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Serata Bisesti-Segnana, il Pd: ''Quanto accaduto non ha precedenti. E' colpa della Giunta''. De Bertoldi: ''Non tollereremo più queste prevaricazioni'

"Tristezza e preoccupazione" viene espressa dall'ex governatore Ugo Rossi dopo i fatti accaduti ieri sera. Il consigliere Cia contro "Chi non rispetta la libertà della persona" che  non si può certo dire "democratico", semmai una merda... con la differenza che quest'ultima serve a concimare e rivitalizzare la terra in primavera, mentre questi personaggi sono come il diserbante''. Degasperi: "Il Convegno? Una vergognosa carnevalata"

Pubblicato il - 23 March 2019 - 08:31

TRENTO. ''Quanto accaduto questa sera all’interno del palazzo della Provincia non ha precedenti. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno infatti sgomberato il palazzo durante l'incontro promosso dalla Giunta dal titolo «Uomini e donne, solo stereotipi o bellezza delle differenze?». Proprio la Giunta è la responsabile di quanto accaduto e di questo ignominioso evento, concepito male - senza un vero contradditorio e confronto tra diverse posizioni e sensibilità - e gestito ancora peggio''. Alessio Manica consigliere provinciale del Pd non ha dubbi nel condannare quanto accaduto durante la serata organizzata da due assessori provinciali per parlare di genere.

 

Botte, manganellate, cariche delle forze dell'ordine contro studenti, universitari, anziani, professori, persone come tante che si erano recate in Provincia per ascoltare il convegno a senso unico promosso dal duo Bisesti - Segnana e magari esprimere un'opinione (cosa teoricamente ancora prevista in uno stato democratico in un convegno pubblico organizzato dai rappresentanti dei cittadini quindi non da un partito politico o un ente privato). E invece è finita come mai era finita. Con i corridoi della Provincia teatro di scontri e insulti, con un consigliere provinciale, Claudio Cia che avrebbe gridato ai manifestanti un ''democratici di merda'' per poi andarsene.

 

''Ianeselli dice il falso quando afferma che non ero stato provocato - spiega al riguardo Claudio Cia (QUI ARTICOLO) -. Nel momento di maggiore tensione un personaggio vicino ai sindacati mi ha elegantemente apostrofato così: "Invece di farti le seghe in Consiglio provinciale, prendi posizione contro sta roba". Diciamolo chiaramente: chi non rispetta la libertà della persona, anche di fronte ad eventi che non sono di suo gradimento, non si può certo dire "democratico", semmai una merda... con la differenza che quest'ultima serve a concimare e rivitalizzare la terra in primavera, mentre questi personaggi sono come il diserbante''.

 

L'Udu e l'Arcigay (che erano presenti durante la manifestazione e quindi hanno vissuto in prima persona gli eventi) hanno parlato di ''fascismo strisciante'' ''di incubi da ventennio''. E la risposta l'hanno avuta, forse indirettamente, dal senatore di Fratelli d'Italia Andrea de Bertoldi che sotto il nostro articolo ha commentato: ''La “democrazia” dei sinistroidi è sempre proverbiale. Non tollereremo più queste prevaricazioni''. 

 

Questo il commento di Lucia Maestri segretaria provinciale del Pd: ''Le Istituzioni, a prescindere da chi le presiede essendone al governo, hanno il dovere di dare voce al pluralismo delle idee, delle opinioni, delle posizioni diverse, che esistono in una democrazia. Quando le Istituzioni abdicano a questo principio, abdicano al loro essere di 'tutte e di tutti'. I fatti accaduti nel Palazzo della Provincia in questa triste serata, testimoniano come sia del tutto esecrabile rifiutare il confronto e il contraddittorio, rendendo le Istituzioni stesse, megafono di una sola parte politica. Indire un convegno per 'dimostrare' la bontà di una scelta, quella di cancellare i percorsi di educazione contro le discriminazioni di genere, dentro una sede istituzionale del tutto insufficiente a contenere le molte persone interessate all'argomento, è opzione del tutto discutibile e non qualificante il 'chi' governa. Né si può demandare alle sole forze dell'ordine, (che poco o nulla hanno facilitato la distensione), la responsabilità di un civile confronto. Che non può che conoscere e praticare le strade del dialogo democratico, estraneo ad ogni forma di violenza''.

 

''Il vero problema è l'evento in sé - aggiunge Manica - l’intolleranza violenta (perché la violenza ha molte forme) dimostrata dalla Giunta nell’escludere dal dibattito le idee diverse dalla propria. L’esclusione, il non riconoscimento di dignità, è sempre foriero di conflittualità. Non si possono affrontare temi così complessi escludendo una parte, senza trasparenza, senza dare valore al confronto.  La Giunta smetta di fare campagna elettorale e di scimmiottare i propri superiori romani, e cominci a lavorare e a dare rappresentanza a tutti i trentini e le trentine''.

