Contenuto sponsorizzato

Urzì denuncia il sabotaggio dei cartelli da parte degli Schützen: ''Serve accertare la pericolosità sociale di una organizzazione con struttura paramilitare''

Per il consigliere provinciale "La tolleranza deve cessare e la connivenza fra settori della politica 'in giacca e cravatta' e 'tiratori scelti' deve terminare" e chiede una presa di posizione forte da parte di tutte le istituzioni 

Pubblicato il - 16 agosto 2019 - 12:12

BOLZANO. La protesta messa in scena questa mattina da parte degli Schützen altoatesini non è per nulla piaciuta al consigliere provinciale di Bolzano Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia). “Presenterò denuncia formale per sabotaggio presso le autorità già in giornata – ha spiegato in una nota il consigliere - perché sia accertata la responsabilità nella grave manomissione della segnaletica stradale in provincia di Bolzano da parte degli Schuetzen ma soprattutto sul grado di pericolosità sociale di una organizzazione con struttura paramilitare (strutture che la Costituzione non dovrebbe ammettere) che in poche ore in una intera provincia riesce a mobilitare decine se non centinaia di persone per una azione di danneggiamento di beni pubblici”.

 

Gli Schützen altoatesini, nelle prime ore di oggi, si sono mobilitati in tutta la provincia per coprire la scritta tedesca su seicento cartelli stradali. Al suo posto è stato messo “Dna Seit 97J”, ovvero "deutsch nicht amtlich seit 97 Jahren" (il tedesco non è più ufficiale da 97 anni). (QUI L'ARTICOLO COMPLETO)

 

“La tolleranza deve cessare – ha continuato Urzì - la connivenza fra settori della politica 'in giacca e cravatta' e 'tiratori scelti' deve terminare. Se non fosse grave, calata in una situazione delicata come quella altoatesina, sarebbe ridicola la messinscena orchestrata dagli Schuetzen. Il paradosso questa volta è la copertura delle denominazioni (udite udite) di lingua tedesca. Non le italiane come hanno sempre fatto. Una patetica messinscena che vorrebbe ancora una volta fare passare per vittime i carnefici”.

 

Alla denuncia da parte degli Schützen che la toponomastica in lingua tedesca non è ancora ufficiale per legge il consigliere spiega che è vero “Ma omettono di dirci che è proprio per colpa loro. Da decenni sono proprio loro assieme alla classe politica di governo della Provincia a rifiutare ogni legge che mettesse sullo stesso piano e riconoscesse lo stesso diritto (come riconosciuto peraltro dallo Statuto di Autonomia) ai nomi tedeschi ed a quelli italiani. Alla pari. Hanno rifiutato il diritto per tutti pretendendo una legge ( o una norma di attuazione) che sostituisse i nomi italiani con quelli tedeschi. Eh no, cari provocatori, questa è manipolazione volgare e inaccettabile delle cose”.

 

Per Urzì, “la pazienza deve avere un termine” e continua precisando che “nessuno tocchi l’idea stessa del bilinguismo facendo intendere che per avere nomi ufficiali in lingua tedesca si debba passare per la cancellazione di quelli italiani”.

 

Infine il consigliere di “L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia” chiede una reazione ferma e determinata da tutta la politica per “i metodi squadristici” usati. “Se una organizzazione paramilitare mobilita centinaia di persone in una notte per sabotare la circolazione stradale questa organizzazione crea un grave danno alla sicurezza stradale ed alla cosa pubblica, non usa più metodi democratici e appare porsi fuori dalla legge e come tale va finalmente riconsiderata la sua legittimità”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 26 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

27 novembre - 18:52

Gli affari non girano nemmeno con le promozioni messe in campo con il "Black Friday" e tanti negozianti trentini si trovano in difficoltà. "Le persone hanno paura, non sono serene nel fare gli acquisti e questo sta avendo delle conseguenze disastrose su tutto il tessuto economico" ci dicono 

27 novembre - 19:40

Anche oggi, come quasi sempre negli ultimi giorni, si è verificato il sorpasso dei guariti rispetto ai nuovi contagiati trovati 

27 novembre - 18:46

Il presidente ha spiegato che, non domani, ma sabato 5 dicembre potrebbero tornare aperti i negozi e i centri con metratura superiore ai 240 metri quadri e sulle seconde case: ''A Natale dovrebbe essere tutta Italia zona gialla e quindi se la legge resta questa si potrà circolare tra le regioni''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato