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Revisione del piano del turismo comunale, la Lega: ''Patto per la montagna e più posti letto in città'' e attacca Andreatta e Stanchina: ''Accelerazione fuori tempo''

L'ultimo è quello targato dall'allora assessora Lucia Maestri. Sono quattro gli ordini del giorno firmati da Gianni Festini Brosa e Bruna Giuliani, Stefano Osele e Martina Loss, Claudia Postal e Vittorio Bridi. I temi trattati sono soprattutto natura, rapporto città-montagna e la carenza di posti letto. Nessun accenno a cambiamento climatico, fauna e dati

Di Luca Andreazza - 09 aprile 2019 - 19:18

TRENTO. L'ipotesi sul tavolo è quella di rivedere il piano sul turismo, un piano che necessita di revisione. L'ultimo è quello targato dall'allora assessora Lucia Maestri. E la Lega presenta quattro ordini del giorno firmati da Gianni Festini Brosa e Bruna Giuliani, Stefano Osele e Martina Loss, Claudia Postal e Vittorio Bridi. Il carroccio però non nasconde il malumore per il consiglio comunale monotematico in programma per giovedì prossimo.

 

"E' stato richiesto più volte - commenta Gianni Festini Brosa - mai stati ascoltati, mai ritenuta una priorità. Ora viene convocato in tutta fretta, non c'è una relazione, senza poi lasciare tempo di ragionare e passare nelle commissioni. Ci saremmo aspettati un comportamento migliore da parte del sindaco Alessandro Andreatta e dell'assessore Roberto Stanchina: si lavora agli sgoccioli della consiliatura. Il piano di Maestri è stato condiviso e partecipato, un altro percorso e stile".

 

I quattro ordini del giorno trattano soprattutto di natura, rapporto capoluogo-montagna e ricettività. "Trento - dice Bruna Giuliani - deve diventare una città turistica a tutti gli effetti. Si deve cambiare passo, allargare la visione verso la collina, rivalutare gli immobili e ricomprendere meglio l'agricoltura. Un tessuto che può portare a sviluppare ulteriormente un pezzo importante dell'economia".

 

Il primo tema è quello del turismo inclusivo, esperienziale e partecipativo. Riscoprire da protagonisti le attività tradizionali del territorio. "Un modo per ritrovare vitalità - aggiunge Martina Loss - anche grazie ai nuovi giovani imprenditori per lasciare spazio ad una nuova visione di turismo, aperto alla piena presenza del visitatore nei processi di preparazione di prodotti e riscoperta di antichi mestieri. Un'offerta attiva 365 giorni l'anno per far conoscere e sperimentare un territorio vivo, con un'economia propria e non esclusivamente dipendente dal turismo".

 

Un altro punto è quello di promuovere un turismo integrato con la conservazione della natura, dell'ambiente e del territorio attraverso la valorizzazione delle aree protette. "Si deve mantenere la sostenibilità di gestione delle risorse naturali - prosegue Loss - ma anche l'equilibrio con gli ambienti che formano il capitale ecologico e paesaggistico. Serve un'attenta e completa comprensione delle molteplici funzioni degli ambienti naturali che non sono stati pienamente sfruttati".

 

Ecco quindi un patto per la montagna e la carta etica. "E' necessario - dice Festini Brosa - superare il dualismo tra due ambiti territoriali per creare una cerniera di offerte, un tavolo di confronto tra assessorato, commissione competente e attori del territorio. Un altro passaggio è quello di sviluppare il concetto di 'etica del turismo', l'etica delle azioni umane sul territorio per garantire il massimo rispetto e compatibilità dell'offerta turistica con gli ambienti naturali che ci circondano". 

 

Il quarto e ultimo ordine del giorno è quello che riguarda la ricettività. "La città ha bisogno di ampliare la offerta di spazi abitativi per turisti. E' forte - aggiunge Giuliani - la carenza di posti letto: in ottica di aumentare i flussi turistici, si deve abbinare la pianificazione di apertura alberghi, residenze ad uso turistico, B&B e strutture ricettive in generale. Si deve comprendere la collina, mentre il Bondone va bene così".

 

Insomma, la Lega è d'accordo sulla funivia Trento-Bondone, emerge anche il favore ai concerti, come quelli di Moroder e Jovanotti, se sostenibili e rispettosi, ma poco altro. Si parla di natura e ambiente, ma non ci sono accenni a cambiamenti climatici e fauna. L'unica proposta reale sembra quella di aumentare i posti letto, che però sembrerebbero già piuttosto sufficienti.

 

Dati alla mano è forse necessario valorizzare l'esistente, più che pianificare future strutture ricettive. Il movimento registrato da Ispat, il servizio statistico della Provincia di Trento, per il 2017 mettono in mostra per Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi 603.393 presenze negli alberghi a fronte di 3.425 posti letto per un'occupazione intorno 48% (la media provinciale è del 38%), mentre per il comparto extralberghiero si parla di 403.768 pernottamenti su 3.334 posti letto e un'occupazione del 33% circa. 

 

Evidente che alcuni periodo dell'anno sono più gettonati degli altri e diventa difficile trovare un posticino dove dormire, ma fa parte anche del turismo restare a casa o sposarsi in zone limitrofe. Si dovrebbe puntare sul gradimento e la capacità di aumentare la capacità di spesa dei turisti. Un beneficio a tutto il sistema, come nei casi del Mercatino di Natale, quando si dorme in aree più lontane. Magari la soluzione potrebbe essere quella di implementare strategie per destagionalizzare, ricercare nuovi mercati per coprire i periodi più vuoti, per migliorare la mobilità e rivalutare ex alberghi esistenti, rispetto a prevedere nuove strutture ricettive, che potrebbero portare all'abbassamento dei prezzi per un conseguente calo di reddività degli esercizi. Inoltre costruire nuovi alberghi richiede diversi passaggi in Prg, trovare privati intenzionati a investire e avere anche imprenditori preparati e vogliosi di mettersi in gioco, la strada è già più lunga.

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