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Coronavirus, Degasperi: ''Una circolare della Pat in aperto contrasto con quella del ministero: si riduce la sorveglianza sanitaria?''

Una circolare provinciale sarebbe in contrasto rispetto a quella ministeriale in materia test di screening sulle persone asintomatiche ma già vaccinate contro Covid. Filippo Degasperi (Onda civica): "Forse sarebbe il caso che le nostre autorità seguissero in maniera scrupolosa quanto indicato dall'Istituto superiore di sanità per precauzione e per cautela in questa fase dell'emergenza coronavirus"

Di Luca Andreazza - 29 marzo 2021 - 22:19

TRENTO. "Sembra che la Provincia di Trento abbia intrapreso una scelta unilaterale per procedere in un'altra direzione rispetto a quanto deciso a livello ministeriale". Questo il commento di Filippo Degasperi, consigliere provinciale in quota Onda Civica. "Forse sarebbe il caso che le nostre autorità seguissero in maniera scrupolosa quanto indicato dall'Istituto superiore di sanità per precauzione e per cautela in questa fase dell'emergenza coronavirus". 

 

Una circolare provinciale sarebbe, infatti, in contrasto rispetto a quella ministeriale in materia test di screening sulle persone asintomatiche ma già vaccinate contro Covid.

 

 

"Le indicazioni del dirigente generale del Dipartimento salute - spiega Degasperi - dispone che devono essere esentati da qualsiasi forma di test molecolare o antigenico con finalità di screening (identificazione precoce della presenza di Covid-19 in persone asintomatiche) tutti i soggetti vaccinati contro Covid-19, a meno che gli stessi non sviluppino sintomi suggestivi. La circolare riguarda specificamente tutta la popolazione vaccinata residente nella Provincia autonoma di Trento, compresa la categoria degli operatori sanitari e sociosanitari".

 

Queste indicazioni, però, non sarebbero aderenti a quelle trasmesse dall'Istituto superiore di sanità. "Le misure di prevenzione e controllo delle infezioni - prosegue il consigliere provinciale di Onda civica - in tema di varianti e vaccinazione, come trasmesse, anche alla Provincia, dalla Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della salute specificano che studi preliminari sulla risposta immunologica evocata dai due vaccini Pfizer e Moderna hanno evidenziato una ridotta attività neutralizzante da parte del siero dei soggetti vaccinati nei confronti della variante sudafricana e di quella brasiliana".

 

 

La richiesta di Roma è quella di continuare a mantenere un elevato livello di monitoraggio per comprendere anche l'efficacia della campagna vaccinale. "Uno studio in preprint evidenzia che il vaccino AstraZeneca risulterebbe ancora a livello basso per prevenire forme di malattia di grado lieve o moderato nel contesto epidemico sudafricano. Questa la ragione che prescrive come tutti i lavoratori, inclusi gli operatori sanitari, devono aderire a eventuali programmi di screening dell’infezione perché non è ancora possibile escludere un rischio contagio anche tra coloro che sono stati vaccinati".

 

A fronte della prosecuzione della campagna vaccinale, la sorveglianza resta ancora necessaria in questa fase delicata, negli scorsi giorni è emerso, infatti, un focolaio all'interno del reparto di chirurgia all'ospedale di Rovereto (Qui articolo). Inoltre, il Trentino è riuscito a dare prova di una certa varietà di interpretazione non indifferente tra regole spiegate in modo contraddittorio, numeri dei test antigenici non comunicati alla popolazione per oltre un mese e una circolare nel corso della primavera dell'anno scorso fraintesa per molte settimane. A dicembre era stato disposto un allentamento sugfli screening all'interno delle Rsa, questo aveva comportato diverse preoccupazioni nella gestione delle case di riposo (Qui articolo).

 

"Dopo non aver praticamente analizzato tamponi per tutta la fase più acuta della prima ondata - dice il consigliere provinciale di Onda civica - la Provincia si è sempre poi vantata di essere il territorio più bravo a eseguire test, anche se in questa seconda ondata non sembra sia andata esattamente così. Adesso c'è una certa preoccupazione nel mondo sanitario per questo approccio un po' più leggero in materia screening".

 

Da qui l'interrogazione indirizzata al presidente della Provincia di Trento. "Mi chiedo se le autorità siano a conoscenza del report e se non ritengano necessario adeguare le proprie disposizioni alle prescrizioni ministeriali, ma anche per quali ragioni si ritiene coerente rispetto alle indicazioni dell’Iss prevedere l’esclusione dei vaccinati (operatori sanitari e sociosanitari inclusi) dalle attività di screening", conclude Degasperi.

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