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Planetario ‘Muse H2o’ Zecchi getta acqua sul fuoco: “Le mie parole travisate, spero che il progetto venga realizzato nella sua interezza”

Dopo le polemiche di ieri che avevano coinvolto anche il direttore Lanzinger il presidente del Muse Zecchi corregge il tiro: “Non era mia intenzione offendere nessuno, ho detto solo che quei ‘like’ non possono essere considerati come un referendum”

Di Tiziano Grottolo - 24 luglio 2019 - 13:23

TRENTO. “Le mie parole sono state travisate non ho mai voluto offendere nessuno” è con queste parole che Stefano Zecchi getta acqua su fuoco sulla diatriba per il nuovo planetario ‘Muse H2o’.

 

Ricordiamo che ieri erano state riportate da alcuni giornali delle dichiarazioni molto forti dello stesso Zecchi che parevano essere più in linea più con la posizione del presidente del Mart Vittorio Sgarbi, che con quella del direttore del Muse Michele Lanzinger.

 

“Una forzatura giornalistica – taglia corto il presidente del Muse – in realtà il sito mi piace molto volevo solo sottolineare che questi ‘like’ non possono essere considerati come una forma di referendum, insomma non hanno un valore determinante per la questione”.

 

Il problema casomai è un altro, si sta ancora aspettando il via libero definitivo da parte del Comitato per i beni culturali incaricato dall’assessore Bisesti di esprimere un parere sulla questione planetario.

 

“Non possiamo perdere l’opportunità di avere una struttura così importante come il planetario – afferma Zecchi – se si potesse realizzare così come da progetto sarebbe la cosa migliore, ma ciò che non possiamo permetterci è di perderlo per mancanza di flessibilità, anche se resto convinto del fatto che il planetario debba rimanere in stretta relazione con il museo e non costruito lontano”.

 

Scansata anche l’ipotesi di contrasti fra i vertici del Muse: “Con Lanzinger ci siamo anche sentiti, non c’è assolutamente nessun tipo di problema tra noi”.

 

Secondo il suo presidente il Museo delle scienze dovrebbe avere la possibilità di rinnovarsi e ampliarsi in continuazione: “Bisogna proporre continuamente nuove esperienze e ampliare le conoscenze, se ci si ferma sono guai”.  

 

Per quanto riguarda le polemiche sollevate da Sgarbi invece, il presidente del Muse, preferisce non entrare nel merito: “Francamente non mi interessa, lo ribadisco spero che il progetto venga realizzato così com’è, dopodiché va considerato il fatto che l’intera struttura ha carattere transitorio e può essere spostata, quindi non vedo perché non possa essere collocata lì”.

 

Tra le considerazioni mosse da Zecchi ci sono anche quelle che coinvolgono l’area a nord del palazzo delle Albere: “Gli spazi che si sviluppano verso lo stadio vanno ripensati, ne ho discusso a lungo anche con Renzo Piano, credo che sarebbe il caso di proporre un concorso internazionale per riprogettare l’area poi, una volta arrivate le idee, la popolazione potrebbe esprimersi in merito con un vero referendum”.

 

Infine, conclude Zecchi: “Non vedo il motivo di tanta aggressività nei confronti di un progetto che dà alla città una dimensione ancora più internazionale, un valore aggiunto per il territorio trentino. Non si può pensare che le realtà storico ambientali siano intoccabili, certamente vanno preservate nella loro qualità, ma quella che si sviluppa a nord delle Albere è un’area che va ripensata”.

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