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Renzi a Salvini: ''Fai il presidente della Pro Loco''. La federazione trentina replica: "Ma se siamo tra i pochi a creare classe politica seria e preparata''

Durante il confronto di Porta a Porta tra i due Matteo, l'ex premier ha fatto una battuta che però, a distanza di una settimana, ha dato luogo a una presa di posizione di Enrico Faes: "Fare Pro Loco è una delle poche strade rimaste per garantire la generazione di una classe politica seria e consapevole". Conzatti: "Quelle di Renzi parole che in alcun modo vogliono o devono risultare offensive"

Di Arianna Viesi - 22 ottobre 2019 - 19:32

TRENTO. "Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della Pro Loco", così Matteo Renzi, durante il seguitissimo dibattito da Vespa, aveva apostrofato Salvini (QUI ARTICOLO).

 

Una boutade canzonatoria, dettata dai ritmi e dal tono del dibattito. Un accenno, quello alle Pro loco, che, di certo, non aveva alcun intento denigratorio nei confronti delle associazioni quanto, piuttosto, della vivace estate dell'ex ministro condita da sagre, aperitivi e Papeete. Insomma, l'unica persona che, in tutta questa storia, avrebbe potuto, forse, indispettirsi era Matteo Salvini. Pare ovvio. Ma, come direbbe Conan Doyle, il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare.

 

Il passaggio, infatti, che sembra aver scalfito poco o nulla il leader leghista, pare invece aver creato non poco malumore tra i presidenti e i volontari delle 193 Pro Loco trentine (ma non solo) e delle oltre 6.000 Pro Loco d’Italia. "Ci siamo presi il tempo di riflettere sull’uso che è stato fatto del nome delle Pro Loco in rapporto alla politica e abbiamo deciso di esprimere la nostra analisi suffragata da dati obiettivi", commenta Enrico Faes, presidente della Federazione trentina Pro Loco.

 

"La Federazione Trentina Pro Loco - continua - ha attivato anni fa un filone di ricerca per validare un’ipotesi controintuitiva che vede la Pro Loco come una vera e propria scuola di formazione per gli amministratori locali. Da una ricerca del 2012 risulta che il 50 % dei sindaci trentini è stato presidente di una Pro Loco mentre da uno studio del 2017 emerge che il 90% degli amministratori comunali ha avuto un’esperienza attiva nel volontariato (nel 40 % di questi casi si tratta in maniera specifica di esperienze in Pro Loco). L’interpretazione di questo dato è per noi chiara: le Pro Loco formano gli amministratori del futuro, compito che forse non spetterebbe a loro ma che rivela quanto siano vicine alla politica reale e quanto invece siano distanti dalla propaganda".

 

"Questi dati non sono molto conosciuti ma è indubbio che se in Trentino le istituzioni hanno funzionato, e funzionano tutt’ora, è anche perché dal territorio sono emerse figure di amministratori che nelle Pro Loco e nel volontariato hanno allenato il proprio senso civico, sperimentando responsabilità e felicità dell’occuparsi della res pubblica".

 

E poi l'affondo: "Ecco allora che con fermezza ed orgoglio vogliamo invece sostenere che il fare Pro Loco, oggi, non solo è importante per il mantenimento di una società positiva, ricca di legami significativi, di affettività vera, di legame con la tradizione, di partecipazione e anche di qualche simpatica “pagliacciata”. Fare Pro Loco è una delle poche strade rimaste per garantire la generazione di una classe politica seria e consapevole, matura e preparata ad affrontare anche la difficile sfida di amministrare l’Italia del futuro".

 

Certo, tutto molto bello e tutto molto chiaro. Ma il punto è un altro: nessuno ha mai messo, o si sognerebbe mai di mettere, in dubbio l'immenso valore di queste associazioni territoriali. Valore sociale e culturale, soprattutto. Eppure c'è chi si è sentito coinvolto, evidentemente. Nel dibattito è quindi intervenuta anche Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva, che ha ribadito come le parole di Renzi siano state strumentalizzate.  

 

"In Italia si ricorda 'la casalinga di Voghera', in Germania 'la casalinga sveva'; negli Usa si fa riferimento al 'lattaio dell’Ohio', in Italia al 'contadino di Poggio Versezio'. Vorrà dire che da oggi avremo anche il 'presidente della Pro Loco di Scandicci' ", così prova a sdrammatizzare Conzatti.

 

"Matteo Renzi - continua - ha fatto un richiamo ai presidenti delle Pro Loco non come immagine di scarso valore etico e politico ma piuttosto come uno dei presidi più vicini al territorio di attività sociale e civile. Spesso, in politica, si utilizzano delle formule popolari che servono a semplificare un concetto ma che in alcun modo vogliono o devono risultare offensive per chi ritiene di identificarcisi in quella figura. Per questo penso che Matteo Renzi - che nella vita, prima ancora che Presidente del Consiglio, è stato scout, sindaco e presidente della Provincia - conosca sin troppo bene il valore delle Pro Loco e mai è stata sua intenzione ridicolizzarne o sminuirne il ruolo o l’attività".

 

Tanto rumore per nulla, insomma. Con buona pace del presidente della Pro Loco di Scandicci.

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