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Coronavirus, dopo la figuraccia via libera al vaccino per i volontari della sanità. Passa la mozione delle minoranze ma l'ok era già arrivato qualche minuto prima

La vicenda ha assunto contorni quasi kafkiani: il 4 Benetollo invitava gli operatori a partecipare alla campagna vaccinale fissata il 16 gennaio; il 12 Ferro comunicava che era stato tutto bloccato; tra ieri e oggi gli articoli de il Dolomiti e le interrogazioni (a partire da Demagri) in Aula e oggi la mozione approvata per ripartire. Peccato che a chi organizza il tutto il messaggio di via libera era già arrivato mentre ancora si discuteva in consiglio

Di Luca Pianesi - 14 gennaio 2021 - 19:38

TRENTO. Ore 17.46 il consiglio provinciale approva la mozione firmata da tutti i membri dell'opposizione che chiede di ''calendarizzare nuovamente, così come prevista inizialmente, la campagna vaccinale per i volontari dei soccorsi: operatori sanitari che, al pari dei professionisti, operano quotidianamente sui mezzi di soccorso''.

 

Bene, bravi bis: Segnana e Fugatti si devono essere resi conto della figuraccia fatta per la (dis)organizzazione dimostrata nell'invitare, prima, i volontari a registrarsi in massa alla campagna vaccinale (il 4 il direttore dell'Apss Benetollo scriveva che ''è con grande piacere che vi informo che a breve saranno organizzate le sedute vaccinali per tutti voi'') con partenza fissata il 16 gennaio salvo, poi, dire loro, niente da fare, non ci sono i vaccini (il 12 il direttore sanitario dell'Apss Ferro scriveva: ''La vaccinazione del personale della Croce Rossa, dovrà essere posticipata ed effettuata appena avremo certezza del numero di dosi disponibili'').

 

Il dibattito in consiglio provinciale e anche le pressioni giornalistiche (con i due articoli in poche ore fatti da il Dolomiti) hanno sortito i loro effetti e ora le procedure ripartiranno per mettere in sicurezza e garantire quei volontari di Croce Rossa, Bianca, Stella d'Oro, Trasporto Infermi che da mesi sono in prima linea soprattutto per il trasporto di pazienti Covid.

 

Ma c'è un ma: ben prima delle 17 un ''avviso urgente'' era stato recapitato a chi aveva organizzato tutto già negli scorsi giorni per partire con questa campagna vaccinale poi inspiegabilmente bloccata, con scritto che i vaccini sono disponibili e che si parte. Di fatto l'organizzazione resta la stessa già prevista prima che la mail di Ferro bloccasse tutto il 12 gennaio, solo che, invece di partire sabato, si partirà il 17 (i vaccini vengono fatti ai volontari il sabato e la domenica).

 

Insomma qualcuno, in casa Apss, si era evidentemente già mosso in anticipo vista l'incredibile figuraccia fatta dopo che i fatti erano stati portati alla luce e il dibattito in consiglio si è trasformato, così, più in un esercizio di stile che altro. Qualcuno, dai banchi della maggioranza, forse poteva anche dirlo che l'impasse era superato (se ne erano al corrente), ma tant'è. Adesso la speranza è che il piano dei vaccini comprenda il prima possibile anche gli operatori che si occupano, per esempio, di portare il cibo o i medicinali a casa dei malati Covid, di tutti quei volontari che ogni giorno sono esposti al contatto con il virus e non solo di chi si occupa del trasporto malati.

 

La speranza è che la macchina dei vaccini corra spedita, molto più spedita di quelle 200 dosi al giorno annunciate dal presidente Fugatti in pompa magna sui suoi canali social: una miseria che si tradurrebbero in più di 7 anni di impegno prima di arrivare a vaccinare tutti i trentini. L'ennesima gaffe di un'amministrazione che pare impegnarsi, purtroppo, più a collezionare figuracce che a mettere in campo una qualsivoglia azione politica.  

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