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Vaccini, per l'assessora immunità di gregge raggiunta e allora via all'obbligatorietà? Zeni: ''La legge non lo permette''. Ghezzi: ''Messaggio sbagliato''

Stefania Segnana avrebbe confermato che la soglia di copertura del 95% di vaccinati è stata raggiunta e quindi si può rivedere l'obbligatorietà e ammettere a scuola i bimbi non coperti. L'ex assessore alla salute: ''La legge eventualmente consente semplicemente di avviare una procedura che potrebbe portare ad una esenzione temporanea dell'obbligo soltanto per morbillo, parotite e rosolia. In nessun caso può riguardare l'esavalente''

Di Davide Leveghi - 09 luglio 2019 - 16:20

TRENTO. In Trentino sarebbe stata raggiunta la soglia di copertura vaccinale e allora via libera al ritorno a scuola anche dei bambini non vaccinati e fine dell'obbligo? Mancano poche ore allo scattare del limite del 10 luglio stabilito dalla legge Lorenzin per la presentazione alle scuole dei certificati di vaccino da parte dei genitori degli alunni, se non fosse per l'istituzione da parte della ministra della salute Giulia Grillo (M5S) dell'anagrafe vaccinale che mette in comunicazione diretta Asl e scuole. E nella provincia di Trento, dove l'anagrafe esiste già da tempo, è scoppiata la polemica a fronte delle dichiarazioni dell'assessora Stefania Segnana sul congelamento dell'obbligo di vaccino.

 

Il raggiungimento della cosiddetta “immunità di gregge”, cioè il superamento della soglia del 95% di vaccinati sulla popolazione totale, con cui si ritiene che il restante 5% non vaccinato non corra rischio di contagio, avrebbe spinto la Provincia a inoltrare al ministero della salute la richiesta di sospendere gli obblighi istituiti dalla legge Lorenzin- relativi alla popolazione scolastica compresa tra gli 0 e i 6 anni. Una sospensione che ribadirebbe dunque la linea leghista sui vaccini, sintetizzabile nello slogan “Vaccini sì, obbligo no”.

 

In attesa della risposta da Roma, l'opposizione provinciale insorge per voce del leader di Futura Paolo Ghezzi e dell'ex assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni, del Partito Democratico. Nella giornata di ieri, il consigliere di Futura ha depositato una prima interrogazione al presidente del Consiglio provinciale Kaswalder, alla luce delle affermazioni rilasciate da Segnana al Trentino sul raggiungimento dell'immunità di gregge. Ammonendo sui rischi di riportare la percentuale al di sotto della soglia limite attraverso questo “rompete le righe”, con le conseguenze prevedibili di un ritorno delle malattie prevenibili attraverso il vaccino, Ghezzi ha avanzato richieste di chiarimento all'assessora sulle possibili ripercussioni per la popolazione trentina.

 

Mancanza di informazione, rischio di incentivazione di comportamenti scorretti e dannosi per la comunità, personale responsabilità dell'assessore in base al principio di prudenza, sono i principali punti sollevati dal consigliere di Futura, che non ha mancato di sottolineare le indicazioni date a riguardo dall'Istituto Superiore di Sanità sul pericolo di “ritorno” di malattie ora debellate (l’Istituto Superiore di Sanità ha affermato che "nel caso in cui si fermassero i programmi vaccinali, le malattie prevenibili con i vaccini tornerebbero" e che "se le persone non si vaccinassero, in breve tempo comparirebbero di nuovo malattie diventate poco frequenti, come la difterite, la pertosse, il morbillo, la parotite").

 

Eliminare l'obbligo di vaccino, permettendo ai bambini non vaccinati di frequentare liberamente le lezioni, non rischierebbe di riportare indietro gli indici di vaccinazione, “deresponsabilizzando” (per usare le parole di Ghezzi) i cittadini? È questo un punto ribadito nell'interrogazione presentata dall'ex assessore alla salute Luca Zeni, già al centro delle polemiche nella legislatura precedente proprio in virtù della sua scelta di far rispettare la legge Lorenzin escludendo i soggetti non vaccinati dalle scuole per l'anno scolastico appena concluso.

 

L'interrogazione entra nel merito della questione, sollevando dubbi sull'effettivo raggiungimento della soglia del 95% (94,8% secondo il report del 2018, con dati in crescita in diverse coorti di nascita ma senza il raggiungimento, a giudizio di Zeni, del 95% generale), sulla possibilità di esentare dai vaccini obbligatori stabiliti per legge (in particolare morbillo, parotite e rosolia, la cui sospensione è impensabile per i bambini al di sotto dei 6 anni) e sulle finalità delle affermazioni di Segnana. Quest'ultimo punto, in particolare, pone l'interrogata di fronte a una questione politica: c'è da parte della giunta leghista la conoscenza della procedura per l'esenzione dai vaccini? È questa una mera manovra di scaricamento di responsabilità dalla Lega al Movimento 5 Stelle, che governano insieme a Roma?

 

Le affermazioni dell'assessore tengono alto il livello di tensione attorno al tema vaccini. Il “ping pong” nazionale di affermazioni favorevoli o contrarie agli obblighi vaccinali e alle esenzioni prosegue, ma una cosa emerge dal quadro complessivo, lo scarso credito dato alle istituzioni e agli organi scientifici competenti. Le dichiarazioni di Segnana si pongono in questo solco, la risposta alle interrogazioni delle opposizioni potranno chiarire se la questione si limiti alla consueta “bolla di sapone” della polemica politica.

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