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Riforma delle Apt, Failoni si contraddice più volte (e anche il metodo non convince) e intanto c'è chi già è pronto a mettersi di traverso

Qualche sera fa in val di Non l'assessore è sembrato piuttosto nervoso, mentre per spingere sugli accorpamenti delle Aziende per il turismo è stato portato l'esempio di quanto avvenuto con Melinda (che però ha connotati molto diversi da quanto lui vorrebbe proporre). Molto critico Olivi: ''Non è normale che un consigliere debba chiedere la bozza di un ddl a un presidente dell’Apt. E poi perché Rovereto dovrebbe fondersi con Trento?''

Di Luca Andreazza - 06 febbraio 2020 - 12:57

TRENTO. "Non faccio politicafaccio politica turistica. Chi farà politica con me avrà problemi, chi invece fa politica turistica troverà spazio per dare il suo contributo". Queste le parole (un po' minacciose) dell'assessore Roberto Failoni, che in Aula (martedì 4 gennaio) è stato interrogato nel corso del question time sulla riforma del turismo dai consiglieri Alessandro Olivi (Partito democratico) e Paolo Ghezzi (Futura).

 

Il "non fare politica, ma politica turistica" è ormai nei trend topic dell'assessore durante gli incontri territoriali, insieme a "Noi vediamo e proponiamo un'opportunità (senza però apparentemente spiegare quali)" e "Bisogna avere coraggio", unito a slogan tanto giusti quanto belli: "Tutto il Trentino a valenza turistica", "Il turista è il baricentro della vacanza" e "Si punta sulla qualità, sulla sostenibilità e sull'ambiente".

 

Nella serata di lunedì 3 febbraio in val di Non l'assessore è sembrato piuttosto nervoso, mentre per spingere sugli accorpamenti delle Aziende per il turismo è stato portato l'esempio di quanto avvenuto con Melinda. Esempio giusto ma non giustissimo: il colosso ha centralizzato alcune importanti operazioni (nel turismo potrebbe essere la promozione), ma i diversi Consorzi hanno conservato i Consigli d'amministrazione e le lavorazioni specifiche, così come il conferimento e la conservazione.

 

Il criterio è quello del milione di presenze ma "magari oggi – ha concluso Failoni nel rispondere a Ghezzi – si potrebbe rinunciare a qualche turista per puntare di più alla qualità dell'offerta attraverso la valorizzazione dei nostri prodotti tipici, sulla sostenibilità e sull'ambiente. Non sono l'uomo nero". 

 

Non è l'unico passaggio nel quale l'assessore sembra contraddirsi (visto che ha già affermato che si punta su quei comprensori che riescono a esprimere grandi numeri, quindi alla quantità più che alla qualità): "La bozza di disegno di legge è formata da 28 articoli e il testo è molto chiaro e inequivocabile" (risposta a Ghezzi) e "Nel ddl c’è un articolo che forse fa capire in maniera distorta le finalità della proposta" (risposta ad Olivi): si passa dal chiaro e inequivocabile al forse fa capire in maniera distorta (Qui articolo).

 

E ancora "La proposta di legge non prevede né la conferma né la cancellazione delle 15 Apt attuali" e "Ma serve coraggio e non si può più ragionare per riserve indiane perché al turista i confini non interessano", senza dimenticare che la bozza riporta: "Il territorio provinciale è organizzato in dieci ambiti territoriali e in quattro aree territoriali" e questo sembra più di un indizio sulla volontà accorpare le Aziende per il turismo. Se si devono ridurre da qualche parte bisogna iniziare ma intanto si resta sul vago (Qui articolo).

 

Entro maggio l'assessore prevede di potere discutere anche con il Consiglio provinciale sulle riforma del turismo ma intanto il ddl è stato consegnato ai presidenti delle Apt. In effetti sembra che i consiglieri provinciali non abbiano ancora potuto prendere visione del lavoro, una riforma destinata a sbarcare e passare in piazza Dante: la Lega i numeri li ha senza problemi e la maggioranza non sembra particolarmente interessata sugli iter, tanto votano compatti.

 

"Non è normale che un consigliere - ha commentato Olivi - debba chiedere la bozza di un ddl a un presidente dell’Apt. La risposta poi è insoddisfacente. Non si capisce perché Rovereto e Trento debbano essere unite. La riforma punta su un Trentino tutto turistico ma non si capisce come: c’è il rischio di centralizzare tutto nella Pat e portare avanti gli interessi soprattutto delle zone forti a scapito di quelle deboli", mentre Ghezzi ha ribadito che le incognite sollevate da questa bozza di ddl sono tante e quindi ha preannunciato di voler presentare, senza pregiudiziali, degli emendamenti per un apporto costruttivo.

 

"Vedo il rischio di una riforma che centralizza e che fa del turismo e delle Apt una questione di numeri, di soldi e di confini - evidenzia Olivi - mentre la necessità è quella di riformare un settore a partire da modelli aggiornati e da idee nuove su cosa debba rappresentare oggi il Trentino come destinazione turistica diffusa e integrata. Una riforma necessaria che l’approccio della Giunta provinciale sembra però ridurre ad una ridefinizione un po’ burocratica del solo assetto istituzionale".

 

C'è abbastanza nervosismo tra le Apt, la più contraria alle fusione è quella di Rovereto e Vallagarina, che non sembra intenzionata a farsi fagocitare da Trento: una volontà che sembra piuttosto reciproca (Qui articolo), anche perché il capoluogo avrebbe altre mire. Il presidente dell'Azienda cittadina è piuttosto favorevole alla riforma ma guarda in modo ambizioso verso est: non è, infatti, un mistero che punti a trovare una convergenza con la Valsugana per un ambito altamente competitivo al Garda. Un cambio di paradigma e resterebbero da capire i destini di Panarotta e Bondone.

 

E segnali in questo senso arriverebbero anche dall'incontro in valle dei Mocheni. Una riunione partecipata per un mix di preoccupazione e curiosità. Il Consorzio dovrebbe scegliere la direzione tra Valsugana e Pinè-Cembra, quindi un'altra possibilità è la val di Fiemme. Da quanto emerso nella serata, la soluzione di maggior gradimento sarebbe, però, quella di puntare su Trento. Un accorpamento che non dispiacerebbe anche all'assessore Failoni. Non verrebbe rispettato in questo caso il requisito di territorio limitrofo al capoluogo, sempre che non vada in porto una fusione tra la città e Levico o si prevedano già alcune eccezioni. 

 

Un'altra ipotesi è quella di vedere un ambito Paganella, Rotaliana e Piné. Si apre la questione nomenclatura: attualmente l'Azienda per il turismo che comprende Andalo, Molveno, Fai, Cavedago e Spormaggiore si chiama Dolomiti Paganella: le Dolomiti potranno restare se la maggior parte del territorio non cade sicuramente nei confini del patrimonio Unesco?

 

C'è poi la partita che riguarda il ricorso al "Comune catastale". Ci potrebbero essere alcuni casi in Cembra e valle dei Laghi, ma non solo. La val di Sole potrebbe arrivare in val di Non e alcuni Comuni nonesi di confine potrebbero prendere la palla al balzo per passare alle aziende altoatesine. Qualche ambizione in questo senso sembra esserci e così ci si troverebbe nel paradosso di "perdere" territorio. Ma tutto è prematuro, la bozza è ancora incompleta e nelle mani dei portatori di interesse per le osservazioni, mentre l'assessore ha pianificato ulteriori incontri esplicativi, compreso quello che potrebbe essere molto caldo con le realtà di Rovereto e della Vallagarina. 

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