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Legge concessioni idroelettriche, il Patt: ''E' in gioco un pilastro della nostra Autonomia. La Provincia si fermi e ascolti le preoccupazioni dei territori''

I consiglieri Dallapiccola e Demagri si sono schierati, insieme a quasi la totalità delle opposizioni, per chiedere che la norma venga fermata. Una posizione rafforzata dall'intervento della segreteria politica delle Stelle alpine: "Eravamo stati tra gli unici ad aver espresso il voto contrario alla legge approvata qualche mese fa. Adesso la contrarietà è ancora maggiore per l’articolato dell’assestamento"

Di Luca Andreazza - 29 luglio 2021 - 19:01

TRENTO. "E' in gioco un pilastro della nostra Autonomia: la produzione di energia, ma soprattutto è in gioco la tenuta stessa dei nostri comuni". Queste le parole di Simone Marchiori, segretario politico del Patt, sulla legge delle concessioni idroelettriche. 

 

I consiglieri provinciali Michele Dallapiccola e Paola Demagri hanno preso posizione, insieme a quasi la totalità delle opposizioni, per chiedere che la norma venga fermata (Qui articolo).

 

"La posizione del Patt sull’argomento non cambia - ribadisce la capogruppo delle Stelle alpine - siamo sempre stati contrari a una strategia che costringa la nostra Provincia a subire le decisioni altrui. E siamo convinti che il tempo per concordare una nuova strategia ci sia e vada sfruttato. La legge approvata pochi mesi fa è già di fatto stata sospesa dalla Giunta, ma poiché il termine ultimo per trovare una soluzione è il 2024 non vediamo la necessità di approvare un articolo che di fatto è in aria di impugnativa da parte del Governo".

 

Obiettivo comune delle opposizioni è quello di fermare l’approvazione dell’articolo 30 del Ddl 110, prorogare le concessioni fino al 2024 e intanto negoziare con lo Stato e con l’Europa per trovare altre forme normative su una delle risorse più preziose del Trentino.

 

"Ricordiamo che eravamo stati tra gli unici ad aver espresso il voto contrario alla legge approvata qualche mese fa e poi sospesa. Adesso la contrarietà è ancora maggiore per l’articolato dell’assestamento che di fatto non solo cerca di correre ai ripari rispetto alla normativa cassata, ma non contiene quel po’ di buono che era stato inserito in precedenza", dice Demagri, "Una situazione imbarazzante che ha portato la stessa maggioranza a vacillare in Aula nella giornata, proprio su un ordine del giorno del Patt. Un solo voto ha salvato la maggioranza dall’andare sotto, assieme alla provvidenziale assenza della consigliera Ambrosi".

 

Nelle scorse ore sono intervenuti anche 43 Comuni, amministrazioni particolarmente interessate dalle concessioni e che hanno manifestato una grandissima preoccupazione sulla norma (Qui articolo). E la posizione in Provincia delle Stelle alpine è stata rafforzata dall'intervento della segreteria politica.

 

"L'appello - conclude Marchiori - lanciato dai sindaci alla Provincia non può cadere nel vuoto. Perché nemmeno stavolta sembra esserci la volontà di fermarsi, sospendere tutto, e arrivare a una legge che sia il più possibile condivisa? Qui deve tornare in primo piano il ruolo della politica, che significa sì coraggio nelle scelte, ma anche ponderazione. Non dobbiamo fare leggi tanto per farle, ma per avere i migliori strumenti con cui portare avanti il nostro sistema di autogoverno. Le amministrazioni locali chiedono più condivisione e tutela: devono essere ascoltate. Il Patt è deciso a dare battaglia, perché le risorse idriche del Trentino e soprattutto quelle dei nostri Comuni non possono essere consegnate nelle mani degli speculatori. Se si vuole essere a favore dell’Autonomia, se ci si ritiene autonomisti fino in fondo, questa legge non s’ha da fare".

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