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Riforma sul turismo, accoglienza tiepida nel capoluogo. I territori attendono la bozza del ddl per entrare nel merito. Cembra: ''Ci hanno chiesto di scegliere tra Trento, Fiemme e Rotaliana''

La sensazione è quella che ci sia la cornice, belle slide, ma manchi ancora un po' tutto, così gli interessati lasciano la sala senza chiedere chiarimenti. Dopo la querelle sull'asse dell'Adige c'è più cautela, si accenna ma non si dice all'Apt di guardarsi intorno e trovare magari convergenze e sinergie con altri territori. Natale Rigotti: "Condividiamo alcuni aspetti, ma i territori non dovrebbero essere toccati"

Di Luca Andreazza - 29 gennaio 2020 - 22:12

TRENTO. Se non è il deserto dei tartari ci si va poco lontano. Se questo è l'ascolto dei territori che l'assessorato riesce a coinvolgere non c'è da restare molto soddisfatti. Una ventina le teste, sei delle quali di Confcommercio, l'assessore Roberto Stanchina e altri due rappresentanti per il Comune, Trento Funivie, due targati Confesercenti e due esponenti per l'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (oltre al presidente Franco Aldo Bertagnolli).

 

Questi i presenti all'incontro di Trento per recepire e capire di più i contorni della prossima riforma del turismo, presentata in 45 minuti circa un po' ovunque, già meglio rispetto a quanto proposto dal presidente Maurizio Fugatti per la scuola di medicina (Qui articolo). Un'esposizione un po' fredda, non ci sono applausi, non ci sono domande. La sensazione è quella che ci sia la cornice, belle slide, ma manchi ancora un po' tutto, così gli interessati lasciano la sala senza chiedere chiarimenti. 

 

Praticamente assenti gli albergatori, ridotti al minimo i consiglieri del Cda, mentre il numero uno dell'Azienda per il turismo per il capoluogo sembra aver già fatto la propria scelta: la riforma s'ha da fare, gli piace. Ma c'è il rilancio di organizzare un altro incontro, possibilmente più partecipato.

Un esito più o meno paragonabile a quanto avvenuto in val di Sole e in valle dei Laghi, mentre altre tappe sono andate molto meglio come quella di Cembra. Non è certo colpa dell'assessore Roberto Failoni se gli operatori non partecipano, ma forse dovrebbe portare a qualche riflessione. I luoghi deputati a raccogliere eventuali consensi sulla riforma sono altri, come le assemblee dei soci delle diverse Aziende per il turismo.

 

Lì ci sono tutti, vertici, consiglieri di amministrazione, amministratori dei Comuni e soci semplici. Un assessorato che però sembra scaricare un po' il barile: non si impone nulla, si dice che i territori sono liberi, si parla di ipotetiche fusioni con un "ma", mentre le Aziende dovrebbero comunque passare da 20 a 10 unità. L'intento è chiaro, il coraggio un po' meno, sembra quasi un "Se non va è colpa degli ambiti, si perde un'opportunità". In questa occasione e dopo la querelle sull'asse dell'Adige dei giorni scorsi, si è accennato a qualche accorpamento, ma non sembra sia stato detto di guardarsi intorno, magari di parlare con qualche altra Apt (e quale?) per valutare pro, contro, sinergie e possibilità.  

 

Nel frattempo dopo aver "bocciato" le Apt sotto il milione di presenze ("Non hanno sufficiente personale e forza per dare servizi di qualità ai propri operatori e turisti"), oggi si scopre che ci sono altre figure di "secondo piano", che verranno comunque ascoltate e il riferimento va agli artigiani. Si ipotizza anche la possibilità di assegnare maggiori competenze alle Pro loco, non è un mistero che la Federazione, una realtà importante per il tessuto, si sia avvicinata all'associazione Unat, tra i principali promotori del piano. Insomma, se la tassa di soggiorno viene alzata e diventa omogenea (minimo un euro, massimo tre euro e si prevede un regolamento), le Aziende potrebbero venire depotenziate tra calo delle risorse e passaggi di compiti alle altre realtà. 

 

A breve distribuiremo una bozza a tutti per ricevere le osservazioni e le riflessioni. "Portiamo alcune indicazioni - dice l'assessore - abbiamo alcune idee. Poi se qualcuno ha l'uovo di Colombo in tasca si accomodi pure. C'è una grande opportunità. Nella riforma non ci sono accenni ai territori, anche se i confini vanno superati, sono passati 30 anni da quando sono stati creati. Dobbiamo guardare al 2030 (Qui articolo)".

