Mega raduno di Jeep a San Martino di Castrozza. La Giunta rimanda la decisione: ''Valuteremo agli Stati generali della Montagna''
Il presidente Fugatti e il vice Tonina hanno spiegato di aver appreso del discusso evento dai giornali e hanno aggiunto che ''ci vuole il giusto equilibrio. Affronteremo il tema dei grandi eventi durante gli Stati generali della Montagna''

TRENTO. Sì o no al mega raduno di Jeep atteso a San Martino di Castrozza il 12 e 14 luglio? La Giunta non prende posizione e rimette ai fantomatici ''Stati generali della Montagna'' ogni decisione. “E’ un tema che riguarda lo sviluppo turistico ed ambientale del Trentino, - spiegano Fugatti e Tonina - che potremo approfondire nell’ambito degli Stati generali della Montagna, dove ci confronteremo con tutte le parti in causa e definiremo delle linee guida che facciano sintesi delle diverse posizioni”.
Insomma al momento tutto rimandato a questo ciclo di incontri che risponde al nome di ''Stati generali della Montagna'' che a molti sembrano più un tentativo di prendere tempo piuttosto che un'iniziativa concreta con qualche risvolto pratico e serio. In un territorio piccolo come il Trentino, infatti, gli incontri tra la Giunta e i portatori d'interesse di ogni zona della provincia e di ogni settore sono continui e dovrebbero essere sempre operativi ad ogni livello. Quella degli Stati generali della Montagna sembra il classico tentativo di aprire ''un tavolo'' (o meglio ancora ''tanti tavoli'') per rimandare le decisioni, ma tant'è.
“Ci vuole il giusto equilibrio – ha detto il presidente – perché il Trentino è conosciuto per la qualità del suo ambiente e dei suoi parchi, che vanno tutelati, anche se ci sono realtà turistiche che ci rappresentano esigenze diverse di cui dobbiamo tenere conto, nel rispetto dell’autonomia dei territori”. Un tema, quello della manifestazione del Camp Jeep 2019, che il vicepresidente Tonina ha ammesso aver saputo dai giornali, come aveva spiegato a ilDolomiti (QUI ARTICOLO).
''Non c’è quindi nessun procedimento amministrativo in corso, ma è certo che – ha detto il vicepresidente – rispetto alle ipotesi di percorso, gli organizzatori dovranno acquisire i pareri e le autorizzazioni previste dalle attuali disposizioni, di spettanza dell’ente Parco o della Provincia. Sarà in quel momento che potrà tecnicamente essere svolta una puntuale istruttoria. Solo alla luce di tali informazioni di contesto – ha aggiunto – si potrà valutare l’impatto che lo stesso produce in termini paesaggistici ed ambientali da poter confrontare con l’indotto economico e di visibilità che lo stesso genera o potrà generare. Ma è chiaro – ha concluso – che se il percorso dovesse interessare l’area tutelata del Parco, sarebbe inopportuno concedere l’autorizzazione”.












