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Vaccini e app Immuni, Segnana fa retromarcia: “Sono utili e fortemente raccomandati” nonché “strategici per il servizio sanitario”

Segnana cambia idea sui vaccini: “Abbassata a 60 anni l’età in cui si consiglia di vaccinarsi contro l’influenza, poi un progetto di vaccinazione dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni”. E sull’app Immuni: “L’installazione da parte di tutti è fortemente raccomandata, anche da parte della Giunta”

Di Tiziano Grottolo - 10 July 2020 - 17:01

TRENTO. Avevano destato grande clamore, ma anche preoccupazione, le parole pronunciate dall’assessora alla salute Stefania Segnana nell’estate 2019 quando propose di togliere l'obbligatorietà dei vaccini, visto che in Trentino era stata raggiunta la cosiddetta immunità di gregge e dunque si sarebbe potuto pensare di far rientrare a scuola anche i bambini non vaccinati (QUI articolo).

 

Una proposta che scatenò la reazione di molti consiglieri di opposizione Ghezzi, Zeni e Degasperi, ma su questo tema intervenne anche il noto medico Roberto Burioni che schernì Segnana dicendo: “Il nuovo codice della strada sta funzionando, gli incidenti sono crollati e i morti ridotti. Mi pare un'ottima idea abrogarlo. Complimenti all'assessora che di fronte agli effetti di una ottima legge, li prende come spunto per abrogarla, prendendosi gli applausi degli antivaccinisti”.Nel frattempo c’è stata una pandemia che ha messo a dura prova il sistema sanitario trentino, laddove la gestione politica dell’emergenza sanitaria di certo non ha brillato, tanto che la stessa assessora è finita più volte sul banco degli imputati. Gestione dei dati, scelte politiche discutibili, il dramma delle Rsa per finire con le dimissioni del direttore generale di Apss nel completo disinteresse da parte della Giunta.

 

Ora però sembrerebbe che Segnana abbia fatto un passo indietro, almeno su due temi caldi: vaccini e app Immuni. Rispondendo a un’interrogazione presentata da Luca Zeni (del Partito Democratico), l’assessora ha fatto sapere che il piano di vaccinazioni (sospeso per colpa del coronavirus) riprenderà a pieno regime garantendo comunque le misure di sicurezza imposte dalla pandemia.

 

Ma c’è di più: “Non essendo esclusa nella prossima stagione influenzale una co-circolazione di virus influenzali e Sars-CoV-2 – spiega l’assessora – tenendo conto delle raccomandazioni del Ministero della Salute e della comunità scientifica, si ritiene strategico per il servizio sanitario provinciale rafforzare ed estendere la raccomandazione e l’offerta gratuita della vaccinazione antinfluenzale, anche al fine di semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti dati i sintomi simili tra Coronavirus e Influenza”.

 

In particolare, si intende abbassare a 60 anni l’età a cui raccomandare la vaccinazione gratuita per intercettare più facilmente le persone affette da patologie croniche: l’obiettivo è quello di arrivare a vaccinare una proporzione più ampia di popolazione vulnerabile all’influenza (55% nel 2019) rispetto a quella ottenuta nei gruppi a rischio per patologia (29%). “Verrà mantenuta l’indicazione di offrire gratuitamente il vaccino alle categorie di maggior rischio a partire dai 6 mesi di vita – prosegue Segnana – e verrà proposto un progetto di vaccinazione dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni che hanno un elevato carico di malattia associato all’influenza con alti tassi di visite mediche e di ospedalizzazione. La raccomandazione di vaccinare i bambini ha anche il fine di ridurre la circolazione del virus influenzale tra gli adulti e gli anziani”.

 

Aveva fatto discutere anche la questione relativa alla presentazione dell’app Immuni, con i consiglieri del Partito Autonomista che chiedevano alla Giunta per quale motivo non fosse stata pubblicizzata la possibilità per i trentini di installare l’applicazione, che serve per avvertire gli utenti qualora entrassero in contatto con una persona contagiata.

 

“Sono state adottate tutte le azioni per garantire l’avvio, anche sul territorio provinciale, del sistema di allerta Covid-19 supportato dall’app Immuni – ha replicato Segnana, che poi ha aggiunto – quale App unica a livello nazionale, è un importante strumento attraverso cui contribuire alla tracciatura dei contatti tradizionale e, attraverso le successive misure di sorveglianza sanitaria, ad interrompere la catena di trasmissione. Per questo – ha concluso l’assessora – la sua installazione da parte di tutti è fortemente raccomandata, anche da parte della Giunta provinciale, rimanendo tuttavia un’azione individuale volontaria”. Insomma dopo le polemiche arriva una retromarcia che mette in luce tutte le difficoltà nella gestione dell’assessorato.

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