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Vaccini, il centrodestra non applica (o non conosce) la legge (voluta da loro) e dice ''no'' alla possibilità di accesso ai centri estivi dei bimbi non conformi

Un cortocircuito: la norma approvata nella scorsa legislatura era stata, infatti, proposta proprio dal centrodestra, in particolare da Civica Trentina. Nessuno dell'attuale maggioranza se ne è ricordato e si è dovuto perfino chiedere i controlli del caso. Non è l'unica anomalia, si parla di servizi educativi e sanità, ma risponde l'assessore tecnico a sviluppo economico, ricerca e lavoro

Di Luca Andreazza - 16 marzo 2019 - 05:01

TRENTO. E' bagarre politica sui bambini non vaccinati esclusi dai centri estivi. Se il centrodestra ha detto, legittimamente in quanto maggioranza, "No" alla mozione di Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle), il nuovo governo di piazza Dante non applicherebbe però nemmeno la legge provinciale, che consente invece di erogare i buoni di servizio alle famiglie con bimbi non vaccinati.

 

Un cortocircuito: la norma approvata nella scorsa legislatura era stata, infatti, proposta proprio dal centrodestra. Nessuno dell'attuale maggioranza si è ricordato e si è dovuto perfino chiedere i controlli del caso. La legge c'è, approvata è stata approvata, ma comunque non sembra bastare per un Trentino sempre più centrale, sempre più romano. Un'autonomia lasciata, insomma, nell'angolo, forse per tempi migliori.

 

Non è l'unica anomalia. Si parla di buoni per i servizi educativi e vaccini, ci si aspetterebbe quindi una risposta degli assessori competenti e presenti in aula. Magari Bisesti, magari Segnana, magari entrambi. A prendere la parola e spiegare la situazione è invece Achille Spinelli, assessore tecnico a sviluppo economico, ricerca e lavoro. Ci si deve accontentare. 

 

Il risultato è comunque "No". Una bocciatura della mozione pentastellata arrivata dopo una lunga discussione e una sospensione dei lavori durata oltre mezz'ora. Il proposito del documento è quello di evitare l'esclusione dai centri estivi dei bambini che risultano "non conformi" rispetto agli obblighi vaccinali previsti nella "legge Lorenzin", una mozione che vuole rimuovere i divieti oggi in vigore solo in Trentino e che consente esclusivamente ai minori "conformi" l'utilizzo dei buoni di servizio per accedere ai soggiorni psico-educativi.

 

"Il ministro Salvini si fa bello e scrive lettere alla collega Grillo dei 5 stelle - commenta Ugo Rossi del Patt - per sollecitarla a essere 'benevola' con i bambini non vaccinati esclusi dalle scuole, mentre in Trentino il governo leghista del cambiamento si rifiuta di applicare una norma provinciale votata nella scorsa legislatura anche dalle opposizioni di allora e anzi proposta da Civica Trentina".

 

A intervenire per la giunta, come anticipato, è l'assessore Achille Spinelli, il quale dopo aver riconosciuto la delicatezza della questione e il senso della normativa posta a tutela della salute pubblica e in particolare quella dei minori in età infantile all’interno dei servizi educativi.

 

"I buoni di servizio - dice l'assessore - rientrano a pieno titolo in questa necessità di tutela e tra i servizi educativi per l’infanzia sono anche i soggiorni estivi organizzati da enti senza scopo di lucro. Con la delibera 547 del 9 aprile del 2018 ha imposto per i minori di età tra 0 e 6 anni l’adempimento degli obblighi vaccinali previsto dalla "legge Lorenzin". Lo strumento dei buoni di servizio si adeguerà tempestivamente ad eventuali modifiche nazionali su questo tema".

 

Immediata la replica di Luca Zeni (Pd): "Le scelte politiche - dice l'ex assessore - devono rispondere alle valutazioni espresse dalle istituzioni scientifiche accreditate e non basarsi sulle posizioni di singoli medici o politici: sono fuori luogo le affermazioni del ministro Salvini secondo il quale nove vaccinazioni sarebbero troppe. Servono rigore e rispetto delle regole e per questo la Provincia ha scelto di escludere dalla frequenza di nidi e scuole materne già dal settembre 2018".

 

Diretto anche l'ex governatore Rossi, che riassume le tappe della legge provinciale. "Nella scorsa legislatura - evidenzia - avevamo deciso di non assegnare i buoni di servizio per attività anche non scolastiche come i soggiorni estivi. Scelta criticata, tanto che in seguito venne approvato un emendamento proposto dalle minoranze, da Civettini e Civica Trentina in particolare".

 

L'ex presidente ha invitato a quel punto a verificare l’esistenza di quell'emendamento che, se era stato approvato, indurrebbe il Patt a votare "Sì" a questa mozione: "Il solo effetto - dice Rossi - sarebbe quello di confermare quel che già la legislazione provinciale prevede".

 

L'emendamento effettivamente c'è, pure approvato, ma non basterebbe per il nuovo governo provinciale. "Oggi - risponde Spinelli - la Provincia non è autorizzata ad intervenire in questo ambito se non violando la normativa nazionale. La mozione non può quindi rimuovere il divieto di utilizzare i buoni servizio e di accedere ai soggiorni socio-educativi previsto dalla normativa statale".

 

Apriti cielo. "Siamo alle comiche - ribatte Rossi - assistiamo alla totale inadeguatezza di chi governa, che non è nemmeno disponibile a far prevalere una legge provinciale, non è disposto a proporre un disegno di legge o un emendamento per rimuovere l’articolo della normativa provinciale non consona rispetto a quella nazionale".

 

E se Alessia Ambrosi ha definito "ambiguo" l'atteggiamento assunto dalla ministra del Movimento 5 stelle, non manca la risposta di Degasperi a mettere in chiaro quale deve essere l'atteggiamento della Provincia e l'invito al carroccio di assumersi le responsabilità a Roma: "Come se senza l’intervento di un ministro noi dovessimo rimanere fermi senza risolvere le questioni trentine. Sempre che la volontà sia quella di risolvere i problemi delle famiglie e dei bambini. Nel governo poi la responsabilità delle scelte è sempre collegiale e coinvolge quindi anche la Lega".

A quel punto l’assessore Spinelli ha chiesto una sospensione per chiarire la questione. Dopo mezz'ora la conferma: ci si attiene alla normativa nazionale e la giunta è contraria quindi alla mozione. Una decisione, quella di attendere le decisioni dei ministri Grillo e Salvini per muoversi di conseguenza, criticata anche da Degasperi: "Sulla gestione del lupo – ricorda – la Provincia non ha certo atteso il ministero. E in campagna elettorale la Lega ha promesso asili nido gratuiti e aperti a tutti".

 

Duro anche Rossi: "Ennesima dimostrazione della considerazione leghista dell'autonomia - conclude - ma anche di come sia facile urlare quando si fa demagogia all’opposizione e poi si sia costretti a far finta di niente quando si governa".

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