M49-Papillon, un vertice tra Trento e Bolzano per coordinare le ricerche. Ma Ispra non è stata invitata, si fanno i conti senza l'oste? E non è rivoluzionario tenere informati territori e comuni
L’orso da qualche giorno staziona nella zona di passo Oclini al confine tra i territori delle due provincie. Oggi la riunione tecnica per coordinare le attività di monitoraggio: “Eventuali azioni di cattura nella zona di confine verranno gestite in maniera congiunta”

TRENTO. Gli esperti delle Provincie di Trento e Bolzano si sono riuniti nella giornata di lunedì 26 agosto per discutere i possibili sviluppi della gestione di M49-Papillon, l’orso che da qualche giorno ormai stazione nella zona del passo degli Oclini, al confine tra i due territori. Il grande assente? Ispra, l'organo tecnico che riferisce al ministero.
Una decisione discutibile in quanto nelle puntate precedenti è sempre finita male quando si è deciso di fare i conti senza l'oste, cioè ministro oppure il relativo organo tecnico. E se è vero che in questo momento a Roma si consuma la crisi di governo, altrettanto certo è che Ispra di politica si interessa poco.
E' un organo tecnico e come tale si documenta, raccoglie elementi e fornisce pareri al ministro, Sergio Costa in questo momento oppure il successore se dovesse cambiare il titolare all'ambiente. Ministero e Ispra hanno tradito una certa insofferenza per la gestione di M49 e un invito, un tavolo allargato, sarebbe potuta essere un'occasione per trovare una quadra, fumare una specie di calumet della pace.
Un'occasione per rasserenare la situazione, anche perché Trento e Bolzano spingono per ottenere la competenza primaria in materia grandi carnivori. Detto che dopo la querelle M49-Papillon forse non è proprio il momento adatto per chiedere una delega al ministero, si perde l'opportunità di cambiare (almeno di facciata) atteggiamento. L'autonomia arriva fino ad un certo punto.
Un altro aspetto è quello che Ispra e ministero vanno, comunque, relazionati e quindi si sarebbe potuto accorciare i tempi, informarli in presa diretta, ascoltare pareri e eventuali criticità in materia di piani e procedure per catturare l'orso e l'eventuale destinazione del plantigrado, quando e se, verrà captivato. Così non è stato, nonostante l'animale sia patrimonio indisponibile dello Stato, Trentino e Alto Adige hanno fatto diversamente.
All’incontro hanno preso, infatti, parte il responsabile del Servizio foreste e fauna della Pat, Giovanni Giovannini, e il coordinatore del Settore grandi carnivori, Claudio Groff, mentre per l’Alto Adige era presente il direttore dell’Ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano, Luigi Spagnolli.
I tecnici hanno stabilito un rafforzamento delle attività di coordinamento fra le due province, da realizzarsi con attività di monitoraggio e presidio sulla zona di confine dove il plantigrado si trova in questo momento. Le informazioni utili raccolte saranno trasmesse in tempo reale tra le varie autorità e successivamente diffuse anche all’esterno in particolare ai media e alla popolazione che sarà costantemente aggiornata sugli spostamenti dell’animale.
Anche le amministrazioni comunali continueranno ad essere costantemente informate. Non attività rivoluzionarie. Il piano Pacobace è stringente sull'informazione, formazione e ascolto della popolazione sono momenti fondamentali e propedeutici per seguire le linee operative.
Infine si è stabilito che eventuali azioni di cattura nella zona di confine verranno condotte in modo congiunto dalle due amministrazioni. Certo però bisognerà prima capire quale sarà la nuova destinazione di M49-Papillon qualora dovesse essere nuovamente catturato dopo la fuga dal Casteller.













