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Riforma sul turismo, partenza lenta e scricchiolante della commissione. Tante le criticità tra Agenzie territoriali e fusioni, mentre Paoli parla di ''trentino medio''

L'esponente della Lega spera che il "trentino medio" trascorra le vacanze sul territorio, "risponde" Moranduzzo: "Resterò in Trentino per le ferie". Momento tragicomico in commissione, Guglielmi richiama Dallapiccola ma poi allontana Rossi perché va in confusione. A fine mese iniziano le audizioni per arrivare all'approvazione del dispositivo. Olivi dubbioso sulle Agenzie territoriali

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2020 - 20:35

TRENTO. E' partito venerdì 18 giugno l'iter per portare a compimento la riforma del turismo. La seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi, si è riunita per pianificare l'agenda: le audizioni iniziano lunedì 29 giugno e, per insistenza, delle opposizioni si protraggono per un'altra giornata in luglio. Il nodo in questo caso è stato relativo agli attori da ascoltare, ridotti all'osso per la maggioranza, più allargato possibile per le minoranze: la richiesta è quella di ascoltare anche agriturismi e agenzie di viaggio, tutti i possibili interessati da un piano che ridisegna il comparto.

 

"E' una riforma storica. Bene anche l’apertura dell’assessore al dialogo e ad eventuali proposte migliorative provenienti dal territorio e dai consiglieri provinciali. Dopo il lockdown occorre dare agli operatori turistici un messaggio importante da parte della politica lanciando segnali di unità perché soprattutto i tedeschi decidano di trascorrere le loro vacanze in Trentino". Denis Paoli è entusiasta del testo del collega in quota Lega (e ci mancherebbe), poi si sarebbe lanciato nel discorso di "speranza", cioè che il "trentino medio" scelga il Trentino per trascorrere le vacanze, un modo per aiutare il territorio.

 

In ballo c'è la proposta di Filippo Degasperi (Onda Civica) di esentare dalla tassa di soggiorno i residenti che scelgono di trascorrere un periodo di ferie sul territorio (Qui articolo). Da interpretare il concetto di "Trentino medio", ma intanto il compagno di partito Devid Moranduzzo segue le indicazioni: "Quest’anno farò quindi le vacanze in Trentino - dove ancora non lo so - e sono certo che i nostri operatori sapranno offrirmi lo stesso servizio di eccellenza che spesso andiamo a cercare in altre località fuori provincia o all’estero", commenta in una nota il consigliere provinciale leghista.

 

In materia riforma, non è ancora chiaro se le Aziende per il turismo scendono a 10 o 11 unità. Ci sono due articoli in contraddizione e il dirigente Sergio Bettotti è intervenuto in soccorso all'assessore Roberto Failoni piuttosto zoppicante nella risposta: "La Commissione e l’Aula decideranno se aggiungere Rovereto ai 10 previsti modificando l’articolo del provvedimento oppure far rientrare in uno di quelli indicati".

 

E' una questione che può diventare dirimente. L'Apt di Rovereto e Vallagarina vuole correre da sola, il territorio è compatto in questo senso. Se le Aziende salgono a 11 unità, c'è un precedente e magari qualche altra realtà potrebbe tardivamente trovare coraggio per farsi valere, anche perché ogni ente è più o meno artefice del suo destino a fronte di molte lamentele e pochi fatti. Se invece è chiamata fondersi, si sfata il mito delle "scelte non sono calate dall'alto" (Ma è comunque così, visto che le assemblee dei soci non si esprimono sulla volontà di accorparsi). E' una partita sul metodo (Qui articolo).

 

Il merito è un'altra questione. La riforma presentava alcune criticità nella fase iniziale, ideata prima dell'emergenza coronavirus, quindi approdata in commissione tale e quale senza modifiche. In Commissione Failoni ha illustrato il provvedimento che introduce una nuova "disciplina della promozione territoriale e del marketing turistico in Trentino".

 

"Un adeguamento - spiega Failoni - reso oggi ancor più necessario dall’epidemia da Covid-19 che ha causato un’emergenza senza precedenti dalla quale occorre uscire con un intervento che favorisca la ripresa di questo fondamentale comparto dell’economia trentina".

 

Poi la parola è stata presa dall'ex assessore Dallapiccola in quanto sul tavolo c'è anche il suo ddl e il Patt ha auspicato una convergenza, prima di qualche momento di tensione. Si sarebbe parlato di fusioni calate dall'alto e quindi avrebbe spiegato che anche Gugliemi più di una volta avrebbe messo nel mirino le Apt. Il consigliere provinciale in quota Fassa sarebbe andato su tutte le furie per "richiamare" due volte consecutivamente e in pochi secondi l'esponente delle Stelle alpine. A quel punto Olivi avrebbe evidenziato la criticità della situazione: in caso di terza ammonizione sarebbe dovuto scattare il cartellino rosso e l'allontanamento dall'Aula dell'ex assessore.

 

Il consigliere provinciale delle Stelle alpine avrebbe confermato la dichiarazione e così ecco il cortocircuito: espulso Rossi. La motivazione? E' entrato per ultimo. L'ex presidente però non ha voluto prestarsi al gioco. Dopo alcuni istanti di suspance vera, Guglielmi ha chiamato il time out per un'interruzione di 5 minuti. Poi nuovamente in aula come se nulla fosse

 

"La sfida - dice Dallapiccola - è quella della sostenibilità e la legge provinciale del 2002 è stata più volte aggiornata negli anni e che anche adesso va adeguata ai tempi. Per questo il ddl del Patt ha focalizzato l’attenzione su due elementi salienti raccolti dal territorio: l’esigenza di un coordinamento che consenta di utilizzare meglio le risorse pubbliche; e la connessione ad un contesto più ampio per rimanere al passo con i mercati". L’ex assessore al turismo ha ricordato che gli operatori del settore non avvertivano l’urgenza di una riforma della promozione dal momento che l’andamento degli ultimi anni è stato positivo".

