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| 21 feb 2019 | 08:20

Percorsi di genere nelle scuole, gli insegnanti si organizzano in autonomia. ''La giunta ha sospeso il progetto? Faremo in altro modo''

Alla serata organizzata dal gruppo "Genitori e insegnanti per la cittadinanza attiva" sul futuro delle Pari opportunità la proposta di una dirigente scolastica: "Attrezziamoci per portare avanti comunque la promozione del rispetto e dell'uguaglianza". La prorettrice Poggio: "L'università continuerà a fare formazione"

Percorsi di genere nelle scuole, gli insegnanti si organizzano in autonomia
di Donatello Baldo

TRENTO. Gli assessori Bisesti e Segnana hanno deciso di bloccare i percorsi di educazione alle relazioni di genere all'interno delle scuole? “Una volta elaborato il lutto e preso atto di quanto deciso dalla giunta dobbiamo semplicemente continuare a portare avanti pensieri e azioni di promozione del rispetto e dell’uguaglianza dei diritti, perché sia la scuola sia l’Università hanno gli spazi di autonomia per farlo”.

 

Queste parole, pronunciate dalla dirigente dell'Istituto Comprensivo Trento 6 Paola Pasqualin, hanno suscitato un forte applauso. I tantissimi docenti presenti alla serata "Quale futuro per le pari opportunità", organizzata dal gruppo "Genitori e insegnanti per la cittadinanza attiva", hanno condiviso e apprezzato: "Si andrà avanti con i mezzi che abbiamo", ha ribadito la dirigente.

 

A darle manforte la docente universitaria Barbara Poggio: "L'Università continuerà a fare quello che ha sempre fatto, formazione". E a questo punto, nonostante i veti del nuovo corso della politica provinciale che ha detto no ai percorsi sulle pari opportunità delle scuole, il tema nelle scuole sarà comunque trattato. Anche per ribadire un concetto che nella serata di ieri, in più di un intervento, è emerso chiaramente: "C'è l'autonomia scolastica e c'è la libertà di insegnamento".

 

"Ora le condizioni sono cambiate - ribadisce Pasqualin - e ce ne faremo una ragione, ma non per questo veniamo meno ad un mandato istituzionale, quello di promuovere le pari opportunità. C'è un preciso articolo della legge sulla scuola che ci impone di trattare questo tema, e anche le linee programmatiche nazionali: se non viene fatto in un modo lo faremo in un altro, sempre rispettando lo stesso iter, quello della condivisione all'interno degli organi collegiali".

 

Su questa stessa linea il dirigente del Liceo Rosmini Stefano Kirchner, anche lui presente all'assemblea ospitata nell'aula magna del suo istituto. "Noi lavoriamo tutto l'anno nell'ottica delle pari opportunità, e non solo all'interno di questi percorsi si tocca questo tema. Continueremo su questo terreno e in assenza dei percorsi proposti dall'assessorato si troverà il modo di fare altrimenti".

 

C'è però un rammarico. "Auspico comunque che la Provincia ci torni a proporre i percorsi, che approfondisca come sono fatti, perché probabilmente nemmeno c'è stato questo approfondimento. Ed è un peccato, perché chi li ha seguiti sa benissimo che non c'entrano nulla con le fantasie che si è fatto qualcuno. Si insegna il rispetto delle persone, e di questo c'è davvero bisogno".

 

L'auspicio del dirigente è condiviso anche dall'ex assessora alle Pari opportunità Sara Ferrari: "Ci sono ben due leggi provinciali che definiscono l'importanza della trattazione nelle scuole del tema delle pari opportunità - afferma l'esponente del Pd - ed è previsto che se ne debba fare carico la Provincia nel suo complesso, non le singole scuole. Bene quindi che gli istituti agiscano in autonomia, che le insegnanti si organizzino per non far mancare agli studenti questi importantissimi insegnamenti, questo fa ben sperare. Ma sarebbe opportuno - conclude l'ex assessora - che gli assessorati di competenza adempissero agli obblighi di legge, finanziando direttamente i percorsi che la giunta Fugatti ha deciso di sospendere".

 

 

 

 

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