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Riforma sul turismo, durissima Rovereto e Vallagarina: ''Non si capisce strategia''. Il Garda verrà ascoltato da solo, non si sente rappresentato dagli altri presidenti

Sono iniziate le consultazioni in Seconda commissione provinciale per raccogliere i pareri delle realtà interessate ai due disegni di legge dedicati alla promozione turistica e al marketing territoriale. In ballo quello di Failoni e il piano di Dallapiccola. Tanta confusione sulle Agenzie di territorio, diversi i nodi da approfondire. La Pat vuole toccare profondamente un settore che prime del lockdown si confermava in forte crescita

Di Luca Andreazza - 30 giugno 2020 - 21:54

TRENTO. Si muove la riforma sul turismo dell'assessore Roberto Failoni, sono iniziate le audizioni in Seconda commissione (Qui articolo), presieduta da Luca Guglielmi, per arrivare a definire la legge che ridisegna l'assetto di un comparto pesante per il Trentino, un settore che vale il 15% del Pil e si spinge fino oltre il 20% se si considera l'indotto. E la sensazione è quella che le Aziende per il turismo forse non ci hanno capito moltissimo, ma invece di prendere tempo, si dirigono spedite verso il proprio destino. Dura Rovereto e Vallagarina, mentre il Garda non si è sentito rappresentato dagli altri presidenti e verrà ascoltato da solo.

 

E' paradossale come nella passata legislatura le fusioni tra Apt siano state affrontate e osteggiate per arrivare alla formula di partire dal basso e in caso di matrimonio si ricevesse anche un contributo provinciale, adesso invece le decisioni sono praticamente prese dall'alto e si rischia di assistere a un taglio di 6 milioni (la dotazione è di 19 milioni per il 2020 e il 2021 contro i circa 26 milioni degli ultimi anni).

 

L'intervento più lucido è stato quello di Giulio Prosser, presidente dell'Apt Rovereto e Vallagarina, deciso a restare autonomo e sostenuto in modo forte e compatto proprio dal territorio. Critiche pesanti al progetto di riforma, ma le osservazioni sono tanto pertinenti quanto centrate. Un settore che certamente necessita di alcuni miglioramenti ma che è cresciuto negli ultimi decenni e che prima del lockdown per l'emergenza coronavirus si è mostrato solidissimo e ancora in crescita: 1.072.584 presenze a dicembre 2019 contro le 998.485 presenze del 2018, 1.624.258 pernottamenti a gennaio 2020 contro 1.466.467 del 2019 e 1.725.708 presenze a febbraio 2020 contro 1.539.086 del 2019. Poi il tracollo causa serrata (269.690 pernottamenti a marzo 2020 contro 1.305.777 del 2019).

Durissima la contestazione alle Ata: "Proposta che squalifica il ruolo delle Apt - dice Prosser - incaricando un ente neo-costituito della responsabilità di definire l’offerta più affine ai singoli territori". Ma ecco l’obiezione più grave: "Dopo i numerosi confronti e i pareri espressi a più riprese dai diversi territori interessati, ancora non è noto quale sia la strategia complessiva di questo rinnovato percorso. Occorre puntare sulla qualità, anziché sulla quantità". In pratica non si capiscono quali sono gli obiettivi della riforma, servirebbe in linea generale un business plan.

 

Attesa per l'intervento di Marco Benedetti, presidente dell'Apt Garda Trentino, che sarà ascoltato il 7 luglio: non si sente rappresentato dai colleghi e quindi è deciso a intervenire autonomamente.

 

La richiesta degli altri presidenti è che le Apt assorbite possano portare in dote le loro risorse finanziarie in quelle alle quali saranno assimilate. E che siano rappresentate nei Cda di queste ultime. Linee riportate da Luciano Rizzi (presidente dell'Apt val di Sole e presidente dei presidenti delle Apt), confermate da Alessandro Cadrobbi (presidente Apt Pinè-Cembra): "Il territorio deve restare un riferimento imprescindibile anche per Aziende armonizzate".

 

Si sente già profumo di bilanci separati, azioni separate e comparti stagni. Insomma, cambiare tutto per non cambiare nulla, rischiare di rendere farraginosi i meccanismi e vivere da separati in casa. Da valutare se i soci attuali di una realtà decidano di sostenere un'Apt più vasta e grande.