 

Non proprio vero: la legge è del 1986, quindi è stata profondamente ritoccata nel 2002 e entrata pienamente operativa nel 2008, poi l'ultimo lifting risale al 2015. Insomma, in questo lasso di tempo non si è fatto proprio poco in realtà. Una riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2021 e l'efficacia sembra scadere dopo appena nove anni. Una riforma che in realtà conterrebbe praticamente quasi tutto quanto è già operativo. Tra le novità l'istituzione delle Agenzia territoriali di diritto pubblico e le decisioni prese da un board tecnico formato da un rappresentante esperto per ciascun ambito e un manager d'area della Trentino Marketing.

 

"La visione della riforma mette al centro il turista e i suoi bisogni - spiega Failoni - intende intervenire sulla governance del sistema turistico trentino coinvolgendo i territori". Si parla anche di come è cambiato negli anni il modo di fare accoglienza e sulla necessità di aggiornare l’organizzazione e gli strumenti a disposizione del Trentino, anche in base alle esperienze extra provinciali.

 

"Partiamo dall’ispirazione alla base della scelta della località e del tipo di vacanza - continua l'assessore - ma anche temi quali la corrispondenza tra quello che il turista si aspettava e quello che ha trovato, la fidelizzazione e quindi la sfida a farlo tornare, la ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati, la consulenza, la formazione e il coaching per accompagnare gli operatori, la sfida del digitale con la possibilità di offrire nuovi servizi e esperienze".

 

Se l'Apt Rovereto e Vallagarina sembra quella più belligerante e si registra la presa di posizione di Dario Di Blasi, ex direttore della Rassegna internazionale del Cinema archeologico nella Fondazione museo civico e ora direttore artistico di Firenze Archeofilm. "Ogni tanto accadono fatti paradossali. La Giunta provinciale nomina Sgarbi alla presidenza del  Mart, immagino con l’intenzione di rianimare questo nostro museo, di riportarlo alla vita con attività e mostre che portino nella nostra valle centinaia, migliaia di visitatori. Non soddisfatti lo affiancano con l’ex senatore Panizza, "geografo" per l’occasione, per aiutarlo a spalancare le stanze di castelli come quello di Sabbionara, palazzi, ex dimore nobiliari, fortificazioni della Grande Guerra e altro ancora. Un modo per dimostrare quanto sia ricca e bella la nostra Vallagarina. Per dar maggior forza e significato a questo peregrinare lo seguono spesso anche il presidente e l’assessore alla cultura della Provincia. L’Apt è contenta, poi arriva la mazzata dell’assessore al turismo della stessa Giunta  provinciale che vuole smembrare l’Azienda per il turismo e ucciderla di fatto. Cari Fugatti, Bisesti, SgarbiPanizza perché nel vostro andare di castello in palazzo non avete portato con voi l’assessore al turismo? Ora grida vendetta, Rovereto e la Vallagarina devono fare la fine di Cartagine".

 

L'Azienda per il turismo del capoluogo appare più in linea ai dettami della Provincia, anche se si potrebbe registrare già una prima spaccatura. In linea generale si attende una bozza della riforma. "Abbiamo ancora un po' di pazienza - commenta Natale Rigotti, consigliere d'amministrazione dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e in Asat - poi intendiamo raccogliere le forze e dire la nostra. Condividiamo alcuni aspetti, come ricerca e sviluppo, formazione e digitale, ma non ci devono essere dubbi sull'autonomia delle comunità. I territori non dovrebbero essere toccati e movimentare in questo modo le opinioni non mi sembra la strada giusta. Ma adesso si parla un po' così, aspettiamo".

 

In attesa anche in Cembra, mentre la direzione sembra quella di separarsi da Pinè (Qui articolo). "Il tema è capire quale strada intraprendere, scorporati dall'altra metà che fa più presenze (il rapporto è circa 50 mila a 110 mila). Ci sono state indicate tre possibilità tra le quali scegliere: Fiemme, Trento e Rotaliana - evidenzia Vera Rossi, consigliera della comunità di valle - poi ovviamente anche l'altra parte dovrebbe essere d'accordo. Aspettiamo il documento per ragionare come amministratori e operatori. Le ipotesi in campo sono molto varie e diverse. Abbiamo però una nuova consapevolezza, abbiamo maturato una certa forza in questi anni ma rischiamo di rimanere una cenerentola".

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