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Anche Bolzano pronta a catturare M49, Rossi riutilizza un'interrogazione di Fugatti fatta a lui in passato: ''Basta sostituire luoghi e nomi''

Dopo oltre un mese di fuga Papillon ha combinato i primi danni a un'apicultura e ha ucciso un vitello sempre muovendosi sul confine all'altezza del Passo di Lavazè. Ieri notte anche un'incursione vicino a un gregge sul versante trentino con tanto di grande spavento per dei pastori e un sacco della spazzatura distrutto (anche se la Pat ha ridimensionato la cosa)

Di Luca Pianesi - 19 agosto 2019 - 18:55

TRENTO. Mentre anche la Provincia di Bolzano si appresta a emanare un'ordinanza di cattura per M49-Papillon (l'assessore Arnold Schuler ha spiegato che ricalcherà quella di Trento) che da qualche giorno si sposta sul limitare del confine tra Trentino e Alto Adige nella zona di Passo Lavazè e, dopo oltre un mese di fuga, ha compiuto i suoi primi danni (a un'apicultura sul versante trentino e a un vitello su quello altoatesino) è Ugo Rossi a intervenire invitando il presidente della Pat Fugatti a ''battere un colpo''. Già perché la giunta che aveva dichiarato ''guerra'' ai grandi carnivori con messaggi altisonanti e operazioni a spot (come quella delle ronde per i lupi di fatto smantellate in pochi mesi) fino ad oggi è riuscita solo a catturare M49, toglierlo dal suo ambiente, la Val Rendena, e a portarlo sul versante orientale del Trentino facendoselo poi scappare al momento non ha rilasciato dichiarazioni politiche sull'argomento.

 

E' uscito un comunicato stampa che, di fatto, è andato a smentire la persona che questa notte ha portato i forestali sul luogo da dove è partito il messaggio di allarme da due pastori ed è stato sul posto in quelle ore complicate (QUI ARTICOLO). Due persone che hanno chiamato il rettore della riserva di caccia della zona, Alex Polesana, perché l'orso si trovava all'esterno della loro roulotte e stava distruggendo un sacco della spazzatura attaccato alla struttura mobile che per questo è stata scossa dall'animale. Polesana ha aiutato i forestali a raggiungere il luogo dove si trovava anche un gregge, protetto dai recinti elettrificati per i lupi, che non è stato toccato dal plantigrado, e ha raccontato di aver visto l'orso assieme ai due operatori (mentre la Pat ha detto che i fatti si sarebbero svolti ma M49 non sarebbe stato avvistato da nessuno QUI LA LORO VERSIONE).

 

Sul tema è intervenuto anche l'esperto di lupi della Val di Fiemme e Fassa Paolo Scarian che in questi giorni ha più volte anticipato i forestali recandosi sui luoghi dove è stato segnalato l'orso, individuandone tracce e segnali di passaggio che dalla sua pagina Facebook ''Fiemme e Fassa il ritorno del LUPO'' ha voluto esprimere la sua totale solidarietà a Polesana spiegando che ''la Provincia ha smentito le dichiarazioni fatte da un mio amico che era presente sul luogo dove l'orso stava creando una situazione pericolosa per i suoi animali. Se posso intervengo io che fino a tarda notte e alle prime luci dell'alba ho seguito questa storia insieme ad altre persone. Io credo a Alex Polesana sia una persona corretta che nel pieno della notte si precipita al Passo del Lavazė allertato da chi custodisce il suo gregge e non ha nessun interesse a mentire''.

 

La politica, come dicevamo, in questa vicenda ha preferito non esporsi e allora è Rossi a punzecchiare il Presidente Fugatti, l’assessore Tonina e l'assessora Zanotelli riutilizzando un'interrogazione, proprio di Fugatti, di due anni fa che, all'epoca lontano da impegni di governo e di qualsiasi natura amministrativa tuonava sicuro: ''Certo è che non sono più sufficienti le parole, è arrivato il momento di agire in modo concreto, per mettere fine alla sequela di episodi che stanno mettendo in ginocchio le attività di montagna, l’agricoltura ed il turismo del nostro territorio. Non possiamo permetterci di attendere ancora, - scriveva Fugatti all'indomani di una ipotizzata predazione avvenuta sul Bondone - nella speranza che le cose vadano a posto da sole, fino ad ora non agire concretamente ha solamente peggiorato le cose, la sicurezza di residenti e turisti e la tutela delle attività economiche legate alla montagna hanno la precedenza''.

