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L’App Immuni? In Veneto la Regione ha “dimenticato” di attivarla. La consigliera Guarda: “Scelta irresponsabile”

La Regione Veneto ha confermato di non aver attivato l’App Immuni. Dura reazione della Cgil: “Molte persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi non lo hanno saputo”. La consigliera Guarda deposita un’interrogazione: “Un disservizio pericolosissimo”

Di Tiziano Grottolo - 14 October 2020 - 19:20

VERONA. Stando agli ultimi dati disponibili oltre il 10% dei veneti ha scaricato l’App Immuni, cittadini che hanno raccolto l’appello del Governo, convinti di contribuire allo sforzo per proteggere sé stessi e gli altri. Peccato però che questi sforzi sarebbero stati resi inutili dal fatto che la Regione Veneto non ha mai concordato un protocollo operativo con Roma, vanificando le segnalazioni che arrivavano dall’App Immuni che non è mai stata attivata.

 

La scusa ufficiale accampata dai tecnici regionali, messa nero su bianco in un comunicato, è che “l’App Immuni non fornisce informazioni relative al soggetto positivo con cui si è venuti in contatto, al luogo del contatto o alle caratteristiche del contatto. Pertanto, non essendo possibile per l’operatore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica valutare il livello di rischio di tale contatto, già nel mese di giugno, veniva proposto al Ministero della Salute un possibile protocollo applicativo per uniformare le procedure di tutte le Regioni”.

 

È la stessa Regione ad ammettere che l’attivazione avverrà nel più breve tempo possibile”, ergo finora non è stato fatto. Il motivo? Si è voluto “evitare di sottoporre a quarantena preventiva un soggetto individuato dall’App Immuni senza possibile valutazione del profilo di rischio”. La notizia ovviamente sta destando molto scalpore tanto che la consigliera di Europa Verde Cristina Gaurda ha depositato un’interrogazione in Consiglio regionale per provare a far luce sulla vicenda.

 

Guarda, parla di “un disservizio pericolosissimo” puntando il dito sia contro il presidente del veneto Luca Zaia che sul Governo: “Ancora una volta è emerso lo scarso coordinamento tra i vari livelli istituzionali. Non attivare l’App in una delle regioni più colpite dal virus è una scelta irresponsabile. Nessuno – prosegue la consigliera – in questo momento di particolare fragilità dell’economia come del sistema sanitario, può permettersi il lusso di una tale iniezione di sfiducia nei confronti delle istituzioni, va posto immediatamente rimedio, con atti concreti e un coordinamento più stringente tra Stato e Regioni”.

 

Dura presa di posizione anche da parte della Cgil: “Molte persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi non lo hanno saputo per l’inefficienza, per non dire lo scetticismo – e il riferimento è rivolto a Zaia – di chi doveva provvedere a far funzionare il sistema di tracciamento”. Il segretario generale Christian Ferrari sottolinea la gravità della decisione che ha vanificato gli sforzi di molti cittadini: “Basta con le polemiche tra Regioni e Governo – commenta il sindacalista – è il momento della massima collaborazione per la salute dei cittadini, o si lavora insieme o il virus non si sconfigge”.

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