 

I temi dell'assessore sono un po' sempre quelli, slogan belli "ciclo del turismo", "turista al centro" e "il Trentino tutto a vocazione turistica". Nulla di nuovo sul fronte occidentale verrebbe da dire, anche perché il dispositivo è quello più volte presentato, senza modifiche sostanziali. "Il ddl rivede anche il ruolo di Trentino Marketing - spiega Failoni - società che per anni è stata considerata troppo accentratrice e lontana dai territori per poter rimanere competitivi in un mercato diventato molto più aggressivo con migliaia di destinazioni turistiche".

 

Come? Introdurre un Consiglio d'amministrazione sulla Marketing, inserire 4 Agenzie territoriali e fusioni delle Apt. In pratica Trentino Marketing non viene toccata dalla riforma. Dopo la gestione dei ritiri calcistici (Qui articolo) e l'investimento a Bolbeno (Qui articolo), l'assessore sembra continuare a mostrarsi un manager: "Vanno abbandonati prodotti turistici obsoleti e fuori mercato - evidenzia - per concentrarsi su nuovi elementi di attrazione. Prodotti la cui forza dovrà superare quella del nome della destinazione per diventare il primo motivo di scelta di una località".

Grosso modo funziona già così e dovrebbe andare così, ma suona di delegittimazione di quanto fatto dalle Apt in questi anni. E tutto può essere migliorato e aggiornato, mentre il turismo in Trentino si è mostrato in costante crescita. Non si era proprio nel deserto prima dell'arrivo dell'emergenza coronavirus. Cortocircuito anche sulla definizione di prodotto. Si punta sul prodotto e infatti le agenzie sono di territorio. E probabilmente l'assessore deve essersi accorto di questa contraddizione, in quanto nelle scorse ore ha mostrato qualche apertura sulle richieste in questo senso di Asat e sul ddl di Dallapiccola.

 

E ancora: "I marchi oggi sono più delle Apt del Trentino ma vanno slegati dalla necessità di avere una organizzazione per ciascuno di essi. Il modello preso a riferimento è Innsbruck dove gli ambiti sono 40 ma la vera attività di marketing è svolta sotto un solo cappello che è quello della città di Innsbruck". Esempio forse più sbagliato che giusto: Innsbruck tourismus (da sola 20 milioni di budget, 3 milioni e mezzo di presenze annue e 20 mila posti letto) rientra poi in Tirol Werbung. L'impostazione in Austria sembra molto più simile al sistema attuale trentino e si prende a riferimento una porzione del tutto. Ma gli aspetti da approfondire sarebbero molti.

 

E' Olivi a mettere in discussione le Agenzie di territorio. L'ex vice presidente si è soffermato sull’impianto del ddl condividendone gli obiettivi di fondo ma non le soluzioni indicate per raggiungerli. “Sembra – ha osservato l'esponente del Pd – che questo ddl sia stato scritto da due mani. La prima ha fornito una buona rappresentazione degli obiettivi strategici, la seconda un nuovo sistema che non appare né efficiente né coerente”. L'esponente del Pd ha suggerito all’assessore di evitare di definire “storica” questa riforma del turismo perché a suo avviso altre ben più sostanziose di questa lo sono state per questo settore in passato.

 

Per l'ex vice presidente il ddl proposto dalla Giunta introduce delle novità che però non stravolgono il sistema. "Per una riforma del turismo servirebbe qualcosa di più. Contrario alle agenzie territoriali perché questa scelta è in contrasto con l’obiettivo dell’omogeneità, della capacità di stare insieme dei territori, del funzionamento più snello e della semplificazione. Voler introdurre un livello intermedio nella promozione turistica del Trentino è sbagliato, perché il turismo ha piuttosto bisogno di un sistema istituzionale semplice, con territori più dinamici, forti, responsabilizzati, autonomi. Il confine tra gli ambiti non dev’essere un elemento vincolante, perché anche nella piccola dimensione, se caratterizzata da un forte senso di appartenenza e da una comunità economica e sociale, le cose possono funzionare bene, anzi meglio".

 

Se non altro nelle ultime ore l'Ente bilaterale del turismo trentino che, per i lavoratori del settore, ha deciso di stanziare una somma a nove zeri: 4 milioni di euro, tutti a sostegno di una categoria duramente colpita dalla crisi legata alla pandemia Covid-19. La somma, che rappresenta la metà del patrimonio accumulato negli anni, andrà ad integrare gli ammortizzatori sociali, cassa integrazione o naspi che sia, per i lavoratori del settore. Tocca ora alle parti dell’Ebtt, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, Fipe, Faita, Fiavet e Asat, definire gli interventi, attraverso appositi accordi.

 

E se le 94 agenzie di viaggio per un totale di 400 addetti chiedono alla politica di battere un colpo e risorse per fronteggiare una dura crisi (la maggior parte di queste realtà sviluppa circa il 60% del fatturato tra febbraio e maggio, periodo di lockdown, per un danno subitonella perdita dell’80% delle prenotazioni e relativo venduto) e gli albergatori chiedono la cancellazione dell'Imis, si parlerà di confini e del destino dell'Azienda per il turismo Rovereto e Vallagarina.

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