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Rsa, la maggioranza dice no ad aumentare gli infermieri nelle strutture e al secondo operatore di notte. Bocciata la mozione del Patt

La mozione di Demagri intendeva impegnare la giunta nell'aumentare la presenza degli infermieri nelle Rsa. Un dispositivo che prevedeva una modifica alla delibera approvata dall'esecutivo nel dicembre scorso. Si deve aspettare la variazione di bilancio per aumentare gli infermieri e nessun tavolo tecnico-politico per decisione congiunte

Di Luca Andreazza - 14 marzo 2019 - 17:31

TRENTO. Nessun aumento degli infermieri nelle case di riposo e non cambia l'obbligo della seconda figura nelle ore notturne per lasciare maggiore autonomia decisionale autonomia alle Rsa. Nessun tavolo tecnico-politico per prendere decisioni condivise tra i diversi attori del comparto. La mozione di Paola Demagri, consigliera provinciale in quota Patt è stata respinta dalla maggioranza compatta con 20 voti contrari e 11 favorevoli.


La mozione di Demagri intendeva impegnare la giunta nell'aumentare la presenza degli infermieri nelle Rsa. Un dispositivo che prevedeva una modifica alla delibera approvata dall'esecutivo nel dicembre scorso: un provvedimento che aumenta il numero degli operatori socio-sanitari in rapporto ai posti letto e riduce quello degli infermieri nelle ore diurne.

 

La delibera indica l'aumento del parametro relativo all'assistenza generica alla persona dei posti letto base Rsa (convenzionati) e dei posti letto delle Rsa a sede ospedaliera (convenzionata) che passa da 1 Oss ogni 2,3 a ogni 2,1 posti letto. "Nello stesso documento però - spiega la consigliera provinciale del Patt - non viene modificato il parametro del personale infermieristico: questa mancanza sia legata alla possibilità che la Provincia intenda comprendere la carenza degli infermieri con l'aumento del personale Oss. Anche se si può trovare una parziale compensazione nella specifica sugli orari notturni".

 

Insomma, in questo momento gli infermieri si devono quindi impiegare di più nell'assistenza notturna. La mozione prevedeva così un diverso parametro per la presenza infermieristica nelle Rsa e contemporaneamente di rimuovere l’obbligo per le case di risposo con oltre 120 posti letto di garantire nelle ore notturne la presenza tassativa di due infermieri.

 

"E' difficile - evidenzia Demagri - comprendere come sia possibile aumentare la presenza del personale infermieristico in orario notturno senza modificare il parametro. Sembra che la Provincia abbia la volontà di intensificare la presenza infermieristica di notte, che assolutamente doveroso. Un intento però non attuabile in assenza di un innalzamento del parametro distribuito lungo tutta la turnistica giornaliera".

 

Nel merito è intervenuta l'assessora Stefania Segnana per ricordare che la presenza del personale infermieristico è stata potenziata nelle Rsa per l'assistenza notturna e si valuta la possibilità di aumentare il parametro infermieristico anche per le ore diurne. 

 

"Nella passata legislatura - dice Segnana - sono stati garantiti alle Rsa 6,2 milioni di euro per aumentare gli operatori socio-sanitari. La giunta attuale ha quindi attuato le direttive già introdotte, ma nulla vita alle case di riposo di assumere con queste risorse nuovi infermieri".

 

L’assessora ha aggiunto di avere già espresso l’intenzione di aumentare il numero degli infermieri sul territorio, ma ha anche precisato che questo non significa togliere queste figure professionali alle Rsa. "La maggioranza - interviene Claudio Cia di Agire - si è impegnata il 6 febbraio scorso quando ha approvato un ordine del giorno collegato alla legge di variazione di bilancio per modificare anche il parametro infermieristico e aumentare la presenza di queste figure nelle Rsa. La mozione di Demagri è semplicemente un doppione".

 

In quell'occasione l'ordine del giorno proposto da Cia era stato modificato per rimettere all'assestamento di bilancio in discussione nei prossimi mesi il compito di reperire le risorse per aumentare il numero degli infermieri nelle Rsa. Favorevole alla mozione di Demagri invece il Movimento 5 stelle e Futura, rispettivamente per voce di Alex Marini e Lucia Coppola.

 

A quel punto Demagri ha proposto di votare separatamente i tre punti del dispositivo per annullare la previsione del secondo infermiere nei turni di notte all'interno delle Rsa. Ma è arrivato il "Niet" dell'assessora: le direttive della giunta sono state concordate al tavolo di lavoro con Upipa

 

Il voto contrario ha definitivamente affossato la mozione. Si deve aspettare, forse, la variazione di bilancio per aumentare gli infermieri, non si toglie l'obbligo per conferire maggiore autonomia alle Rsa e nessun tavolo tecnico-politico, tanto la giunta incontra già gli stakeholders di riferimento.

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