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Coronavirus, Degasperi: ''I residenti che scelgono il Trentino per le vacanze non dovrebbero versare la tassa di soggiorno ma per la Lega 'Prima i trentini' a pagare?''

Riaprono i confini, così come le frontiere, quindi il comparto turistico è pronto a ripartire dopo tre mesi di lockdown. Le varie Aziende per il turismo hanno delineato diverse azioni per salvare la stagione estiva, mentre Trentino Marketing ha fatto partire una campagna promozionale. Molto si potrebbe giocare anche sul flusso di prossimità per una specie di ritorno alle vacanze anni '70

Di Luca Andreazza - 02 giugno 2020 - 20:58

TRENTO. "I trentini scelgono il Trentino per le proprie vacanze ci sono sempre stati. Forse il presidente non lo sapeva oppure si è ricordato un po' in ritardo", queste le parole di Filippo Degasperi, consigliere provinciale in quota Onda Civica, che aggiunge: "Sembra un controsenso quello di far pagare la tassa di soggiorno ai residenti".

 

Riaprono i confini, così come le frontiere, quindi il comparto turistico è pronto a ripartire dopo tre mesi di lockdown. Le varie Aziende per il turismo hanno delineato diverse azioni per salvare la stagione estiva, mentre Trentino Marketing ha fatto partire una campagna promozionale. Molto si potrebbe giocare anche sul flusso di prossimità per una specie di ritorno alle vacanze anni '70. 

 

E in questo senso, come evidenziato anche nelle scorse settimane, forse in questo periodo ancora condizionato a causa dell'emergenza coronavirus e i riflessi a livello economico può apparire fuori contesto una tassa di soggiorno che ricade anche sui residenti, che già le imposte le pagano sul territorio e quindi contribuiscono a mantenere il sistema.

 

I residenti in Provincia non rientrano tra le eccezioni. "Sono esentati - si legge nella norma - dal pagamento dell'imposta provinciale di soggiorno: a) i familiari di pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie e ospedaliere; b) le forze dell'ordine e di protezione civile nell'esercizio delle loro funzioni", così come "i minori fino al compimento del 14 anno di età; i soggetti che effettuano terapie presso strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate, ubicate in provincia di Trento; i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche per fronteggiare situazioni di emergenza".

 

"Questo meccanismo è stato introdotto dal governo di centrosinistra - prosegue Degasperi - ora la Provincia a trazione Lega nella prossima riforma al turismo sembra intenzionata a aumentare la tassa. Forse non è il momento più adatto per questo genere di ragionamento e invece si dovrebbe discutere sulla possibilità di prevedere un'esenzione in tal senso".

 

Una tassa di soggiorno introdotta, non senza resistenze (compresa la compagine di centrodestra allora all'opposizione che si è schierata apertamente contraria all'introduzione di quello che veniva definito un "balzello"), per far fronte al calo di risorse sul sistema a causa del patto di stabilità e l'accordo di Milano. Questo strumento si è dimostrato efficace e praticamente regge il comparto. Tanto che l'imposta non viene più messo in discussione.  

 

"I trentini versano già le tasse nelle casse provinciali e se scelgono di restare sul territorio per trascorrere qualche momento di relax non meritano di pagare un'ulteriore gabella per frequentare il territorio e contribuire all'indotto: 'Prima i trentini' verrebbe da dire - dice Degasperi - ma come sempre a pagare per la Giunta Fugatti, come nel caso dell'aumento delle aliquote ai redditi bassi. La Lega conferma il cambiamento ma sempre in peggio".

 

Una proposta già avanzata nel recente passato, un emendamento inserito nell'ultima finanziaria. "Ma ci siamo scontrati contro il muro del No del centrodestra, una maggioranza evanescente senza personalità e pensiero. Se la Lega ordina, tutti eseguono ubbidienti. Ora ci riproviamo e presentiamo un disegno di legge che speriamo posso essere accolto, viste le recenti scoperte di Fugatti", conclude Degasperi.

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