''Quando gli orsi scappano - comunica Rossi oggi - si muovono sul territorio, si avvicinano ai centri abitati e magari compiono predazioni di animali e spaventano gli umani è normale che la politica se ne occupi, con interrogazioni e prese di posizione. In questi giorni M 49 si è rifatto vivo nelle zone della val di Fiemme a cavallo tra Trentino e Alto Adige. Poiché non si vedono prese di posizione né interrogazioni al riguardo, peraltro molto abbondanti in passato, ho pensato di fornire ad ogni interessato uno schema per fare alcune domande al Presidente Fugatti o agli assessori Tonina e Zanotelli. Mi sono permesso di attingere ad un’interrogazione dell’agosto 2017, che può essere utilizzata per intero sostituendo solamente nomi e luoghi come ho fatto mettendoli fra parentesi''.

7 agosto 2017
Gruppo Consiliare Lega Nord Trentino
ILL. MO
BRUNO DORIGATTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
PALAZZO TRENTINI
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
_________
INTERROGAZIONE n. 4881
MONTE BONDONE (Passo Oclini) ENNESIMO ATTACCO DELL’ORSO. SITUAZIONE ORMAI INSOSTENIBILE
Un’estate all’insegna dell’orso quella di questo 2017, (2019) testimoniata dall’ennesima aggressione che calca la cronaca dei giornali locali, questa volta ci troviamo sul Bondone (Passo Oclini) dove, alle prime luci del mattino di domenica scorsa, un’orsa avrebbe sbranato due pecore (una manza e spaventato due pastori)
Nonostante le indicazioni della Provincia sul comportamento che deve tenere chi lavora e vive la montagna, episodi di questo genere sono oramai all’ordine del giorno, ragione per cui non è verosimile pensare che questo stato di cose sia tollerabile e che la coabitazione in questi termini sia ancora possibile.
La situazione descritta all’interno del Rapporto Orso 2016, alla luce di quanto avviene ormai ogni giorno, sembra essere sempre più difforme da quella realmente in essere, soprattutto se si guardano le cose dal punto di vista di pastori, allevatori, agricoltori, turisti e residenti, che da anni ormai devono fare i conti con la presenza dell’orso e con l’incapacità manifesta di gestire il problema da parte della Provincia.
Stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da un forestale, poi, sembrerebbe che l’orsa KJ2, (M49) definita dal presidente Rossi (Fugatti) problematica” per aver messo a segno ben due aggressioni ai danni dell’uomo ( per avere messo a segno numerose predazioni, tentativi di intrusione in case abitate e una evasione) si aggiri sul Bondone (Passo Oclini) ma che questa possibilità ancora non sarebbe confermata con certezza.
Certo è non sono più sufficienti le parole, è arrivato il momento di agire in modo concreto, per mettere fine alla sequela di episodi che stanno mettendo in ginocchio le attività di montagna, l’agricoltura ed il turismo del nostro territorio.
Non possiamo permetterci di attendere ancora, nella speranza che le cose vadano a posto da sole, fino ad ora non agire concretamente ha solamente peggiorato le cose, la sicurezza di residenti e turisti e la tutela delle attività economiche legate alla montagna hanno la precedenza.
Tutto ciò premesso,
si interroga
il Presidente della Provincia per sapere:
Se l’esemplare che ha attaccato le due pecore in Bondone (la manza sul Passo Oclini e spaventato i due pastori) sia stato identificato e se possa essere Kj2; (m49
Quali siano le azioni immediate che la Provincia intende mettere in atto sia per tutelare le attività presenti in montagna e la sicurezza di cittadini e turisti;
Se la Provincia risarcisca i danni subiti anche nel caso in cui allevatori o agricoltori non abbiano osservato tutte le indicazioni della Provincia in fatto di recinzioni.
A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.
Lega Nord Trentino
Cons. Maurizio Fugatti

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