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| 17 giu 2023 | 07:09

Una commissione tecnica per stabilire la “soglia socialmente accettabile” di orsi. Fugatti: “Rivedere il Pacobace, presto un Piano di gestione autonomo”

Il Trentino sta lavorando a un piano di gestione autonomo per lupi e orsi, nel frattempo è stata nominata una Commissione tecnica: “L’obiettivo è quello di rivedere il Pacobace e fissare un tetto massimo di orsi che il territorio può ospitare dal punto di vista sociale ed economico”. Se i trasferimenti non andranno a buon fine la Provincia intende abbattere i plantigradi “in eccesso”: “Dall’ex ministro Costa un approccio poco tecnico e poco scientifico”

Una commissione tecnica per stabilire la “soglia socialmente accettabile” di orsi
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Piazza Dante ha nominato una Commissione tecnica (consultiva) che definirà i contenuti di un Piano di gestione autonomo dell’orso in Trentino. È questa la grande novità emersa dall’ultima seduta della Giunta Fugatti che si è riunita nelle scorse ore.

 

Ad assumere la funzione di segretario della Commissione sarà il dirigente del Servizio foreste della Provincia, Giovanni Giovannini che in questa funzione verrà affiancato dal sostituto dirigente del Servizio faunistico, Sergio Tonolli. Due i tecnici “esterni” della Commissione: Luigi Boitani professore ordinario di zoologia presso il Dipartimento di biologia e biotecnologie presso l’Università La Sapienza di Roma, e l’esperto di grandi carnivori e membro della “Large carnivore initiative for Europe” (Lcie), lo sloveno Rok Cerne. Anche il Ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica ha indicato un suo esperto per completare la commissione, si tratta di Marco Visconti, commissario di Roma Natura, l’ente regionale per la gestione delle aree naturale protette nella capitale.

 

“L’obiettivo – ha spiegato l’assessora provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli – è quello di rivedere il Pacobace (il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali ndr), e fissare un tetto massimo di orsi che il territorio può ospitare dal punto di vista sociale ed economico”. In altre parole la commissione avrà il compito di stabilire quella che è stata definita “una soglia socialmente accettabile per le comunità locali” di plantigradi. Benché il lavoro degli esperti non sarà semplice l’intenzione è quella di arrivare a delle conclusioni già nei prossimi mesi.

 

Nel frattempo proseguono i contatti diplomatici da parte del Ministero degli Esteri e di quello per l’Ambiente con alcuni Paesi esteri per ottenere il via libera al trasferimento di alcuni esemplari. Al momento però su queste “trattative” regna il massimo riserbo. Da Piazza Dante non hanno mancato di sottolineare le difficoltà riscontrate negli anni passati durante le varie interlocuzioni con Roma, in particolare con l’ex ministro all’ambiente Sergio Costa accusato di avere un approccio “poco tecnico e poco scientifico”. Al contrario, con l’attuale titolare del dicastero, Gilberto Pichetto Fratin, l’intesa sembra eccellente.

 

Dal canto suo il Fugatti ha apprezzato la legge recentemente approvata in Alto Adige “che sostanzialmente interviene modificando il parere richiesto da Ispra, lo ritengo un provvedimento interessante. Stiamo vagliando la legge anche alla luce dei pronunciamenti del Tar e del Consiglio di Stato che riguardano il Trentino”.

 

In sostanza la Provincia sta lavorando sia al trasferimento di un certo numero di plantigradi che alla redazione di un Piano di gestione autonomo. “Non sarà facile – ha avvertito Fugatti – perché al di là delle strumentalizzazioni degli animalisti non ci sono Paesi felici di accoglierli. Oltre agli eventuali trasferimenti dobbiamo avere un Piano di gestione per mantenere un numero di esemplari equilibrato rispetto a quelli che attualmente sono presenti in Trentino”. Un concetto ribadito anche da Zanotelli: “La Provincia non è immobile, sul fronte grandi carnivori stiamo operando congiuntamente con Bolzano, stiamo lavorando assieme a Ispra a un piano sperimentale provinciale per la gestione autonoma del lupo”.

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