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App Immuni da oggi utilizzabile anche in Trentino ma da Fugatti c'è il silenzio. Il Patt: ''Salvini ha detto che non la scarica, è per questo che la Pat tace?''

Mentre in Alto Adige sia l'assessore che il direttore generale dell'Azienda sanitaria invitano a scaricarla (''Con l'app 'Immuni' ci proteggiamo a vicenda'') in Trentino, al momento, c'è il silenzio. Avevamo provato a chiedere a Ruscitti il primo giugno ma ad oggi nessuna risposta. Rossi, Demagri e Dallapiccola interrogano l'aula

Di Luca Pianesi - 15 giugno 2020 - 13:48

TRENTO. Via libera anche in Trentino all'App Immuni ma mentre in altri territori sono le stesse amministrazioni a promuoverla e a spingere affinché i cittadini la scarichino, in Trentino è mistero. Al momento nessuno dice niente e dalla Pat non sono arrivate indicazioni. Anzi, di più. Il Dolomiti scriveva ancora il primo giugno una mail al dirigente generale Giancarlo Ruscitti per avere informazioni al riguardo e capire la Provincia di Trento come si sarebbe comportata rispetto all'utilizzo di questo strumento, senza ricevere alcuna risposta a distanza di due settimane. E anche il Patt ha dovuto depositare un'interrogazione in consiglio provinciale per arrivare, si spera in tempi utili, ad una risposta.  

 

''Sull'App Immuni i cittadini devono poter sapere se e come funziona in Trentino - spiegano Rossi, Demagri e Dallapiccola - cosa ne pensa il governo provinciale, come sarà gestita, cosa fare in caso di segnalazione. Come su tante altre questioni non ci sono ad oggi indicazioni di sorta. Il capo politico della Lega, Salvini, ha dichiarato che non la utilizzerà. Forse questo il motivo per cui mancano indicazioni?''. E il sospetto è più che legittimo visto che il Capitano poco tempo fa ha spiegato che lui alla sua privacy ci tiene (lo ha detto mentre caricava una foto di lui che beve il caffè, una di lui che passeggia con i bambini, varie di lui con sconosciuti caricati sulla sua pagina davanti ai suoi milioni di follower) e quindi non la scaricherà (d'altronde martedì da Floris ha dimostrato, a distanza di tre mesi dall'emergenza, di non aver ancora chiarissimo il funzionamento delle mascherine).

 

 

E mentre in Trentino Fugatti, Segnana e soci  tacciono in Alto Adige si sprecano le comunicazioni pubbliche: "Con l'app 'Immuni' ci proteggiamo a vicenda. È una delle tante misure che ci aiuteranno a prevenire una seconda ondata - ha spiegato all'Ansa l'assessore alla salute della provincia di Bolzano Thomas Widmann -. Provincia di Bolzano e Azienda sanitaria sono unite nel promuovere quello che è il senso di questa app. Invito quindi tutte le altoatesine e tutti gli altoatesini ad utilizzare 'Immuni'". 

L'app, sviluppata per conto del ministero della salute, dopo esser testata in quattro regioni italiane, ora è stata sbloccata per tutto il territorio nazionale e può essere attivata da chiunque. La partecipazione è volontaria. Se la lingua del browser del cellulare è il tedesco, appare automaticamente la versione tedesca, informa una nota dell'Azienda sanitaria altoatesina. "La diagnosi precoce su persone potenzialmente infette non significa solo un efficace contenimento del virus - commenta il direttore generale dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, Florian Zerzer - ma aiuta anche a curare la malattia per tempo, in modo da ridurre un eventuale aggravamento del decorso dell'infezione e, per quanto possibile, evitare di dover ricorrere a cure intensive".

 

"L'Azienda sanitaria sta costantemente aumentando la quantità di test che è in grado di eseguire - conclude Zerzer -. Per garantire ancora più sicurezza, a chiunque riceva il messaggio sul proprio cellulare, verrà offerto un test Pcr nel più breve tempo possibile".

 

Qui l'interrogazione del Patt in Trentino

 

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