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| 15 ott 2020 | 11:46

“Immuni in Trentino è attiva e operativa”, Ruscitti scaccia i dubbi dopo il caso Veneto: “Al PalaTrento con l’App si entra senza autocertificazione”

Se in Veneto l’App Immuni non è stata attivata dalla Regione, in Trentino invece si segue il protocollo nazionale e tutto funziona regolarmente, anche se i cittadini che l’hanno scaricata sono ancora troppo pochi. De Col: “Con l’applicazione si può accedere al palazzetto dell’Aquila basket senza dover portare l’autocertificazione”

“Immuni in Trentino è attiva e operativa”, Ruscitti scaccia i dubbi dopo il caso Veneto
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dopo il “caso Veneto” dove la Regione ha ammesso di non aver ancora attivato l’App Immuni perché i tecnici regionali hanno preferito “evitare di sottoporre a quarantena preventiva un soggetto individuato dall’App senza una valutazione del profilo di rischio”, anche in altre regioni e province ci si è domandati se l’applicazione fosse operativa o meno.

 

Per fugare ogni dubbio è intervenuto il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti: “Da noi l’App funziona seguendo il protocollo concordato con Roma”. Per spiegarlo Ruscitti fa un esempio concreto: poniamo il caso che due persone prendano un caffè insieme ed entrambe abbiamo scaricato Immuni. Dopo un paio di giorni una delle due viene avvisata di essere entrata in contatto con un positivo e va a fare il tampone. Sfortunatamente il risultato conferma l’ipotesi. A quel punto si viene contatti dagli operatori di Apss che per prima cosa chiedono se l’App è stata scaricata. In caso di risposta affermativa viene chiesto se si vuole avvertire tutte le persone con cui si è entrati in contatto. Se anche in questo caso viene dato l’assenso gli operatori guidano in ogni passaggio la persona spiegando la procedura da seguire per ottenere il codice che Apss inserirà nel sistema (garantendo l’anonimato) in modo da avvisare tutti le persone con cui si è entrati in contatto.

 

“Noi lo facciamo – ribadisce Ruscitti – anche se devo dire che non sono molti i cittadini positivi al tampone che hanno scaricato l’applicazione, ad oggi la percentuale sulla popolazione trentina dovrebbe aggirarsi attorno al 13%” (QUI articolo). Insomma in Trentino si segue il protocollo nazionale e Immuni è messa in condizioni di funzionare, anche se c’è ancora molto scetticismo attorno alla sua efficacia. Proprio per questo la scelta della Regione Veneto appare ancora più incomprensibile perché va a delegittimare, senza un valido motivo, uno strumento utile al contenimento dei contagi.

 

Dal canto suo Raffaele De Col, dirigente generale del Dipartimento protezione civile, sottolinea gli sforzi portati avanti dalla Pat per stimolare l’adesione e spingere le persone a scaricare Immuni: “Recentemente è stato firmato un protocollo con l’Aquila basket che consente, agli utenti che hanno scaricato l’App, di accedere al palazzetto dello sport senza dover portare l’autocertificazione”. Immuni dunque, resta uno dei sistemi di prevenzione su cui si punta per arginare la diffusione dei contagi e in un momento come questo, scaricare l’applicazione, può diventare fondamentale.

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