Contenuto sponsorizzato

Segnana taglia i fondi contro l'omofobia. Futura: ''Per la giunta ci sono solo i trentini eterosessuali, bianchi, allineati?''. Cgil: ''Negare i diritti non è più un problema''

Dopo la delibera con la quale la Giunta Fugatti, su proposta della consigliera Segnana, ha tagliato i finanziamenti all'educazione di genere, arrivano le reazioni amareggiate di partiti e sindacati. Risolvere il problema negandone l'esistenza: questa la strategia Fugatti-Segnana per affrontare omofobia e transfobia

Di Arianna Viesi - 03 settembre 2019 - 21:12

TRENTO. Con una delibera del 30 agosto la Giunta provinciale ha tagliato i finanziamenti per contrastare l'omofobia e ogni tipo di discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Con questa presa di posizione, Fugatti e Segnana hanno, di fatto, stracciato la delibera del 2018 nella quale, alle differenze di genere, si garantiva rispetto, tutela e promozione (QUI L'ARTICOLO).  Non si sono fatte attendere le reazioni di sindacati e opposizioni di fronte a quella che, a tutti, appare come una pericolosa (e immotivata) regressione sul piano sociale, umano e culturale.

 

Secondo la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della Cgil del Trentino la Giunta risolve il problema delle discriminazioni di genere semplicemente negando che, queste discriminazioni, esistano. Franco Ianeselli, segretario della Cgil, e Cinzia Mazzacca, a capo della Flc, si dicono amareggiati e ribadiscono il ruolo fondamentale di scuola ed educazione quali inderogabili armi di contrasto e preziosi strumenti per costruire una cultura del rispetto e dell'accoglienza. "Nei luoghi di lavoro e nella società forme di discriminazione e di molestie, più o meno esplicite, continuano ad esistere, ma per questa Giunta le negazioni di diritti per persone che, dal loro punto di vista, non rientrano nei ruoli prescritti non rappresenta un problema”, conclude la nota.

 

Dello stesso avviso Futura, per voce dei consiglieri Paolo Ghezzi e Lucia Coppola. Ghezzi presenterà anche un'interrogazione che verrà discussa in aula il prossimo 10 settembre. Secondo Futura, Fugatti e Segnana "hanno voluto 'ripulire' di ogni riferimento al genere i progetti di promozione e sensibilizzazione previsti dalla legge 13/2012". Spinti "dall'ossessione per la cosiddetta 'teoria gender'", la Giunta ha forse dimenticato che anche in Trentino, nel "loro" Trentino, ci sono ragazze e ragazzi, uomini e donne, che vengono quotidianamente e costantemente offesi e discriminati, nel mondo del lavoro, della scuola, dello sport, in famiglia, a causa del loro orientamento sessuale. Le campagne d'odio - anche se quell'odio si ferma alle parole - innescano inevitabilmente meccanismi di legittimazione della discriminazione. Fugatti cancella, "con un tratto di penna", la stessa esistenza delle discriminazioni. La cancella anche se, secondo dati Ocse 2019, nel livello di accettazione dell'omosessualità l'Italia ottenga pessimi risultati. La cancella anche se Arcigay riceve, e denuncia, quotidiane testimonianze di violenza subita e sofferenza tacitamente sofferta. "La giunta Fugatti, quella di 'prima gli italiani, prima i trentini', non si prenderà più cura neppure di queste persone italiane, trentine? Si occuperà solo di trentini eterosessuali, bianchi, allineati? Dov’è la responsabilità di un’amministrazione verso l’intera comunità delle sue concittadine e concittadini?".

 

Anche la consigliera provinciale del PD, Sara Ferrari, esprime rammarico e amarezza per una scelta che "prima ancora che sbagliata considera irragionevole e incomprensibile". Adducendo come pretesto "fantomatiche minacce al valore sociale dell’essere genitori, o al ruolo delle mamme e dei papà", la Giunta si dimentica che sta reggendo un'istituzione che dovrebbe (il condizionale, in questo caso, è d'obbligo) rappresentare tutta la popolazione trentina. Anche (e soprattutto) quella popolazione che, a causa del proprio orientamento sessuale, subisce costanti vessazioni.

 

"Decidere - conclude Ferrari - che le iniziative di contrasto a tutte le discriminazioni non devono più essere finanziate, significa negare che esistano a scuola, sui luoghi di lavoro e nella società persone emarginate e derise per queste ragioni, e ritenere che vada bene così e che questi cittadini debbano cavarsela da soli, che i loro diritti non debbano essere garantiti dal pubblico. Due errori che non fanno altro che rendere una parte della nostra comunità un po’ più sola e le nostre istituzioni un po' più vuote”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 24 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
24 giugno - 18:46
Fra i quattro nuovi casi due riguardano persone comprese nella fascia fra i 60 ed i 69 anni. Il rapporto contagi tamponi si attesta allo 0,26%
Politica
24 giugno - 19:27
Per discutere del tema dei grandi carnivori Fugatti si è recato a Roma, al Ministero dell’Interno. L’Oipa: “Senz’altro anche la ministra [...]
Cronaca
24 giugno - 16:15
Il match di ieri sera tra Germania e Ungheria è finito in pareggio sul 2 a 2: per festeggiare il suo goal Goretzka ha esultato facendo il gesto [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato