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Tra quiz a premi e manifesti per il terrorista Kerschbaumer, Urzì contro gli Schützen. “La Provincia sospenda immediatamente ogni contributo”

Il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore-Fratelli d'Italia Alessandro Urzì prosegue nella sua battaglia personale contro gli Schützen. A seguito dell'affissione di manifesti sulla commemorazione ad Appiano per Sepp Kerschbaumer, protagonista della Notte dei fuochi, e della pubblicizzazione di un quiz a premi che ironizza sullo Stato italiano, ha deciso di ribadire la richiesta alla Provincia di togliere i finanziamenti alla Südtiroler Schützenbund. "Sospendere immediatamente ogni contributo"

Di Davide Leveghi - 02 dicembre 2020 - 18:46

BOLZANO. La battaglia del consigliere Alessandro Urzì contro gli Schützen appare sempre più una questione personale. Ogni iniziativa di cui si rendono protagonisti i “cappelli piumati”, siano i blitz contro la cartellonistica o le proteste ai confini, viene seguita automaticamente da una presa di posizione dell'unico rappresentante in Consiglio provinciale del partito di Giorgia Meloni, declinato nella provincia più settentrionale d'Italia nella forma di “L'Alto Adige nel cuore”.

 

Questa volta Urzì ha dovuto reagire in stretto giro contro un quiz a premi e una campagna di manifesti con cui si lancia l'ormai tradizionale commemorazione di Sepp Kerschbaumer, primo leader del gruppo terroristico sudtirolese del Bas (QUI un approfondimento). Organizzata dalla Südtiroler Heimatbund, associazione nata proprio a sostegno dei detenuti politici e punto di riferimento del separatismo autoctono (protagonista di una campagna di manifesti che ha interessato anche Trento in occasione del centenario dell'annessione del Tirolo meridionale al Regno d'Italia), la celebrazione non è certo cosa nuova.

 

Ogni anno, infatti, al cimitero di Appiano la destra tedesca si riunisce, celebrando una figura controversa, morta in carcere il 7 dicembre 1964 in quanto principale responsabile della Notte dei fuochi, l'ondata di attentati dinamitardi che sconvolse Bolzano e provincia nella notte tra l'11 e il 12 giugno del 1961. Immaginata come un attacco alle cose italiane e non alle persone – profondamente cattolico, Kerschbaumer era contrario alla violenza (a differenza del secondo Bas, presto riorganizzato, radicalizzato e autore di stragi e attentati contro le persone) – quella notte fece tuttavia un morto, lo stradino Giovanni Postal, dilaniato mentre cercava di togliere da un albero un ordigno inesploso.

 

A indispettire Urzì, però, non è tanto “l'irrecuperabile” Heimatbund, quanto la presenza in calce al manifesto della firma della Federazione degli Schützen sudtirolesi. “Organizzazione a struttura paramilitare (già di per sé elemento di aperto conflitto con le regole costituzionali), beneficiaria di corpose elargizioni pubbliche da parte di Provincia e Comuni – ha scritto in una nota – non è più tollerabile che venga finanziata. Abbiamo già presentato una richiesta ufficiale alla Provincia per chiedere l'immediata sospensione di ogni contributo pubblico a questa organizzazione che si colloca in un'area grigia fra secessionismo e apologia di reato”.

 

“Lo ripetiamo: anche la notte dei fuochi ebbe il suo morto e tanti ne seguirono negli anni successivi – proseguito Urzì – inutile fare le verginelle: anche le migliori cause non possono mai tollerare soprattutto in democrazia il ricorso all'uso delle armi fuori dalla legge. La Provincia ora è chiamata ad assumere decisioni definitive: ci appelliamo anche alla componente di lingua italiana della Lega che ponga senza mezzi termini la questione in giunta pretendendo la sospensione immediata di ogni contributo a questa organizzazione”.

 

La rabbia del consigliere provinciale, d'altronde, non è passata inosservata nemmeno a Roma, dove il partito di cui fa parte ha annunciato di voler portare al governo un'interrogazione. “Chiariscano questa vicenda, che è un oltraggio alle vittime e uno schiaffo alla legge italiana”, ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Francesco Lollobrigida.

 

Passata l'indignazione nei confronti della commemorazione di Kerschbaumer, passano poche ore che il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia - forse non del tutto conscio del pedigree del proprio partito - rilancia la sua proposta di tagliare i fondi provinciali alla Südtiroler Schützenbund. La colpa della Lega dei “bersaglieri” sudtirolesi, questa volta, è l'aver organizzato un'iniziativa sui generis per “svillaneggiare” l'Italia (QUI l'articolo in cui ne parlavamo). “L'ultima insolenza degli Schützen arriva dall'Italia svillaneggiata attraverso un 'gioco a premi', una sorta di lotteria fra coloro che insulteranno di più il nostro Paese”, ha esordito in un'altra nota.

 

Consistente in tre domande volutamente retoriche sulle “magagne” finanziarie del Bel Paese (“domande ridicole utili solo a irridere l'Italia a fini propagandistici e con la richiesta finale di secessione”, scrive il consigliere), dal debito pubblico alla pesante tassazione, il quiz permette di accedere ad una lotteria in cui si vincono cesti premio da 100 a 300 euro.

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