Contenuto sponsorizzato
| 21 ago 2019 | 06:01

M49-Papillon, se resta in Alto Adige tutto da rifare? Dallapiccola: ''Giurisdizione nuova, i precedenti in Trentino a Bolzano potrebbero non valere: contano Pacobace e Ispra''

Dubbi sulla legittimità dell'ordinanza altoatesina che arrivano anche nell'intervista alla Rai di lingua tedesca bolzanina di Luigi Spagnolli, dirigente del servizio fauna provinciale: "Attualmente non costituisce pericolo. Cattura o abbattimento non sono possibili"

M49-Papillon, se resta in Alto Adige tutto da rifare?

TRENTO. Il banco non è ancora saltato, ma comunque M49-Papillon qualche carta l'ha sparigliata nel suo gironzolare a cavallo tra il Trentino e l'Alto Adige nella zona di passo Oclini e passo Lavazè. Ovviamente in provincia di Bolzano la giurisdizione cambia e l'ordinanza di cattura e eventuale abbattimento del plantigrado targata Fugatti diventa carta straccia. E quindi il governatore Arno Komaptscher è dovuto ricorrere a sua volta a firmare un provvedimento che ricalca quello di Trento.

 

Un dato è certo, la presenza di M49 in Alto Adige potrebbe aprire uno scenario diverso: Papillon lì non c'è mai stato. "Le procedure - spiega l'ex assessore Michele Dallapiccola - potrebbero essere più veloci e snelle, ma tecnicamente tutto deve passare tramite il Pacobace e l'Ispra. E' una situazione totalmente nuova".

 

Un po' come a Monopoli, si potrebbe configurare un ritorno al "via" senza passare dal Casteller. "Si potrebbe dover ricominciare tutto dall'inizio - aggiunge il consigliere provinciale del Patt -. Si potrebbe rendere necessaria l'identificazione dell'orso, quindi una cattura per prelevare il pelo e munire il plantigrado di radiocollare per un monitoraggio. Valutare i requisiti e parametri, per poi eventualmente prevedere la cattura".

 

Insomma, se Papillon dovesse restare in territorio altoatesino potrebbe essere tutto da rifare. Non è un caso, in questo senso, l'uscita del ministro Sergio Costa: "L'orso in Alto Adige? Una buona notizia, ma se Bolzano non mette a rischio la sua vita. Mi aspetto in un sano rapporto cordiale e istituzionale, di ricevere presto notizie dal presidente Arno Kompatscher per attivare Ispra che è sempre pronta ad affiancare il territorio con tutta la sua competenza e disponibilità" (Qui articolo).

 

Il ministero si è già posizionato e l'indicazione sembra netta. Non si spara e Ispra deve essere tenuta aggiornata per valutare i passi successivi. "Il ministro è pragmatico - evidenzia l'ex assessore - agli slogan preferisce le procedure tecniche. In Alto Adige M49 si è depurato delle azioni in Trentino. E' evidente la richiesta di Costa: vuole che la questione venga risolta da Ispra".  

 

Le procedure potrebbero essere semplificate, M49 sarebbe inoltre dotato di marca auricolare (Qui articolo), ma chiaramente questo caso è un unicum nel suo genere. Non ci sono precedenti: ci è voluto il governo del cambiamento per farsi sfuggire un orso. Un plantigrado ora diffidente e spaventato, ma anche spaesato perché si trova a dover cercare nuovi punti di riferimento in un territorio sconosciuto. 

 

"In val Rendena - spiega Dallapiccola - aveva comunque un suo equilibrio: molto metodico e azioni molto prevedibili. Adesso tutto cambia, le certezze sono andate in frantumi. E' molto più mobile per cercare di capire il territorio e trovare gli spazi più congeniali. Inoltre utilizzare il dardo anestetico in questo momento sarebbe troppo rischioso. Difficile che possa cadere nuovamente alla trappola tubo. Resta quindi l'utilizzo dei lacci, ma sono più complicati da posizionare e la cattura non è garantita. Ricorrere a questi metodi sembra però ancora prematuro, prima l'orso dovrebbe diventare piuttosto stabile in zona".  

 

Dubbi sulla legittimità dell'ordinanza altoatesina che arrivano anche nell'intervista alla Rai di lingua tedesca bolzanina di Luigi Spagnolli, dirigente del servizio fauna provinciale: "L'orso - spiega l'ex sindaco - non può essere catturato, tanto meno abbattuto. In base alla normativa in vigore, l'unica possibilità, sarebbe quella di riuscire a stordire l'animale e dotarlo nuovamente di radiocollare, in modo da poter monitorare i suoi spostamenti. Attualmente non costituisce alcun pericolo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 20:08
Grande impegno di numerose squadre di soccorritori, supportati da tre Canadair, per spegnere l'enorme incendio divampato sul Garda. Non mancano in [...]
Cronaca
| 08 agosto | 19:40
Aleš Pernarčič, apicoltore e agronomo del Carso a cavallo tra il triestino e il goriziano, opera in armonia con la natura, laddove da essa [...]
altra montagna
| 08 agosto | 18:00
Sembra quasi che, per riuscire ad apprezzare una tra le montagne più celebri al mondo, sia necessario trasformarla per qualche minuto nello sfondo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato