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Lupo senza testa e zampe nell'Avisio, il giallo dell'autopsia che la Pat dimentica di inviare a Dallapiccola: "Arti tagliati di netto"

C'è voluta una richiesta di accesso agli atti dell'ex assessore Michele Dallapiccola per avere quelle conferme in più, che la Provincia fin dal primo momento non ha voluto comunicare: "Da veterinario alcuni aspetti nella relazione non mi convincono: farò delle interrogazioni". Intanto sulla vicenda è silenzio da piazza Dante

Di Luca Andreazza - 19 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. Il lupo ripescato dall'Avisio il 10 marzo era senza testa e senza zampe, "rescissione del collo" e "rescissione della porzione distale arti inferiori". C'è voluta una richiesta di accesso agli atti dell'ex assessore Michele Dallapiccola per avere quelle conferme in più, che la Provincia fin dal primo momento non ha voluto comunicare (QUI ARTICOLO).

 

Il comunicato ufficiale e il rapporto grandi carnivori si limitava a specificare che "gli accertamenti svolti sui resti del canide rinvenuto in Val di Fassa nel torrente Avisio (nei pressi di Soraga) hanno confermato che si tratta di un lupo. Le numerose fratture rilevate fanno ritenere che l’animale sia stato vittima di un investimento stradale'' (QUI). 

 

Stop, tutto qui. E invece, qualcosa che non tornava c'era: in quel caso c'era voluto un articolo de Il Dolomiti per far emergere qualche dubbio. Prima di tutto c'erano le foto, scattate da lontano, un po' troppo da lontano e zoomando si poteva notare che la forma presentava quantomeno delle stranezze. Il motivo è semplice: il lupo è senza testa e senza zampe.

 

A questo si aggiunge un giallo nel giallo. Solo oggi, l'ex assessore ha ricevuto, "casualmente", tutta la documentazione. Mezz'oretta dopo che si è lamentato nel corso della conferenza dei capigruppo: di "aver ricevuto un tortoil Servizio foresta e fauna mi ha negato un accesso agli atti, svilendo profondamente il mio ruolo di consigliere provinciale". 

 

Una richiesta inoltrata all'indomani dell'articolo de Il Dolomiti, evasa il 18 novembre e documentazione che riporta la data del 18 maggio scorso. Una settimana per preparare la carte e poi cinque mesi per recapitare gli atti? Magari nel mezzo c'è stato un errore, ma possibile che nessuno si sia accorto di nulla prima di oggi

 

"La relazione - dice Dallapiccola - conferma che il lupo è stato trovato nell'Avisio senza testa e zampe, probabilmente post mortem. All'ispezione esterna si nota una soluzione di continuo longitudinale, a margini netti. Quindi si rilevano anche numerose fratture, ematomi e emorragie. Mancano però le conclusioni, che solitamente vengono inserite a seguito dei referti e del risultato dell'autopsia. E' una semplice descrizione dello stato dell'animale rinvenuto, senza arrivare a determinare una dinamica Da veterinario resto perplesso e ho intenzione di chiedere ulteriori informazioni attraverso delle interrogazioni: quello che ho visto nel referto e che per dovere istituzionale di riservatezza devo per ora custodire, non mi convince. Ci sono diversi aspetti che meritano di essere approfonditi".

 

Insomma, le domande restano sempre le stesse: chi ha zampe e testa di un lupo, utilizzato come un trofeo, a casa? La Provincia e gli organi competenti come si muovono? E l'approccio sembra molto diverso tra Trentino e la vicina Austria. Qui si attendono ancora le risposte dall'assessora Giulia Zanotelli alle interrogazioni in consiglio provinciale, mentre in Tirolo si indaga su un caso molto simile. 

 

Il 31 luglio scorso anche a Sellrain avevano trovato un lupo morto senza la testa (QUI ARTICOLO), lì da settimane la polizia indaga sul caso con grande serierà mentre in Trentino sembra che le istituzioni stiano cercando di insabbiare il più possibile la vicenda. Anche durante la serata di Ala, un raro appuntamento informativo della Provincia nel "nuovo" corso di centrodestra, tutto è stato affrontato in modo molto marginale, senza entrare troppo nei dettagli. 

 

In Austria sono stati fatti i controlli al Dna e si è proceduto a fare anche gli esami ai raggi X che hanno messo in evidenza la presenza di pallini, chiaro segnale che l'animale è stato ucciso da un'arma da fuoco e poi decapitato. Un argomento preso molto sul serio, tanto che c'è un premio in denaro da 11 mila euro, che verrà consegnato a chi fornirà informazioni utili a rintracciare il o i bracconieri

 

Qui sembra che si "giochi" sulle sfumature. Se fosse stato investito di proposito e poi decapitato sarebbe un atto di bracconaggio. Leggermente diverso se l'animale fosse stato trovato da un'altra persona che ha voluto portarsi a casa un "trofeo", ma resterebbe comunque un atto da punire penalmente. Ma nulla sembra muoversi.

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