 

A intervenire è anche l'ex presidente della Provincia ed oggi consigliere del Patt, Ugo Rossi esprimendo "Tristezza,preoccupazione". Per l'ex governatore  "Chi guida le istituzioni dovrebbe saper accettare e gestire le contestazioni, anche quelle dure. Ma ancor di più, dopo aver dimostrato di non saperle fare, dovrebbe evitare certe dichiarazioni". 

 

Dure le parole che arrivano anche dal Movimento 5 Stelle in merito al convegno organizzato ieri pomeriggio.  "Una vergognosa carnevalata - ha affermato il consigliere provinciale Filippo Degasperi - un 'convegno' inventato per parlare (da soli) di un nemico inesistente e, nel farlo, mostrare i muscoli e fingere di essere accerchiati così da soddisfare le pulsioni degli elettori che altrimenti potrebbero accorgersi che il 'cambiamento' ha lasciato il posto al 'cambianiente' e il mai esistito (come il gender) Alberto da Giussano ha posato la spada per nascondersi (nella scuola come altrove) dietro un ampio e rassicurante scudo crociato.

 

Per Degasperi "Durante l’ultima campagna elettorale era palpabile la scarsità di idee da parte della Lega Salvini sui temi educativi in generale e sulla scuola in particolare, come dimostrava la razzia di proposte altrui. Non a caso dopo il 21 ottobre la scuola trentina è rimasta saldamente in mano ai referenti di estrazione dellaiana con un assessore a fare da figurante, mentre nulla si è mosso rispetto alle scelte precedenti". Come uscire dunque dall’angolo, si chiede il consigliere del M5S,  in cui chi doveva cambiare tutto e non ha alcuna idea sul da farsi si ritrova? "Semplice, finanche banale. Come spiega (per esempio) Umberto Eco - continua Degasperi - avere un nemico è necessario per definire un’identità e offrire un metro con cui confrontarsi. Nell’affrontare il nemico poi tutti possono dimostrare il proprio valore (magari anche con una ritirata protetta da Polizia e Carabinieri). E se il nemico non esiste? Ancora più semplice, basta inventarselo. Ecco che allora in Trentino la Lega si inventa il tema del “gender”: ne parlano solo loro, ne parlano solo tra loro, organizzano “convegni” tentando di dare corpo e sostanza a qualcosa che non esiste".

 

Giudicano una "Pagina nera dell'autonomia"  la serata di ieri sera Liberi Uguali del Trentino. "La nuova governance provinciale evidentemente è ancora troppo inesperta - spiega in una nota il partito guidato da Renata Attolini -  una sala troppo piccola occupata per metà da dipendenti provinciali e giornalisti; una folla in attesa che chiede insistentemente che si sposti il convegno in una sala più grande; quattro carabinieri che bloccano l’ingresso ai tanti che volevano assistere; una porta laterale, molto laterale, lasciata casualmente aperta e priva di sorveglianza".

 

Da quella porta in molti sono confluiti all’interno, viene spiegato, nel corridoio antistante la sala, "Per far sentire la propria perplessità su una gestione approssimativa - spiega Attolini - sia per la scelta dei relatori che per quella della location. Si è improvvisato un sit-in pacifico, brutalmente interrotto da una carica del tutto ingiustificata ed improvvisa da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Liberi e Uguali del Trentino giudica la serata di ieri come una pagina nera dell’autonomia, nella quale, vuoi per imperizia vuoi per determinazione, i luoghi della dialettica costruttiva  sono diventati luoghi della negazione del confronto e della repressione e una sede istituzionale è stata violata da una carica ingiustificata contro cittadini pacifici".

 

Interviene anche l'Upt con la presidente Annalisa Caumo: "L'uso della violenza per fare tacere il popolo è inaccettabile. Reprimere con la forza una manifestazione anche accesa, ma pacifica, è indice di una deriva pericolosa che, spiace dirlo, è già stata imboccata".

 

Per Caumo, "Si fomentano paura, insicurezza, odio, instabilità, divari. Stiamo perdendo senso democratico, generosità, tolleranza. Ieri non abbiamo assistito a una delle pagine più misere della nostra storia trentina più recente. Altre, ahinoi, ne arriveranno se continueremo a schierarci in divisioni da liti da condominio. Stiamo rinnegando il buon senso, abbiamo sdoganato rigurgiti fascisti che c'erano ma avevano la decenza di rimanere nascosti. Stiamo coltivando 'il malessere della convivenza' attraverso una propaganda politica che non ci piace".

 

 

 

 

 

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