 

C'è un po' di confusione sui dipendenti pubblici "prestati" alle Aziende per il turismo. Numeri che appaiono risicati a dire il vero, antico retaggio del passaggio da pubblico a privato di questi enti. Ma non serve una legge provinciale quanto magari la capacità dei Cda di risolvere la questione internamente.  

 

Capitolo Agenzie territoriali. Il presidente di Rovereto è contrario in quanto si interpone un ente tra Trentino Marketing e le Apt. Il sistema rischia di perdere velocità decisionale e non è chiarissima la loro funzione. Il presidente Rizzi spiega che le Ata sono una condizione indispensabile, sulla quale occorrerà lavorare ancora, per permettere alle Apt di lavorare in regime privatistico. Prodotto o territoriali è il grande dilemma. Se si vogliono superare i confini perché scegliere la seconda tipologia (singolare voler superare le distinzioni territoriali con un'Agenzia Dolomiti e un'altra Dolomiti di Brenta per esempio)? Curiosa la posizione dell'Apt val di Sole: si chiede che le Aziende portino avanti il prodotto ma non capisce cosa si intenda se associato alle Agenzie territoriali.

 

"Non è mai stato chiaro invece cosa si intende per agenzie di prodotto. Il lavoro che le Apt hanno davanti con questa riforma sarà molto impegnativo e difficile da svolgere. Non a caso - commenta Rizzi - le Apt hanno chiesto altre riunioni con l’assessore per capire bene cos’è l’Ata, dal momento che Trentino Marketing potrebbe sviluppare solo dei macro-prodotti. Il prodotto andrà fatto dalle Apt e in modo hard tramite l’Ata". Agenzie poco chiare anche per Fausto Lorenz, presidente dell'Apt val di Fassa

 

Capitolo tassa di soggiorno. Si va verso l'unificazione dell'importo sul territorio provinciale e un ritocco verso l'alto. Forse già dal 1 gennaio. Non si parla, soprattutto in epoca Covid-19 di esentare i residenti che scelgono il Trentino per le vacanze. Combattuta dagli albergatori (e dalla Lega) nella fase iniziale, oggi si è capito che regge il sistema. Magari le ragioni di opportunità imporrebbe di agire tramite delibere provinciali rispetto a una legge che presenta meccanismo più lunghi e farraginosi in caso di modifiche. Ma tant'è.

 

Ci sono anche alcune osservazioni dalle associazioni di categoria, in particolare Asat sembra spingere sulle Agenzie territoriali che si occupino di prodotto. La confusione comunque appare tanta, ma si va avanti. Poi si vedrà.

 

In ballo c'è anche la proposta dell'ex assessore Michele Dallapiccola, l'esponente autonomista ha ricordato che il suo ddl si distingue da quello dell’assessore sulla natura delle Ata, concepite come aggregazioni di prodotto. E ha concluso rivolgendo i suoi auguri ai presidenti delle Apt che dovranno affrontare sfide difficili anche a causa di questa riforma quando si ritroveranno con meno personale e meno risorse perché ci sarà un ente intermedio che deciderà per loro. Il turismo in Trentino avrà un segno meno come pure il bilancio provinciale e gli investimenti ridotti per questo settore. 

 

Il consigliere provinciale del Partito democratico Alessandro Olivi ha detto che si sarebbe aspettato dalle Apt un approccio più dialettico. A suo avviso una riforma come questa presenta aspetti punti sui quali sarebbe importante capire se le Aziende per il turismo hanno compreso l’impatto che questi cambiamenti avranno.

 

"Si costituiscono nuovi enti intermedi di natura pubblicistica, mentre Trentino Marketing viene mantenuta intatta dalla riforma. Si scarica il cambiamento di ruoli, funzioni e indirizzi tutto sui livelli più bassi". Quanto alla “smania” della riforma di fondere e annettere le Apt, Olivi evidenzia che sembra in controtendenza perché oggi assistiamo a un ritorno all’identità di territori anche piccoli.

 

"La riforma - spiega l'ex vice presidente - guarda agli indici quantitativi mentre servirebbe la costruzione di 'prodotti di comunità' rideterminando le Apt in funzione di questo obiettivo, per valorizzare il senso di appartenenza. Non c’è la consapevolezza che se da una parte conta il prodotto e dall’altra snellire e efficientare chi deve veicolare questo prodotto sul livello globale, non ha senso creare un livello intermedio tra Apt e Trentino Marketing".

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