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Valutazione di impatto ambientale, ''Sì'' al ddl. Le associazioni ambientaliste: ''Limitata la partecipazione dei cittadini e troppi tecnicismi nel provvedimento''

Le modifiche adeguano le norme alla riforma introdotta dallo Stato con il decreto del 2017 e che è stata resa necessaria, inoltre, da due sentenze della Consulta che hanno definito le competenze in materia di valutazione d’impatto ambientale. Tonina: "Per quanto riguarda il Parco dello Stelvio, riguarda il Parco dello Stelvio, non è stato possibile scrivere un emendamento perché ci sono difficoltà tecniche e di sostanza"

Di Luca Andreazza - 20 agosto 2019 - 21:31

TRENTO. E' stato approvato il disegno di Legge provinciale sulla valutazione d'impatto ambientale e quella sulle foreste e sulla protezione della natura, un doppio provvedimento che arriva con un mese in ritardo a causa dei lavori lunghi in consiglio provinciale per l'assestamento di bilancio. Ddl che hanno portato anche momenti di frizione con il mondo ambientalista, che aveva chiesto di sospendere l'iter per analizzare le modifiche, oltre che lamentare il mancato coinvolgimento (Qui articolo). La disciplina della Valutazione di impatto ambientale è passata con cinque i voti favorevoli, quattro della Lega, Job, Cavada, Rassato e Paoli, e Lorenzo Ossanna del Patt, due gli astenuti Tonini della Lega e Coppola di Futura.

 

Le associazioni si erano ritrovate a incassare un "niet" alla richiesta di sospensione (Qui articolo), quindi erano state convocate all'ultimo in terza commissione, ma a 24 ore dalla seduta tutto era stato annullato per l'assestamento di bilancio (Qui articolo). Si è ritornati in aula e dopo il dibattito e le osservazioni di imprenditori, ambientalisti, consiglieri di opposizione e maggioranza si è arrivati alla quadra.

 

Resta, però, testa l'aria tra le associazioni e la Provincia, Legambiente, Fai e Wwf del Trentino non hanno partecipato, mentre Italia Nostra, Cipra e Mountain wilderness si son fatte portavoce del comparto e hanno criticato in particolare i limiti del provvedimento in materia di partecipazione dei cittadini, così come il linguaggio tecnico utilizzato di difficile comprensione. 

 

"Seppur a varia misura - commenta l'assessore Mario Tonina - tutti tra imprenditori e ambientalisti hanno condiviso il ddl, ma presenteremo un emendamento all'articolo 16 per recepire le richieste del Consiglio delle autonomie, cioè quella di anticipare il parere dei consigli comunali prima dell'avvio del Procedimento autorizzativo unico provinciale (il Paup che assorbe il Via in un'unica procedura) e la possibilità di un nuovo esame dei progetti, sempre in sede di comune, quando subiscono modifiche importanti nel corso della procedura".

 

Le modifiche adeguano le norme alla riforma introdotta dallo Stato con il decreto del 2017 e che è stata resa necessaria, inoltre, da due sentenze della Consulta che hanno definito le competenze in materia di valutazione d’impatto ambientale. Competenza che la Provincia mantiene nel settore delle opere stradali. Il ddl ha quindi come scopo quello di raccordare la Via alla recente legge sulla semplificazione.

 

Il perno del ddl è il Provvedimento autorizzatorio provinciale (Paup), un iter semplificato che si articola, in sostanza, in cinque fasi: la prima è quella della raccolta in formato elettronico dei documenti riguardanti i progetti che verranno valutati nella fase definitiva e non esecutiva. Questo perché normalmente in fase di Via vengono modificati.

 

La seconda fase è quella della raccolta delle osservazioni degli interessati, quindi il terzo passaggio è l'istruttoria da parte delle amministrazioni che possono chiedere una sola volta integrazioni a chi presenta il progetto. La quarta riguarda la Conferenza dei servizi che deve dare una risposta, in 120 giorni, in modo univoco e vincolante. Ultimo passaggio quello in giunta provinciale che, con l’adozione del Puap, darà il via libera ai progetti.

 

Nel ddl è stata introdotta una norma, che interviene sulla legge sulle foreste e la protezione della natura del 2007, che semplifica il rilascio dei nulla osta sulla conformità al piano del parco degli interventi edilizi degli abitati che si trovano nel Parco dello Stelvio.

 

"Sulle osservazioni degli imprenditori - aggiunge Tonina - soprattutto sul capo due del ddl che riguarda il Parco dello Stelvio, non è stato possibile scrivere un emendamento perché ci sono difficoltà tecniche e di sostanza. La richiesta venuta dagli imprenditori di allargare dai centri storici alla totalità del territorio antropizzato la possibilità della concessione da parte dei comuni e non più dalla Pat del nulla osta di conformità al piano Parco per gli interventi edilizi non è accoglibile: si andrebbe a togliere titolarità al Parco. Si farà comunque un approfondimento".

 

Un tema è stato anche quello delle sanzioni, ma la Provincia in questo senso non può fare nulla in quanto la materia è di competenza statale. Sul versante degli ambientalisti, in particolare Italia Nostra, ha sollevato la questione della partecipazione. "Non c’è un deficit partecipativo. Si è semplicemente - ha spiegato il vice presidente della Pat - riscritto l’articolo della legge sulla Via, ma la partecipazione è assicurata. Anche perché non c’è alcuna preclusione alla partecipazione che è un elemento importante come si è visto nel caso delle discariche di Sardagna e Pilcante, dove gli incontri con la popolazione hanno permesso alla giunta di fare alcuni ragionamenti che sono entrati nell’assestamento e hanno permesso di spostare nel tempo le decisioni per fare ulteriori approfondimenti. I confronti sono sempre utili".

 

Il consigliere provinciale Lorenzo Ossana (Patt) ha dichiarato il suo sì al ddl perché va nella direzione della semplificazione con il Puap che dovrà essere esteso ad altri settori. "Anche se il banco di prova dello snellimento - ha aggiunto - è la Conferenza servizi". Lucia Coppola ha detto che in linea di massima il parere di Futura è favorevole perché il ddl costruisce un percorso corretto e positivo, così come è condivisibile la scelta di decisione unica che non lascia adito a divergenze tra servizi che sono invece frequenti con la normativa in vigore. La consigliera ha poi ribadito l’importanza di una regia provinciale che si siti all’interno di una normativa nazionale e europea.

 

Si è astenuto Giorgio Tonini (Pd): "L’impianto - ha spiegato - è condivisibile, anche perché in gran parte obbligato dal recepimento della legge nazionale, ma serve un’ulteriore riflessione sulla qualità della partecipazione esplorando procedure e strumenti nuovi. Un tema che riguarda, in generale, il rapporto con la società civile e le istituzioni. Un’altra riflessione andrebbe fatta sulla semplificazione, anche dei linguaggi della legislazione che è in gran parte ancora esoterica". Alex Marini del Movimento 5 Stelle ha chiesto all’assessore se intenda valorizzare le richieste di partecipazione e di semplificazione del linguaggio giuridico avanzate dalle associazioni ambientaliste. "Un'apertura in questo senso c'è, ma il ddl non intacca la partecipazione", ha concluso Tonina.

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