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Coronavirus, dopo le false partenze i volontari della sanità under 50 delle associazioni ancora in attesa di indicazioni per la somministrazione del vaccino

A fronte dei ritardi delle case farmaceutiche nel fornire i vaccini che rallentano la macchina organizzativa, c'è comunque fermento nel comparto sanitario delle associazioni in quanto si sentirebbero "operatori di serie B": ancora non sarebbe stata chiesta disponibilità e non sono stati raccolti i dati per pianificare il lavoro. Una partita che si potrebbe sbloccare in settimana

Di Luca Andreazza - 07 febbraio 2021 - 17:39

TRENTO. In queste ore dovrebbe concludersi la prima vaccinazione di volontari e di dipendenti di tutte le associazioni attive nel servizio di emergenza urgenza in convenzione con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari over 50. L'operazione è scattata domenica 17 gennaio e la previsione è quella di concludere il primo ciclo per domenica 7 febbraio. Da qui poi si parte con il richiamo per completare l'iter di copertura. Restano in attesa di novità tutti gli altri, che non sono stati coinvolti in questa fase nella raccolta dati e richiesta disponibilità per capire il fabbisogno.

 

Un'organizzazione improntata sul ritmo di 240 vaccinazioni al giorno nei week-end per il coinvolgimento di oltre 1.200 soccorritori. Una campagna iniziata con una figuraccia: prima "l'invito urgente" a raccogliere le adesioni in un'e-mail del direttore generale dell'Apss, quindi la retromarcia dopo pochi giorni nella comunicazione del dirigente del Dipartimento prevenzione a bloccare tutto (Qui articolo).

 

Una procedura interrotta quando ormai era praticamente già tutto predisposto: già previsti il numero di vaccini che sarebbero stati destinati a Croce rossa, Croce bianca e altre associazioni del trasporto anche di pazienti Covid e la data (Qui articolo). Dopo le pressione giornalistiche (con diversi articoli in poche ore de Il Dolomiti) e delle stesse associazioniil dibattito si era poi spostato in Consiglio provinciale: le procedure per mettere in sicurezza e garantire i volontari erano state riavviate con la soddisfazione del settore.

 

Intanto è stata predisposta la campagna sugli over 80 per un avvio anche in questo caso a dir poco farraginoso. Altri territori hanno tenuto conto del fatto che persone con più di 80 anni avrebbero fatto fatica a prenotare online, il Trentino invece si è affidato alle tecnologie senza essere attrezzati a dovere. Il sito dell'Apss, infatti, era caduto dopo pochi minuti e per svariate ore è stato impossibile raggiungerlo. Chi c'è riuscito a procedura di iscrizione conclusa vedeva spuntarsi, il più delle volte, la scritta 'Errore' o un'avvenuta prenotazione che però poi non veniva confermata né da mail né da sms come invece sembrava previsto da procedura (Qui articolo). Questo mentre si è pronti a riaprire l'iter per mettere a disposizione ulteriori "prenotazioni" per assicurarsi il vaccino (Qui articolo).

 

I cicli di copertura si avviano a conclusione anche per il personale dell'Apss, per gli anziani e per gli operatori delle case di riposo. Ma resta ancora scoperta una buona parte dei volontari e del personale dipendente delle associazioni attive nel servizio di emergenza urgenza con meno di 50 anni. Figure che si occupano di trasporto malati, dei servizi di urgenza e emergenza sanitaria, compreso Covid, e persone che fin dall'inizio della pandemia coronavirus si sono messi a disposizione e sono stati in prima linea per aiutare e per supportare il personale sanitario e la cittadinanza.

 

Un quadro naturalmente complesso in cui le autorità si trovano a dover fare i conti con aspettative e richieste da più parti. A fronte dei ritardi delle case farmaceutiche nel fornire i vaccini che rallentano la macchina organizzativa, c'è comunque fermento nel comparto sanitario delle associazioni in quanto si sentirebbero "operatori di serie B": ancora non sarebbe stata chiesta disponibilità e non sono stati raccolti i dati per pianificare il lavoro. Questo nonostante gli sforzi profusi in questa lunga emergenza e il margine di rischio intrinseco all'attività. La situazione si potrebbe, però, sbloccare nel corso della prossima settimana. E' atteso un vertice tra Apss e Pat per delineare le mosse della campagna a livello generale. Il mondo delle associazioni resta alla finestra, ma fiducioso che dipendenti e volontari possano essere vaccinati al più presto per dare garanzia al loro lavoro in ambulanza.

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