Contenuto sponsorizzato
| 17 set 2019 | 12:13

Pd, Lucia Maestri: ''Quella di Renzi è una scissione. Una manovra di palazzo per tornare ad essere dominus''

La segretaria del Partito democratico Trentino ha fatto sapere che non prenderà parte all'incontro che si terrà giovedì nel capoluogo con il vicepresidente della Camera Ettore Rosato: "Sarebbe avvallare la scissione''. Per Maestri "Gli elettori del Pd hanno chiesto unità"

Pd, Lucia Maestri: Quella di Renzi è una scissione

TRENTO. Giovedì pomeriggio sarà a Trento il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, esponente del Pd pronto a fare i bagagli e lasciare il partito per seguire Matteo Renzi. “Ho già avvisato che non prenderò certamente parte a questo incontro perché non voglio assolutamente legittimare alcuna scissione” ha chiarito questa mattina la segretaria del Partito democratico Trentino, Lucia Maestri, mettendo in chiaro la propria posizione in merito a quello che sta accadendo in queste ore.

 

Matteo Renzi tramite un'intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica” ha confermato di lasciare il Pd e di essere già pronto per formare dei gruppi autonomi alla Camera e al Senato. Una decisione ventilata da ormai diverse settimane e che ora, messa nero su bianco, ha creato un terremoto politico. La nuova formazione politica, i cui particolari esatti si conosceranno nei prossimi giorni e soprattutto all'appuntamento della Leopolda, sosterrà il governo Conte.

 

Occorrerà attendere qualche giorno per capire se questa novità nel panorama politico possa avere dei riflessi anche in Trentino. Sembra però quasi scontato che non mancheranno. Di certo il sentimento espresso dalla segretaria Maestri e tutt'altro che positivo.“Io insisto nel definire questa operazione come una scissione” spiega. “In un momento difficile come quello che sta attraversano il nostro Paese con la nascita del nuovo governo e con la necessità di riprendere un nuovo cammino con l'Europa ma anche economico e competitivo, questa azione non è per nulla positiva. Renzi parla di azione di coraggio ma ciò che gli elettori del Pd hanno chiesto è unità per un'azione forte e compatta”.

 

Per la segretaria la decisione di Matteo Renzi, che prima ha partecipato per creare il governo e ora decide di uscirne, “è di puro tatticismo per avere maggiore capacità contrattuale. Una scelta preparata da tempo”. Una manovra “di palazzo fatta da Renzi per garantirsi quella capacità contrattuale, per tornare dominus” spiega ancora.

 

Come già detto al momento non si riescono a quantificare le ricadute politiche a livello Trentino. “Sabato scorso eravamo al gazebo – ha concluso Maestri – e abbiamo incontrato tantissime persone che hanno voglia di discutere e partecipare e che ci hanno chiesto di stare uniti”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato