresentanza verso la Provincia, tutela la base volontaria, promuove sviluppo, volontariato e formazione, oltre a partecipare ai tavoli istituzionali. Non entriamo nel merito delle singole decisioni, sono dinamiche anche difficili da governare".

 

Da Matteo Salvini, in questi giorni in Trentino per qualche giorni di relax tra una diretta Facebook e un'altra, il presidente Fugatti, l'assessore Roberto Failoni, ma anche il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e l'onorevole Diego Binelli, diverse le figure alla festa annuale. 

E se dopo l'uscita di Matteo Renzi nel corso del dibattito da Vespa proprio con Salvini ("Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del paesestai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della Pro loco" - QUI ARTICOLO), la Federazione si era spesa, questa volta sembra preferire il basso profilo.

 

"E' stata un'extrema ratio - dice Faes - ci siamo presi il tempo per riflettere e abbiamo valutato con il consiglio direttivo come e quanto comunicare in quanto è stato preso in esame l'intero sistema. La Federazione trentina ha, infatti, attivato anni fa un filone di ricerca per validare un’ipotesi contro-intuitiva che vede la Pro Loco come una vera e propria scuola di formazione per gli amministratori locali". 

 

Una ricerca del 2012 mette in evidenza, infatti, che il 50% dei sindaci trentini è stato presidente di una Pro Loco mentre da uno studio del 2017 emerge che il 90% degli amministratori comunali ha avuto un’esperienza attiva nel volontariato (nel 40 % di questi casi si tratta in maniera specifica di esperienze in Pro Loco).

 

"L’interpretazione di questo dato è per noi chiara - prosegue il presidente della Federazione - le Pro Loco sono una scuola politica e formano gli amministratori del futuro in materia gestionale, compito che forse non spetterebbe a loro ma che rivela quanto siano vicine alla politica reale e quanto invece siano distanti dalla propaganda".

 

Una nutrita partecipazione della Provincia, che invece sembra diventato un 'opportunità di propaganda. E se si toglie il presidente del consiglio provinciale, tutti gli altri esponenti politici sono a trazione Lega. "E' importante l'interlocuzione con gli amministratori di turno - conclude Faes - abbiamo portato avanti un percorso con la giunta precedente e cerchiamo di fare altrettanto con l'esecutivo attuale. La Federazione si mantiene super partes per valorizzare in modo apolitico la forza dei progetti, originalità, forza e spirito del volontariato".

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