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Si parla di ambiente e la Provincia non convoca le associazioni: ''Sospendete tutto. Volete modificare le leggi senza un confronto''

La Provincia si appresta a discutere alcune modifiche alla Legge provinciale sulla valutazione d'impatto ambientale (2013) e a quella sulle foreste e sulla protezione della natura (2007), ma Enpa, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain wilderness e Wwf del Trentino chiedono di bloccare i lavori in terza commissione

Di Luca Andreazza - 23 luglio 2019 - 13:16

TRENTO. "Sarebbe stato opportuno un confronto preventivo in Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai prima del deposito del disegno di legge o almeno prima dell'inizio dell'esame in commissione", così Enpa, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain wilderness e Wwf del Trentino alla giunta provinciale, che si appresta a discutere alcune modifiche alla Legge provinciale sulla valutazione d'impatto ambientale (2013) e a quella sulle foreste e sulla protezione della natura (2007).

 

Una discussione che inizia nel pomeriggio di oggi, martedì 23 luglio, in terza commissione del consiglio provinciale. E resta alta la tensione tra il mondo ambientalista e la Provincia. "Oltre 100 giorni fa - spiegano Ivana Sandri (Enpa), Beppo Toffolon (Italia Nostra), Andrea Giachetti (Legambiente), Sergio Merz (Lipu), Franco Tessadri (Mountain wilderness) e Aaron Iemma (Wwf) - abbiamo designato i nostri rappresentanti, Luigi Casanova e Luciano Rizzi, ma anche i supplenti Marco Tessadri e Fernando Boso nella Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai. Siamo a chiedere la convocazione urgente della Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai e la sospensione dell'esame in terza commissione".

 

Da allora però poco o nulla si è mosso. "Solo il 21 giugno scorso - aggiungono le associazioni - la giunta provinciale ha provveduto a nominare la Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai per la durata della corrente legislatura, iniziata dopo le elezioni dell'ottobre scorso. I nostri rappresentanti non sono però ancora stati convocati per la prima riunione della Cabina, nonostante i molti temi sul tavolo, come la gestione dei grandi carnivori, i cambiamenti climatici, gli effetti della tempesta Vaia, la riadozione del piano del Parco nazionale dello Stelvio per il settore trentino, eventi in quota e riorganizzazione della rete delle riserve".

 

E all'ordine del giorno ci sono le modifiche alla Legge provinciale sulla valutazione d'impatto ambientale (2013) e alla Legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura (2007). Non è il primo scontro tra il mondo ambientalista e la Provincia, le associazioni sono sempre più preoccupate per le decisioni della giunta prese senza dialogo.

 

In questi primi mesi, ormai quasi un anno, di guida centrodestra sono già stati diversi i momenti di frizione, come nel caso della soppressione tout court del comitato faunistico (Qui articolo), la denuncia che gli ambientalisti non sono stati invitati agli incontri degli Stati generali della montagna (Qui articolo). 

 

Nel mirino anche l'annullamento della serata di presentazione del Rapporto grandi carnivori (Qui articolo), l'interruzione degli incontri al tavolo grandi predatori, senza dimenticare quello del progetto europeo di coesistenza grandi carnivori e quello sulla presenza dei cinghiali in provincia.

 

Un'assenza di confronto, mentre il presidente Maurizio Fugatti (Qui articolo), ma anche il vice presidente e assessore all'ambiente Mario Tonina (Qui articolo) si sono prodigati in affermazioni molto pesanti in materia grandi carnivori e una coesistenza orsi-lupi e uomo praticamente impossibile. Questo senza tenere conto, per esempio, che il progetto ''Life Wolfalps'' che quest'anno ha vinto il premio europeo Life Award 2019 (Qui articolo).

 

La Provincia, come in altri casi quali la cooperazione internazionale e sistema accoglienza, tiene la barra dritta senza confrontarsi con il comparto, e anche quando l'incontro avviene, come con i sindacati nella gestione e nel ripristino dei sentieri dopo Vaia, decidono senza troppe remore senza ascoltare troppo gli interlocutori.  

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