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Corsi di genere e serata Bisesti-Segnana. Sono quasi 500 i prof e gli accademici dell'Università contro la giunta. Dalzocchio (Lega): ''Restiamo basiti''

Mentre nelle ultime 24 ore è aumentata di cento firme la petizione di docenti e ricercatori dell'Università di Trento per protestare contro la chiusura dei corsi sulla parità di genere la capogruppo della Lega liquida tutto cercando di smontare il documento degli accademici, definendo violenti quelli che hanno subito la carica la sera del 22 marzo e ribadendo che i corsi sono in ''pausa per ripristinarli in modo diverso''

Di Luca Pianesi - 04 aprile 2019 - 19:39

TRENTO. Niente da fare. Mara Dalzocchio, la capogruppo della Lega in consiglio provinciale, si dice ''basita'' per la petizione dei prof universitari e continua a parlare di ''violenti'' riferendosi ai professori, studenti e semplici cittadini che, il 22 marzo, sono stati caricati dalla polizia dentro al palazzo della Provincia dimostrando, così, di restare arroccata sulle sue posizioni.

 

Nessun tipo di apertura nonostante continuino a crescere le firme degli accademici dell'Università di Trento che stanno aderendo all'appello contro la decisione della giunta Fugatti di sospendere (e di fatto annullare) i corsi sulla parità di genere (le firme sono arrivate a quasi quota 400) e a loro si sono aggiunti anche un centinaio di professori di due dei principali licei di Trento (il Da Vinci e il Prati) che hanno firmato dei documenti dove si scrive, senza se e senza ma, rispetto a quanto accaduto la sera del 22 marzo e agli scontri fuori dalla conferenza ''Bisesti-Segnana'', di ''segnali e atteggiamenti di chiara impronta autoritaria e fascista'' ribadendo che: ''Siamo contro ogni minaccia e intimidazione che voglia riportare indietro la storia d'Italia ad epoche buie''.

 

Insomma mentre il mondo dell'istruzione e dell'alta formazione si schiera sempre più apertamente contro le scelte e i comportamenti dell'attuale giunta provinciale (si ricorderà anche la vicenda legata alla canzone l'Altalena che aveva visto scendere in campo direttamente l'Istituto Comprensivo Trento 3 QUI ARTICOLO) la Lega liquida tutto con un bel ''me ne frego'' simbolico e va avanti col paraocchi come se questi quasi 500 insegnanti, professori, docenti e accademici non esistessero e senza capire che, forse, non tutte le critiche nascono per nuocere ma potrebbero anche servire a correggere il tiro e a migliorarsi (e francamente visto il livello e la qualità dei firmatari di tali petizioni magari un dubbio sulla possibilità che possano avere qualche timida ragione la maggioranza potrebbe anche farselo venire).

 

''La petizione dei 285 accademici (che in poche ore, come scrivevamo sopra, hanno superato quota 380 ndr) in favore della reintroduzione dei corsi di educazione alle relazioni di genere nelle scuole trentine lascia decisamente basiti - scrive Dalzocchio su Facebook -. Numerose, infatti, sono le criticità di un simile documento che, molto astutamente, tanto per cominciare prende di mira «teorie fondate su argomentazioni pseudoscientifiche» che avrebbero «effetti limitanti e negativi sulla vita delle singole persone e sulla convivenza civile», senza però specificare di quali «teorie» si tratti, arenandosi così nel comodo ma poco coraggioso terreno delle allusioni (in realtà i docenti sono sempre stati molto chiari e hanno sempre parlato della fantomatica 'Teoria del Gender' che magari non si nomina perché appare esageratamente ridicola, roba da terrapiattisti, ma trova sostenitori come, per esempio, i relatori invitati dal duo Bisesti-Segnana alla serata del 22 marzo ndr)''.

 

''Trovo inoltre assai curioso il fatto che dei docenti sottoscrivano un simile documento - prosegue Dalzocchio - in nome del pluralismo pochi giorni dopo che il Rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, ha reso nota la sua volontà di organizzare «una conversazione pubblica e plurale sul tema del gender»: forse perché, fino ad oggi, una simile opportunità, in barba all’articolo 7 del Codice etico dell’Università di Trento, che parla di «cultura basata sul rispetto del pluralismo», non era stata assicurata? Il dubbio, francamente, viene (la risposta potrebbe essere che fino ad oggi non c'era nemmeno bisogno di discuterne di una cosa del genere ma il vento del cambiamento, evidentemente, costringe ad abbassare il livello anche in questo senso ndr). Tanto più che se c’è qualcuno che minaccia il pluralismo non è certo la Giunta Fugatti bensì, semmai, i violenti che lo scorso 22 marzo hanno preso d’assalto il palazzo della Provincia''.

 

''Continuando - dichiara la consigliera provinciale - non si può non rilevare l’imprecisione di espressioni come «immotivata cancellazione» di corsi che, come gli Assessori provinciali Segnana e Bisesti hanno già ripetuto fino alla noia, sono stati semplicemente sospesi in vista di una rimodulazione. Questo perché il nuovo Governo del Trentino ha semplicemente un’altra idea, più ampia e meno divisiva, rispetto al conflitto e al bullismo, piaghe assai gravi e perciò da contrastare in tutte, e non più solo in alcune, sue declinazioni. Un approccio che personalmente trovo molto convincente, tanto più che, di tutto può essere tacciata la Lega, tranne che di essere un partito poco attento alla violenza contro le donne, come dimostra anche la recente approvazione della legge sul «revenge porn», che prevede pene da uno a sei anni e multa da 5 a 15 mila euro per chi diffonde materiale pornografico del partner''.

 

''Nessuna «immotivata cancellazione» di corsi scolastici, dunque, ma solo una pausa per ripristinarli in modo diverso, più inclusivo e attento ad armonizzare le relazioni tra maschi e femmine sulla base delle loro differenze e della bellezza delle stesse. Il tutto con maggiore attenzione al primato educativo delle famiglie, cui spetta prioritariamente il diritto di formare i propri figli su quelli che sono temi estremamente delicati. Non vedo come un simile approccio possa suscitare tutte queste perplessità; mi viene quindi il sospetto che esse siano animate da chi cerca lo scontro, anziché il confronto con la realtà delle cose'', conclude Mara Dalzocchio.

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